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La Controra

Fratelli d’Italia perde quasi un punto rispetto a un mese fa. Così, anche se FI e Lega recuperano, il campo largo supera il centrodestra: Pd e M5s crescono entrambi. La contesa elettorale oggi sarebbe decisamente aperta, anche se per il centrosinistra restano molte incognite sulla coalizione vera e propria da costruire.

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16 marzo 2012
Nel bosco del Castagnaro, a Quarto, in provincia di Napoli, capitai per caso. Un giornale mi ci mandò per un abuso edilizio.
19 marzo 2012
Giovane, in forze, un po\' rompiballe. Di mezza età, stanco, un po\' ansioso. Anziano, triste, un po\' annoiato. In buona salute, chiacchierone, invadente...
21 marzo 2012
Basta stage gratuiti. Niente più falsi impieghi in associazione. Assunzioni obbligatorie per lavoratori.
23 marzo 2012
Nel 1943, durante la Seconda guerra mondiale, viene deportato in Germania e internato in un campo di concentramento.
26 marzo 2012
Quelli che oggi si sono improvvisamente svegliati dal letargo civile, e urlano alla macelleria sociale se cancellano l\'articolo 18...
28 marzo 2012
Giancarlo Caselli è un magistrato che negli anni Settanta ha rischiato la vita per combattere il terrorismo, e negli anni Novanta è sceso in Sicialia a lottare contro la mafia...
30 marzo 2012
Sono mille i suicidi a causa della crisi economica, in Italia. Anziani, giovani, padri di famiglia, disperati per l\'improvvisa mancanza di reddito.
2 aprile 2012
Oggi è stato arrestato un calciatore, Andrea Masiello. Avrebbe truccato alcune partite. In una, un suo autogol. Che gli avrebbe fruttato 300mila euro. Sono venti gli indagati.
4 aprile 2012
Il giustamente dimenticato Schettino, dopo la tragedia della Costa Concordia, disse che gli scogli non erano segnati sulle mappe. Sono le Scole: si vedono perfino su Google maps.
6 aprile 2012
Il sei aprile di tre anni fa la terra tremò, le case crollarono, qualcuno morì, qualcuno rise. Successe all’Aquila. Abruzzo. Italia. Cominciò uno show sulle macerie.
9 aprile 2012
Napoli ha scoperto di essere bella. Ci volevano le vele alte e griffate di una gara sportiva, issate nel golfo, sotto una ruffianissima luna piena, per dire al mondo un’ovvietà. Napoli è un gioiello della natura. E quindi?
11 aprile 2012
C\'è un poliziotto, con la qualifica di assistente capo, che, nel tempo libero, canta una canzone dal titolo Kooly Noody (culi nudi). Capelli lunghi e crespi, barba incolta, sguardo tenebroso, il poliziotto fa concerti alle feste di un partito politico molto popolare.
13 aprile 2012
A Roma, una ventina di uomini in leggero sovrappeso si sono presi a cazzotti, tra urla in dialetto stretto, con i vigili urbani, sotto il Colosseo.
16 aprile 2012
Ci sono troppi posti occupati da chi non lo merita. Persone che si trovano dove non dovrebbero e ci stanno per ragioni di famiglia, di censo o per raccomandazioni.
18 aprile 2012
Quando Mario Chiesa, nell’era preistorica di Tangentopoli, fu beccato con la mazzetta, il suo leader Craxi parlò di “mariuolo isolato”.
20 aprile 2012
Due algerini, all\'aeroporto di Roma, dopo uno scalo del loro volo proveniente dall\'estero, si rifiutano di ripartire per la Turchia. Voglio rimanere in Italia.
23 aprile 2012
Il suo volto sembra una magnifica mappa geografica, di quelle antiche, color seppia, con le cicatrici blu dei fiumi. I suoi occhi sono liquidi e se ride si chiudono.
25 aprile 2012
L\'onorevole Minetti è consigliera regionale della Lombardia. E\'stata inserita nel listino da Berlusconi, \"love of my life\", \"boss of the boss\", \"culo moscio\". Non posso sentirla.
27 aprile 2012
Due Frecciarossa si sono urtati ieri sera a Roma. Ero lì un’ora prima. Lo dico non per riflettere sulla fatalità. Per l’esatto contrario.
30 aprile 2012
Domani è il primo maggio. Si celebrano in tutto il mondo le conquiste dei lavoratori. E\' una festa operaia, nata alla fine dell\'Ottocento.
2 maggio 2012
Il concertone del primo maggio è stato per molti della mia generazione un appuntamento mitico e mistico. Quando si poteva si andava lì, mani tra le mani alzate al vento.
4 maggio 2012
Di fronte al gesto di Delio Rossi, l\'allenatore che ha aggredito in campo un suo calciatore, affiora qui e là un sussurro: \"ha fatto bene\". Perché i giocatori sono viziati.
7 maggio 2012
C\'è un\'onda di suicidi, in questi giorni, in Italia. Vai a scavare e trovi una cartella esattoriale, una tassa non pagata, un debito, un lavoro in bilico, una minaccia di sfratto.
9 maggio 2012
Le due storiche capitali del Sud, Napoli e Palermo, affidano il loro destino a due sindaci molto simili. Napoli, lo scorso anno, ha eletto l\'ex magistrato, Luigi de Magistris.
11 maggio 2012
Si parla molto del Movimento Cinque stelle. Ci si interroga sulla sua natura. Antipolitica, dicono. Mi riesce difficile considerare tale chi raccoglie firme, fa liste, campagna elettorale, prende voti, entra nelle istituzioni.
14 maggio 2012
Senza pagare il pizzo non si poteva girare il film\". Lo ha detto un pentito di camorra, riferendosi al film \"Gomorra\" di Matteo Garrone.
16 maggio 2012
Gaspare ha 54 anni e un tumore maligno allo stomaco. Gestiva un bar, a Milano. Poi i debiti, qualche errore, la malattia e la sua situazione è precipitata.
18 maggio 2012
Siamo tutti annichiliti dalla crisi. Chi non ha soldi è disperato. Chi ce li ha teme per il futuro. La rabbia ci annebbia. Diamo la colpa agli ultimi arrivati. Ma come siamo finiti fin qui?
21 marzo 2012
La cosa più importante, stamattina, è stata fatta. L\'Istituto professionale statale per i servizi sociali \'Francesca Morvillo Falcone\' di Brindisi ha riaperto i cancelli e ha ripreso le lezioni.
23 marzo 2012
Fu diffamato, insultato, attaccato, isolato. Giovanni Falcone piace molto da cadavere. Da vivo questo Paese di pavidi, l\'ha massacrato più del tritolo...
25 maggio 2012
Elsa Fornero, la prof. emotiva, che \"chiagne e ti fotte\", deve aver capito male. Cinque mesi fa è stata nominata Ministro del Lavoro.
28 maggio 2012
Scommesse, truffe, arresti. Il calcio italiano, ormai, ha il volto sfigurato di un vecchio ergastolano. Calciatori ricchissimi, in posa come modelli, capricciosi come dive,
30 maggio 2012
Alle 9 di ieri il Nord Italia ha fatto un drammatico singhiozzo. Un terremoto di 5,8 gradi: 16 morti, 8mila sfollati, centinaia di crolli. Un mese fa, una scossa d’intensità maggiore (6,4) colpì Tonga, un piccolo Stato insulare dell’Oceania.
1 giugno 2012
L’orrendo termine «accisa» viene dal latino «accensare», cioè tassare. Per finanziare la ricostruzione in Emilia, il governo ha fatto la cosa più antica del mondo (dopo la prostituzione).
4 giugno 2012
Sbaglia chi dice che i politici sono tutti uguali, e tutti ladri. I politici, in realtà, sono come la società che li esprime. Ci sono onesti e disonesti. Piuttosto mi colpisce, in Italia, la solitudine dell\'onesto, ma non solo in politica.
6 giugno 2012
Tira aria di bufera sui partiti. Sentono il fiato sul collo. Si agitano per inventarsi qualcosa. Ma come i disperati, non ne azzeccano una. Poco fa, in Parlamento, si è votato per eleggere alcuni componenti dell’ Autorità per le Comunicazione e di quella per la Privacy. Posto ghiotto: sette anni in carica e 264mila euro annui di stipendio.
8 Giugno 2012
Una stupida, ordinaria follia. La morte di Melissa, la studentessa di Brindisi saltata in aria sul cancello della sua scuola, aveva scosso l\'Italia. Manifestazioni in tutto il Paese. La mafia, prima ipotesi. Troppe coincidenze.
11 giugno 2012
Oggi sono ventotto anni che Enrico Berlinguer non c\'è più. Morì l\'11 giugno del 1984. Si sentì male a Padova, quattro giorni prima, durante un comizio. Stava pronunciando questa frase: \"Compagni, lavorate tutti, casa per casa, strada per strada, azienda per azienda\". La voce si ruppe.
13 giugno 2012
Il termine è orrendo. Esodato dà un senso di angoscia. Si tratta di un lavoratore licenziato, in attesa della pensione. La riforma Fornero ha messo in crisi gli “esodati”. Erano pronti per un’attesa della pensione di 2, o 3 anni, da compensare con un bonus economico, e si ritrovano a doverne aspettare 6, o 7.
15 giugno 2012
La Nokia taglia 10mila posti di lavoro. Stabilimenti chiusi in Germania, Finlandia e Canada. Un’azienda che abbiamo imparato a conoscere meno di quindici anni fa, e che sembrava dominare, senza rivali, il mondo della telefonia mobile, già si avvita su se stessa. Un
18 giugno 2012
Oggi é il giorno del «biscotto». Stasera l’Italia, per passare il turno agli Europei di calcio, deve battere l’Irlanda e sperare che Spagna e Croazia non concordino un 2-2. A Napoli si chiama «pastetta». Il teorico della «pastetta» è Buffon, che, tempo fa, ha detto: «meglio due feriti che un morto».
20 giugno 2012
Montale, l’etica, i giovani, la crisi, gli ebrei. Mi sbaglio o le tracce d’italiano per la maturità si somigliano sempre? Mutano i dettagli ma gira e rigira, si naviga sempre nello stesso mare. Un poeta (uno dei quindici rituali, sempre gli stessi, mai un guizzo); un fatto storico drammatico (una guerra, uno sterminio); un concetto filosofico elementare (buonista, ovviamente) e l’immancabile banalità. Non so chi scriva le tracce.
22 giugno 2012
Con una sentenza coraggiosa, ieri, il Tribunale di Roma ha ordinato alla Fiat di inserire, a Pomigliano, almeno 145 operai della Fiom. Può sembrare strano che si assuma guardando alla tessera sindacale.
25 giugno 2012
Il Senato della Repubblica, l\'altro giorno, ha approvato una legge per ridurre il numero dei componenti dell\'altro ramo del Parlamento. La Camera dei deputati passerebbe da 630 a 508. Un bel taglio. Però ha rinviato la votazione sulla riduzione dei propri componenti.
27 giugno 2012
\"Io ve lo dico: se ci volete far stare qui fino al 13 agosto, sono problemi vostri\". Il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ha detto no al governo, che voleva far lavorare la Camera anche ad agosto. Le vacanze non si toccano.
29 giugno 2012
Nasce a Palermo, nel quartiere di Borgo Nuovo. I genitori si chiamano Thomas e Rose Barwuah. Sono immigrati dal Ghana. Probabilmente sono sbarcati in una estate rovente a Lampedusa, su uno di quei barconi traboccanti che qualcuno vuole affondare nel Mediterraneo.
2 luglio 2012
Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia, a maggio, è al 36,2 %. Lo dice l\'Istat, questa mattina. E\' la percentuale più alta mai registrata da quando si fanno queste rilevazioni (1992). Nell\'indice sono calcolati i ragazzi di età compresa tra 15 e 24 anni che non studiano e non lavorano.
4 luglio 2012
Aveva 26 anni, e due figli piccoli. Si chiamava Alessandra, è stata uccisa l’altro giorno da due colpi di forbice, uno alla gola, uno al petto. E’ morta in due minuti, all’alba, mentre i suoi bambini, di 4 e 6 anni, dormivano in quella bolla di pace assoluta che solo nell’infanzia avvolge il sonno. Non sapevano che quel giorno avrebbero perso la mamma, e anche il padre.
6 luglio 2012
La quinta sezione penale della Cassazione, ieri, ha confermato le condanne già decise in Appello sulle violenze alla scuola Diaz, di Genova, durante il G8 del 2001. Sono stati riconosciuti colpevoli alcuni alti funzionari della Polizia, che saranno sospesi dal servizio.
9 luglio 2012
Quando le parole ci fanno paura, le traduciamo in inglese e ne facciamo un titolo. La manovra di tagli alla spesa, chiamata meno spaventosamente \"spending review\", sforbicia scuole, sanità, università. Dimagrimento necessario, dicono dal Governo. Poi arriva la notizia che la Regione Sicilia ha fatto cento nomine, in tre mesi,
11 luglio 2012
Doppio turno, semipresidenzialismo alla francese, proporzionale puro, maggioritario a turno unico, uninominale senza premio di maggioranza, proporzionale alla tedesca, sistema misto con collegi e listini, sistema misto con proporzionale e maggioritario, con collegi, senza collegi, con preferenze.
16 luglio 2012
Si laureano brillantemente e in corso, entrano sul mercato del lavoro in posizioni subalterne, con un alone permanente di diffidenza; se sono belle, se ne sparla; se sono brutte, le si ingiuria. Devono dimostrare sempre qualcosa.
18 luglio 2012
Sbriciolato da cento chili di esplosivo. Domani sono vent’anni dalla morte di Paolo Borsellino. Mandanti, esecutori, retroscena, complotti. Si fa un gran parlare di quella strage, in queste settimane, soprattutto per i nodi giudiziari irrisolti. Come per Falcone, della vicenda di Borsellino mi affascina il lato umano
23 luglio 2012
Lo spread a 300, vittoria di Monti. No, lo spread sale a 520, il governo tecnico è fallito. No, scusate, torna a 410, forse ce la facciamo. E la Grecia? E\' spacciata. No, ce la può fare. Forse ce la fa. Ce la sta facendo. La Spagna è in default, invece. Macchè, la Bce la salva. Ma c\'è il Portogallo. Come sta il Portogallo?
25 luglio 2012
Aveva appena iniziato il turno quando si è sfarinata sulla sua testa un’impalcatura. Morto sul colpo. Era il 5 marzo. Si chiamava Matteo. Lo Stato ha sancito che vale 1936 euro. E’ l’assegno che l’Inail ha inviato alla mamma, come risarcimento. Matteo stava montando la pedana su cui avrebbe cantato Laura Pausini, ieri in concerto a Napoli. Prezzo, sui 40 euro. Matteo vale meno di cinquanta biglietti.
27 luglio 2012
I giochi olimpici antichi si sono svolti, per 292 edizioni, dal 776 aC al 393 dC. La sede era Olimpia, Grecia antica. All\'inizio era la corsa, un giorno solo, una sola gara, solo per i greci maschi. Poi divenne una sequenza di gare, per sette giorni, ogni quattro anni. Si aprirono ai Romani, ai Fenici, ai Galli. Per i vincitori, corone d\'ulivo. Durante i giochi di Olimpia si sospendevano tutte le ostilità. Una tregua di sport e fratellanza.
30 luglio 2012
Meglio morire di cancro o di fame? Un Paese civile non dovrebbe mai mettere la gente di fronte a questa insulsa domanda. Ma l\'Italia lo fa. Succede a Taranto. La magistratura ha arrestato 8 dirigenti dell\'Ilva, uno stabilimento enorme che produce 10 milioni di tonnellate di acciaio l\'anno.
30 agosto 2012
Perdere il lavoro significa cadere nel vuoto restando vivi. Niente più stipendio. Quello che ho mi deve bastare. E se mi ammalo? E se arriva una multa? E la casa? Perdere il lavoro significa stringere lo stomaco in una tenaglia. Il bambino ha bisogno di libri e penne per cominciare la scuola.
29 agosto 2012
Non riesco ad immaginare cosa significhi lavorare in miniera. Scendere 400 metri sotto terra, chiudere i conti col mondo (niente cellulari, telefoni, internet; non sai se piove o se l\'atomica ha distrutto la Terra).
31 agosto 2012
Oggi l\'Istat ha pubblicato i dati sull\'occupazione in Italia nel secondo trimestre del 2012. Non sono bei numeri. Viene quasi la noia di riferirli. Diciamo sempre le stesse cose. Ormai è un disco rotto. Forse ci hanno tolto l\'audio. Parliamo ma nessuno ci ascolta. Non si vede una idea. Un progetto. Si blatera di crescita ma poi?
3 settembre 2012
Con Fracchia e Fantozzi, Paolo Villaggio ha costruito due personaggi straordinari della comicità italiana. Un equilibrio perfetto tra la farsa e la tragedia, che ci fa ancora ridere e riflettere. Ma le sue dichiarazioni sulle Paralimpiadi in corso a Londra sono una vera idiozia.
5 settembre 2012
Chi non conosce il Cilento non può capire. Nemmeno io capivo prima di andarci. E\' una terra fuori dal tempo. La attraversi come fossi nel 1500. Non manca la modernità, ma ad ogni metro trovi l\'antico e l\'essenziale. Per questo i proiettili che hanno ucciso Angelo Vassallo, sindaco di Pollica,
7 settembre 2012
Sentite questa. L\'ha raccontata il quotidiano L\'Unione sarda. Una bimba di sette anni, orfana di entrambi i genitori, ha ricevuto una cartella esattoriale da Equitalia. Le veniva contestato il mancato pagamento, per qualche migliaia di euro, delle imposte sulla liquidazione del padre.
10 settembre 2012
C\'è l\'Italia di Emilio Fede, che lamenta uno stipendio da fame (20mila euro al mese); l\'Italia di Briatore, che ospita nel suo resort in Kenia, Silvio Berlusconi; l\'Italia delle miss sempre più giovani, che sfilano in diretta tv. E poi c\'è l\'Italia degli operai Alcoa, a cui il Ministro Passera ha detto, praticamente, uccidetevi pure, non siete salvabili.
12 settembre 2012
Non pagano alcuni tributi comunali e gli pignorano le pensioni. Anche quelle sociali, anche quelle basse. E’ successo a Mariglianella, in provincia di Napoli. Ne ha dato notizia “Il Mattino”. Alcuni anziani ammettono: “Non abbiamo pagato la tassa sulla spazzatura. Non riusciamo ad andare avanti.
14 settembre 2012
Pranzi per 120 persone. Cravatte Marinella. Portadocumenti in pelle. Champagne. Ostriche. Hotel di lusso. Un pranzo per una persona con un conto da 1650 euro. Un soggiorno a Porto Cervo per 30mila euro. Pagamenti Telecom per 28mila euro. Una Bmw. Una Smart. Sono solo alcune delle cose che il capogruppo Pdl alla Regione Lazio, Fiorito, avrebbe pagato con soldi pubblici.
17 settembre 2012
A me non frega niente di Matteo Renzi, Pierluigi Bersani, Laura Puppato, Bruno Tabacci, Nichi Vendola, forse anche Valdo Spini, forse anche Pippo Civati, forse perfino Stefano Boeri, forse addirittura Rosi Bindi, per non dire di Antonio Di Pietro. Non me ne frega niente di questa giostra di candidati alle primarie (non ancora indette), che si terranno non si sa con quali regole, per un centrosinistra che ancora non c\'è
19 settembre 2012
Intitolare l’aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino è stato un errore, perché così “ci si ricorda della mafia”. L’ha detto Gianfranco Miccichè, rampollo di Forza Italia, già Ministro, oggi candidato alla presidenza della Sicilia. Falcone e Borsellino, per Miccichè, non sono figure positive. Meglio Archimede. Anzi, intitoliamo l’aeroporto al mare, al sole, all’arancina, al cannolo. Quante volte si sentono, al Sud, discorsi così. La retorica del positivo, della bellezza, e l’eterna tentazione di nascondere la polvere sotto il tappeto. Ma è esattamente il gioco che aiuta le mafie, che lascia irrisolte le questioni. Forse è questo l’obiettivo. Non parliamo di mafie, non disturbiamole, lasciamole stare, conviviamoci. Tanto si ammazzano tra loro, no? No, ci ammazzano tutti. Giorno per giorno. Falcone e Borsellino, per me, sono figure eccezionali. Di coraggio, di libertà. Se ci fossero più uomini come loro e meno come Miccichè, la Sicilia e il Sud sarebbero ancora più belli.
controra21sett
Procura della Repubblica di Roma. Il consigliere regionale del Lazio, Fiorito, dettaglia ai Pubblici ministeri le voci (legali) della sua busta paga mensile: 8.100 euro di stipendio base, 4.190 di diaria, 3mila per il personale, 8mila come presidente del gruppo, 8mila come presidente della Commissione Bilancio. Fanno 31 mila euro. \"Netti?\", chiedono con qualche pudore il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Alberto Pioletti. \"Netti\", risponde lui. Che aggiunge: \"A questa somma che percepivo individualmente si aggiungevano 21mila euro mensili per il funzionamento del gruppo stesso\". Tanti soldi. \"Lo so, mi rendo conto\", abbozza lui. Ecco, non c\'è molto da aggiungere. Non è questione di champagne, ostriche, festini. E\' che un Paese che taglia trasporti, scuole, sanità, welfare. Un Paese che chiede a 200mila pensionati di restituire 300 euro di quattordicesima, non può dare, ogni mese, a un consigliere del Lazio 31mila euro. Netti. Non può. Si chiama decenza.
controra24sett
Dopodomani il simpaticissimo Alessandro Sallusti, direttore del quotidiano Il Giornale, potrebbe entrare in carcere, per rimanerci 14 mesi. Potremmo essere privati della gioia di vederlo in tv. Il giornalista potrebbe essere arrestato in esecuzione di una pena per diffamazione, comminata in Appello e giunta in Cassazione. Lo so che a molti la notizia fa salire un sorriso di soddisfazione. Ma andiamo oltre. Solo le dittature mettono in carcere i giornalisti per diffamazione. Sallusti, nel 2007, ha scritto un corsivo ed è stato denunciato. In primo grado, miss simpatia giornalistica, ha rimediato una multa di 5mila euro. In secondo grado, 14 mesi di carcere senza condizionale. Una enormità per un incensurato. Una follia. Un sistema civile non incarcera chi scrive un articolo. Mercoledì c\'è la Cassazione. La sera Sallusti potrebbe dormire su una branda a San Vittore. Spero di vederlo giovedì a Piazza pulita, sulla 7, e continuare a detestarlo.
controra26sett
L’esasperazione dell’Italia la senti al bar, di mattina presto. Soprattutto se sei a Roma e la sera prima c’è stata la Polverini in tv. E’ una sofferenza cupa, senza sbocchi. Non c’è uno che non si lamenti dei politici, delle istituzioni, dello Stato. Si mescola la crisi economica con le ruberie; si mette insieme la Fiat, Fiorito, lo spread, Monti, e il direttore delle poste del Senato arrestato per droga. Non c’è uno che non sia arrabbiato. Anzi, di più. Disgustato. Si parla del Paese con una smorfia sul viso. Ma se chiedi come se ne esce, nessuno lo sa. Stamattina un distinto signore, davanti al cappuccino, dice: “bisogna cambiare il sistema, sono tutti marci” Una donna aggiunge: “A casa tutti”. Va bene, quindi chi votiamo? “Io non vado a votare, sono tutti uguali”, dice lei. Lui la contraddice: “io ci vado, e scrivo sulla scheda che sono tutti ladri”. Eccolo, il corto circuito. Una rabbia acida che non trova sbocco, che non ha una speranza, non ha un progetto. Cosa ne verrà fuori?
controra28sett
Ecco l\' iPhone 5. Il più costoso dei \"melafonini\". Prezzo, tra i 729 e i 949 euro. Dalla mezzanotte di oggi,  migliaia di persone, per lo più giovani, in fila. All\'alba i primi esemplari nelle mani degli appassionati.  E le solite critiche. \"Vi lamentate e poi fate la fila per il nuovo iPhone\". Oppure: \"la Spagna in piazza contro il governo, l\'Italia per un cellulare\". Io non sono indignato dall\'acquisto in sé. Chi ha soldi li spende come vuole. Mi colpisce, invece, la corsa. Non c\'è alcun pericolo che gli iPhone 5 finiscano. La Apple ne ha prodotti milioni. Se invece di andarci a mezzanotte, ci vai fra tre giorni, lo compri senza problemi. Perchè mettersi in coda la prima notte? Perchè ci hanno educato al consumo competitivo, all\'oggetto come status symbol. C\'è da condividere la foto sui social network. Esibirlo in giro quando nessuno ce l\'ha. Sentirsi unici, per cinque minuti. Ma terribilmente vacui. Se l\'iPhone 5 c\'entra con la crisi, è su questo punto. La nostra febbre di niente.
controra1ott
C\'è tutto il Paese dell\'assurdo in questa martellante invocazione di un Monti bis. In genere, il bis, a teatro o a tavola, si chiede quando una cosa è piaciuta. Alzi la mano chi ha gradito questi mesi di governo. Annunciato come l\'esecutivo delle riforme e del cambiamento, dopo il tristissimo triennio di Berlusconi, quello di Monti si è rivelato un governo di mediazioni sfiancanti, di pannicelli caldi, di retromarce, di pallidi figuranti. Eppure, oggi, a pochi mesi dalle elezioni, si invoca il bis. Chi lo chiede? Le forze politiche, non certo i cittadini. La sensazione è che, per la prima volta, nei partiti ci sia una gran paura di vincere le elezioni, invece che di perderle. Chi vuole governare l\'Italia oggi? Un Paese in crisi, sfiancato, disilluso, senza risorse e avvinghiato ad una Europa che mette vincoli e non indica direzioni. Chi la vuole questa rogna? Nessuno. Il gioco è a perdere. Magari a pareggiare. Poi arriva Monti. Bene, bravo, bis. Poveri noi. Ma poveri anche loro.
3 ottobre 2012
Forse non tutti sanno che lo scandalo esploso nel Lazio non è nato da un’inchiesta giornalistica o un’indagine della magistratura ma da una faida di potere interna al Pdl. Un consigliere regionale l’aveva giurata al suo collega Fiorito. E ha cominciato a far partire gli esposti. Voleva farlo fuori ma ci sono finiti tutti dentro. Rimborsi di ogni genere per ognuno. E non solo per il Pdl e nel Lazio. Esiste, negli enti pubblici italiani, un fiume di denaro (nostri soldi) erogato come rimborso agli eletti, senza un controllo sulla spesa. Un benefit scandaloso cui ha attinto un intero sistema. Oggi c’è il solito fuggi fuggi. Nessuno sapeva nulla. E tutti danno addosso a Fiorito, sperando di salvarsi. Che pena. Un’inutile deputata del Pdl ha detto che Fiorito è “un tumore da estirpare”. Lui, da ieri chiuso in 4 metri quadrati a Regina Coeli, ha replicato così: “il carcere non mi fa paura, troverò gente migliore che nel Pdl”. Stavolta l’hai detta giusta.
controra5ott
Ho letto che i sindacati hanno fatto alcune proposte al Governo Monti per il contenimento della crisi. Al primo punto c\'è la detassazione della tredicesima. La tredicesima? Cos\'è? Un amico mi dice che la tredicesima è uno stipendio in più che viene dato a dicembre. Questo amico aggiunge che qualcuno prende anche la quattordicesima. Cioè un altro stipendio doppio ad agosto. Ma davvero esiste gente che prende due salari a dicembre e due a giugno? Io conosco solo persone che a dicembre, a volte, prendono lo stipendio di settembre. Gente per cui la tredicesima è l\'ultima ora di lavoro di un giorno interminabile, dove di ore te ne pagano sei, e a nero. Già sento l\'obiezione: basta guerre tra poveri! Non è togliendo diritti a chi li ha che si danno diritti a chi non li ha. D\'accordo. Ma com\'è che dei precari non si parla mai? Ma proprio mai. Non dico una battaglia ma una parola. Se c\'è da detassare, prima della tredicesima, ci sarebbe l\'undicesima di chi non vede nemmeno quella, o no?
controra8ott
Io non ce l\'ho con Nicole Minetti. Ce l\'ho con chi la attacca solo adesso. Quelli come Alfano, che ne ha chiesto le dimissioni, o come Guido Crosetto, massiccio deputato piemontese, che ha parlato di botulino e \"apertura verso gli altri\" come le qualità della \"minetta vagante\". Dov\'erano Alfano e Crosetto quando la furba modella romagnola veniva nominata deputata della Lombardia, dopo aver ballato a Colorado cafè? E dov\'erano tutti gli altri? Come mai all\'epoca nessuno si chiese perchè proprio lei? Lo avranno fatto, ci giurerei. Ma tra loro, sussurrando. Mi sembra di vederli, come in un film di Alberto Sordi. Tutti a darsi di gomito. Ma nessuno con il coraggio di parlare apertamente. Guai a mettersi contro il capo. Oggi che la nave affonda, indignazione. E\' un po\' la metafora di un pezzo d\'Italia, quella che oscilla da sempre tra opportunismo e moralismo, e che aveva ben descritto Trilussa, in un suo verso: \" fo er socialista quanno sto a digiuno, ma quanno magno so conservatore\".
controra10ott
A Milano arrestano un assessore perché avrebbe comprato voti dalla ‘ndrangheta. A Roma è in carcere un consigliere regionale perché con i soldi pubblici comprava auto, lampadari, e pagava le sue vacanze. A Reggio Calabria viene sciolto il Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. I dirigenti di un istituto per ciechi sono ammanettati in Lombardia per tangenti. Sindaci e presidenti di Provincia si dimettono per candidarsi al Parlamento. Berlusconi fa un passo indietro. Casini non ci crede. D’Alema dice che lui voleva ritirarsi ma poiché Renzi lo sfida, ci ha ripensato. Monti taglia un altro miliardo alla sanità. Grillo apre la campagna elettorale in Sicilia attraversando a nuoto lo stretto. Celentano ha la ricetta per uscire dalla crisi. Il governo pensa di abbassare le luci, di notte, per risparmiare qualcosa. La disoccupazione aumenta, il Pil arretra. E Schettino fa causa alla Costa crociere: licenziamento ingiusto. Io ho deciso: la mattina non leggo più i giornali.
controra12ott-1
\"Per oltre 60 anni ha contribuito all\'avanzamento della pace e dei diritti umani\". Con questa motivazione, oggi, è stato conferito il premio Nobel per la pace 2012 all\'Unione Europea. C\'è dell\'ironia, ho pensato. Invece no. \"Va premiato lo sforzo europeo dell\'integrazione\". Hanno esagerato con la vodka, ho pensato. Invece no. \"L\'Unione - scrive il comitato - ha trasformato l\'Europa da continente di guerra a continente di pace\". L\'hanno detto davvero. A questo punto manderei a Oslo un po\' di cartoline dalla ex Jugoslavia, qualche poster del Kossovo, un filmato delle bombe europee che cadono nelle \"guerre umanitarie\" in Iraq, Kuwait, Libia, e ogni Paese dove passi un oleodotto. Poi manderei un post it con i crimini di Putin e della Siria, su cui l\'Unione europea si è curiosamente distratta. Infine gli ricorderei della più infima delle sue guerre, quella tra i ricchi e i poveri. Con i poveri sempre più soli, e i ricchi che stasera festeggiano il Nobel con caviale e champagne.
controra15ott
Ci è entrato nel 1987. Piccola pausa per fare il sindaco, ed è tornato nel 2008. In tutto, Veltroni è stato deputato 19 anni e sindaco 7 anni. Circa 26 anni di incarichi pubblici. Oggi dice che non si ricandida, e diventa una notizia. Un merito. Che bel gesto. Ma di cosa parliamo? Solo in Italia si consente a qualcuno di rimanere tutta la vita nelle istituzioni, trasformando un mandato elettivo in una professione. Giorgio La Malfa è deputato dal 1972. Quarant\'anni! Giuseppe Pisanu è lì dentro da 38 anni! Il giovane Casini da 29. In una democrazia sana non si vive tutta la vita di mandato pubblico. Che lavoro fa Fini? Che lavoro fa Formigoni? Nessuno. Non è in discussione la politica come professione. Si può lavorare con e dentro i partiti, nelle organizzazioni. Ma non col seggio istituzionale. Il mandato elettivo deve essere a termine. Un servizio agli altri. Se ci campi tutta la vita, e alla fine prendi pure la pensione (come Veltroni, da marzo) hai lavorato per te. Con i miei soldi.
controra17ott
Ci hanno raccontato, per anni, che la flessibilità è utile. Si trova lavoro più facilmente, e si approda, poi, alla stabilità. Nient’altro che la famosa “gavetta”. Abbassate la testa e faticate. Chi avanzava dubbi su lavori a 300 euro al mese senza diritti sindacali, malattie, ferie, veniva bollato come fannullone. Oggi, uno studio sulla precarietà, dice che questa è la regola del mercato del lavoro in Italia. Altro che gavetta. Il 40% dei giovani è precario, e non ha alcuna prospettiva di stabilità e diritti. Finte partite Iva, falsi part-time, dipendenti mascherati da esterni. Mille trucchi con un solo obiettivo: pagare meno, cassare diritti, licenziare facile. In un’espressione: legalizzare la schiavitù. Rubare serenità, gratificazioni, senso del futuro a un’intera generazione che finché è giovane, resiste. Ma sta invecchiando. E comincia a perdere il sonno, oltre ai sogni. Chi si è arricchito su questa ingiustizia? Chi se n’è avvantaggiato? Chi pagherà per questo imbroglio?
controra19ott
D\'Alema non si candida, Veltroni neppure. Renzi dichiara chiusa la fase uno della rottamazione. Il problema era tutto qui? Messa così, questa storia è ridicola. Il nostro Paese non ha solo il problema della classe politica, e del sacrosanto ricambio. Ha quello, irrisolto, del merito e della competizione. In politica, nelle aziende, nei sindacati, nelle associazioni, nelle università le nuove risorse vengono generalmente scelte sulla base di tre criteri: devono somigliare molto ai vecchi, \"appartenere\" a qualcuno, ed essere affidabili, cioè servi. Se sono liberi, innovatori e autonomi vengono messi ai margini. Attaccati, distrutti. Per loro non c\'è spazio. Ma non solo nella politica. Non c\'è nella professione, nell\'impresa, nel lavoro, in qualunque luogo della vita economica e sociale, perchè è una cultura diffusa. Mica solo dei politici. La vera rottamazione non è pensionare un paio di deputati, ma mettere in soffitta il \"chi ti manda?\". Su questo, nessuno dice una parola.
controra22ott
Chi puzza non lo sa. Può essere, quindi, che io, da napoletano, emani un lezzo di cui non sono consapevole. In questo caso mi scuso con chi ho incontrato sulla mia strada. Mi dispiace. Non sapevo di puzzare. Di cosa, poi? Di pesce? Di sudore? Di povertà? Vorrei chiederlo al giornalista della Rai Piemonte che, al telegiornale (pagato con i miei soldi), dopo l\'affermazione di un tifoso (\"I napoletani sono dappertutto, come i cinesi\"), ha detto: \"Quindi li riconoscete dalla puzza\". Non so se intendeva insultare i napoletani o i cinesi. Ora arrivano le scuse. Magari si dirà che il giornalista è di origini meridionali, quindi puzza anche lui. Io, da napoletano, non voglio scuse. Voglio un\'altra cosa: sapere come è entrato in Rai il signor Gian Piero Amandola. Sapere se ha superato una selezione o se è stato segnalato da qualcuno, e da chi. Perchè una cosa davvero puzza in Italia: il modo con cui, spesso, si viene assunti in un giornale, in particolare alla Rai. Puzza di marcio.
controra24ott
Claudio Scajola ci è ricascato. Per lui nuovo avviso di garanzia. Sarebbe coinvolto in un giro di tangenti pagate da Finmeccanica per ottenere appalti in Brasile. L’ex Ministro, intervistato da Repubblica, ha detto: “ho sostenuto un’azienda italiana. Tangenti? Se ci sono state, è a mia insaputa”. Di nuovo? L’aveva già detto quando un costruttore gli pagò parte della casa appena comprata al Colosseo. “Se qualcuno ha messo soldi, l’ha fatto a mia insaputa” disse. Non sai mai niente, eh? L’ineffabile democristiano ha un curriculum di rispetto: due volte sindaco di Imperia, col padre e il fratello a loro volta ex sindaci, deputato dal 1996, quattro volte ministro, ha passato pure 71 giorni a San Vittore, nel 1983, per un’inchiesta conclusa con l’assoluzione. Lui, ovviamente, annuncia battaglia. “Sono innocente, mi ricandido”, ha chiarito subito. Ci mancherebbe. Sta scrivendo pure un libro. Titolo? A mia insaputa. Non scherzo, lo sta scrivendo davvero. Ma quante ne dobbiamo ancora vedere?
controra29ott
E\' in corso lo spoglio per le elezioni regionali in Sicilia. In queste ore, il nome del nuovo presidente. C\'è chi stappa la bottiglia, e chi non vince ma è soddisfatto. In realtà hanno perso tutti. I numeri più importanti si sono contati ieri sera. Ha votato solo il 47 % degli elettori. Sono rimasti a casa quasi due milioni di siciliani. Come se quattro grosse province (tipo Ragusa, Enna, Caltanissetta e Catania) non avessero proprio votato. Il vincitore è quindi un re di latta. La Sicilia lo ha già sfiduciato. Ma gli astenuti, chi sono? Un tempo si aveva la sensazione che fossero indifferenti e ignoranti. Oggi no. La percezione è che si astengano molte persone avvedute. Elettori consapevoli ma delusi, stanchi di ruberie, ma soprattutto di incompetenze, incapacità, faide; gente che rifiuta, al tempo stesso, i partiti e il populismo. Elettori così stanchi da dire: crepate tutti. Ecco perchè il vincitore, oggi, farebbe bene a non festeggiare. C\'è poco da ridere, presidente.
controra31ott
Nella mia memoria “Ognissanti” e il due novembre sono, soprattutto, la passeggiata al camposanto, lumini, fiori, cugini che non vedevi mai; lo struscio familiare sulla tomba del nonno, su quella antica del bisnonno, le bancarelle del torrone, il melograno, questo frutto enorme che si rompeva in mille palline rosse, e il loto, anzi il caco, a Napoli “cachisso”, che se lo beccavi acerbo era come mordere l’ortica. Nella tradizione italiana, queste feste univano l’amarezza del lutto e la soffice dolcezza del ricordo. Da alcuni anni, anche qui, c’è Halloween. Bambini che indossano simboli dell’occulto, e girano dicendo scherzetto o dolcetto, come abbiamo visto nei telefilm americani. C’è qualcosa di triste in questa imitazione di riti degli altri. Una recita malinconica, la trasformazione della cultura in business. Ma c’è soprattutto la perdita della propria identità, la dimenticanza delle radici. Per quanto mi riguarda, niente halloween: tenetevi le vostre zucche, preferisco il “cachisso”.
controra2nov
Ci hanno detto che con la crisi economica bisognava tirare la cinghia. Lo abbiamo fatto. Ci hanno detto che non esiste più il posto fisso. Lo abbiamo accettato. Ci hanno detto che la vita è più lunga e si va in pensione più tardi. Va bene. Ci hanno detto che bisogna pagare più tasse e avere meno servizi perchè c\'è da risanare. Ok. Ma il taglio, nell\'ultima Finanziaria, dei 658 milioni destinati all\'assistenza ai disabili non autosufficienti, in particolare ai malati di Sla, è insopportabile. Un milione di famiglie, in Italia, ha un disabile immobilizzato in casa. Significa aver bisogno di tutto: assistenza, medicinali, macchinari, con tutta la vita familiare sequestrata. \"Se sei povero, la disabilità non te la puoi permettere\", ha detto, con un tragico paradosso, Giusy, colpita da Sla cinque anni fa. Tagliare quei fondi significa infilare un coltello in una carne già lacera. infierire sul dolore. Cari signori del Governo, trovate questi 600 milioni, e restituitevi un po\' di dignità.
controra5nov
Un insegnante di storia dell\'arte della provincia di Napoli, l\'altro giorno, si è ucciso infilandosi un coltello in gola e morendo dissanguato. Un\'agonia lenta. Come la sua vita da precario. Carmine aveva 48 anni, era un brillante professore senza cattedra. Viveva di incarichi occasionali nella scuola pubblica. Ogni anno la stessa paura di non essere chiamato. L\'eterna attesa di una supplenza. A vent\'anni, si può fare. Anche a trenta. Forse perfino a quaranta. Ma a cinquanta è troppo. Una società giusta, ad un certo punto, ti dà una chance. Uno spazio. Carmine, invece, a 48 anni, era ancora in attesa. A Napoli, per indicare il grosso sacrificio si dice \"buttare il sangue\". Carmine se lo è tolto tutto dalla giugulare. Chi blatera di schizzinosità, gavetta, fannulloni, sfaticati, di voglia di sacrificarsi, di posto fisso noioso, di flessibilità, di produttività, si ricordi del sangue buttato di Carmine e accenda il cervello, almeno per un minuto.
controra9nov
Una bella inchiesta di Repubblica scoperchia, oggi, un altro Vaso di Pandora. Mentre si minaccia di chiudere il riscaldamento alle scuole perchè non ci sono soldi, veniamo a sapere che abbiamo 425 generali (a fare cosa?), di cui 64 di Corpo d\'Armata con stipendio da 120mila euro l\'anno. Il loro capo ne guadagna 480mila; stessa cifra per altri cinque comandanti. Avranno liquidazioni da un milione di euro e pensioni d\'oro. Godono anche di alloggi di servizio, ovviamente di pregio. Ma la cosa più incredibile sono i 182 cappellani: sacerdoti scelti dal Vaticano, a cui spetta il grado di tenente e uno stipendio di 2500 euro al mese per dire messa nelle caserme. Li dirige un vescovo, col grado di colonnello, che ne prende 6mila. Hanno diritto anche alla pensione. Angelo Bagnasco è stato arcivescovo dei militari e oggi prende, dallo Stato italiano (i miei soldi), con soli 3 anni di contributi, 4mila euro al mese di vitalizio. Eminenza, colonnello, non si vergogna un po\'?
controra12nov
Stamattina, sui muri del Liceo Manara di Roma sono state trovate alcune svastiche disegnate con vernice spray, e frasi inneggianti al nazismo con insulti ai partigiani. In particolare, qualcuno ha scritto \"Viva Hitler\". Qualche giorno fa, ai funerali dell\'ex segretario del Msi, Rauti, sono dilagati saluti romani e inni a Mussolini. Di fronte a queste scene mi chiedo sempre se si tratti di idiozia acuta o di ignoranza profonda. Forse tutte e due. Non c\'entra l\'ideale politico. Si può essere di destra o di sinistra con pari dignità. Dentro, però, la civiltà democratica. Non bisogna aver letto molti libri per sapere che cosa è stato il nazifascismo. Basta aver visto qualche film. Una storia di orrore, di follia razzista, di violenza, di tortura ed eliminazione fisica di avversari e di chiunque fosse ritenuto inferiore, sia esso ebreo, comunista, gay, disabile. Untermenschen, li definiva Hitler. Cioè, subumani. Lo stesso termine che, oggi, userei per questi imbecilli.
controra14nov
Videopoker e slot machine con i soldi pubblici. Ben 100mila euro persi in un anno. L’ex consigliere regionale del Lazio, Maruccio, arrestato ieri, ci fa toccare il fondo. Forse. Avevamo visto Suv, ostriche, viaggi e champagne acquistati col denaro della Regione. Avevamo visto case comprate all’insaputa dei Ministri che vi abitavano. Avevamo visto figli di leader politici che compravano titoli di studio col denaro pubblico, tesorieri che acquistavano ville e diamanti, ragazze belle come statue e ignoranti come capre elette nelle istituzioni o infilate in uffici pubblici, con stipendi pagati dalle nostre tasse. Pensavamo di aver visto tutto. Ma non è così. Colpisce che il politico arrestato ieri fosse di un partito come quello di Di Pietro, che della questione morale fa una bandiera. Non era solo capogruppo ma segretario regionale. Ha solo 34 anni, ed è il consigliere dell’Idv più votato in Italia. Con le preferenze. Un insospettabile. Cos’altro dobbiamo aspettarci?
controra16nov
Sulle prime, ho pensato che fosse il solito teatrino, il minuetto triste visto tante volte. I manifestanti che prima buttano la pietra e poi frignano. E la polizia che ad ogni carica sfoga anche su chi non c\'entra nulla. Ma dopo gli scontri di mercoledì c\'è qualcosa di diverso. Un pensiero aleggia anche tra la gente comune. La tentazione di dire che quei ragazzi, anche i più violenti, hanno ragione, e quei poliziotti, per il solo fatto di difendere istituzioni screditate, hanno torto. Tutto questo fa la gioia degli antagonisti storici, che vaneggiano la rivolta violenta. Chi crede nella democrazia e nello Stato di diritto ha, invece, motivo di preoccupazione. Questa rabbia profonda, questa gran voglia di menare le mani, se non diventa progetto politico e democratico, sono un pericolo per tutti. Lo sbocco è uno, ce lo dice la storia: si chiama dittatura. Molti di noi non l\'hanno conosciuta ma io ricordo gli occhi spaventati di mio nonno quando me ne parlava. E mi fa paura.
controra19nov
Operai, impiegati, una casalinga. Due persone in carcere, sei ai domiciliari. E\' il risultato dell\'operazione di Polizia che stamattina ha sgominato una banda di pedofili. Usavano il web per scambiare migliaia di file. In filmati e foto, i cui autori potrebbero essere diversi dagli arrestati, c\'erano quattro tipi di immagini: alcune definite soft, con bambini nudi; altre hard, con bimbi violentati sessualmente; altre ancora indicate come hurt, con bambini che subiscono prima violenze sessuali e poi torture; infine quelli conosciuti come death: bambini che, dopo la violenza sessuale, vengono soffocati e feriti con arme da taglio. La visione di questi materiali ha scioccato magistrati e poliziotti. Si inorridisce al solo pensiero. Viene la pelle d\'oca e sale una rabbia feroce. Come si può arrivare a tanto? Trovo la pena di morte un atto barbaro. Sono contrario, ma a queste bestie - lo confesso - taglierei la gola.
controra21nov
\"A chi prende non meno del 30 % e non più del 35 % andrà un premio del 22.5 %; a chi prende più del 35 % e non più del 40 % andrà un bonus del 27.5 %; chi ottiene più del 40 % avrà un premio del 35 %\". E\' l\'ultima proposta, appena depositata, per la modifica alla legge elettorale. Non sto scherzando. Giuro. Dice proprio così. Sembra un rebus, invece è una proposta di riforma istituzionale. Questi sono pazzi. Mentre il Paese sprofonda sotto i colpi di una crisi feroce, di denaro e fiducia, di futuro e speranza, i partiti in Parlamento si lambiccano con le percentuali, i premi e i premietti. Con l’obiettivo, ormai chiaro, di salvare loro stessi; cioè confezionare un abito che vada bene a chi pensa di vincere e non troppo male a chi pensa di perdere. La cosa bella è sentirgli dire che bisogna cambiare la legge elettorale per avvicinare la gente alla politica. Io auguro a questi lucidi esploratori dell’assurdo che la gente non si avvicini troppo, perché sarebbe solo per bastonarli.
controra23nov
Il giornalista che firma un articolo ritenuto diffamatorio può andare in galera. Il suo direttore se la cava con una multa. Questo dice il Senato, con una nuova legge che salva solo i padroni. Tutto il resto, no. Ma che cosa c’è in tutto il resto? Ci sono i redattori che oltre a scrivere, “cucinano” il giornale: argomenti, impaginazione, titoli. E ci sono i collaboratori, veri fantasmi del giornalismo. Le loro firme sono le più visibili ma i loro nomi non sono nell’elenco del personale. Sono pagati (quando capita) generalmente a cottimo, un tot a firma, versano i contributi ma non andranno mai in pensione. E da oggi, se un direttore gli commissiona un pezzo difficile, se un caporedattore gli dice di alzare i toni per vendere di più, se un redattore lo titola male, e se per tutto questo c’è una denuncia, rischiano un anno di galera. Solo loro. Altro che norma sulla diffamazione. Sembra una legge di Murphy. L’ennesima del Parlamento italiano: salva il potente, bastona il più debole.
controra26nov
Più di tre milioni di persone ai seggi. Comunque la si pensi, questo è il vero risultato delle Primarie del centrosinistra. In tempi cupi per la politica, vedere una moltitudine civica disposta a credere in un progetto, a fare una scelta, anche a spendere due euro, desta sorpresa e ottimismo. Esiste, quindi, un modo ragionato e serio anche di affrontare la rabbia, che nelle persone civili non degrada mai in insulti e minacce, ma modella tensioni ideali e lotte di cittadinanza. Non era scontato. L\'incontro tra la crisi economica, la disoccupazione, e la sfiducia, è storicamente una miscela insidiosa. E\' così che è nato il nazismo. Ovviamente, in questa fase, c’è chi sminuisce i numeri della primarie e getta fango. Sono quelli che sulla crisi hanno costruito una loro identità. Hanno bisogno di macerie, perchè si nutrono delle carcasse altrui. Di fronte a un corpo vivo, arretrano spaventati. Si chiamano sciacalli, e l\'Italia democratica, ancora ben sana, ieri, li ha messi in fuga.
controra28nov
Quello che sta succedendo a Taranto è incredibile. Mi riferisco al dramma dell’Ilva, e alla beffarda tromba d’aria sui lavoratori in lotta, che ha appena fatto crollare torri e carri gru, seppellendo decine di persone, molte delle quali ferite. C’è un operaio disperso. La scena sembra davvero un tragico accanimento del destino. «Quando piove, sui poveri piovono pietre.», dice un vecchio proverbio inglese, mai così vero. Quella fabbrica era già dentro un’altra bufera: arresti, chiusura degli stabilimenti, 5mila lavoratori fermi, livelli alti di mortalità per inquinamento. Gli operai, anche quello disperso, lottavano per il posto di lavoro e, al tempo stesso, per la salute. Un groviglio drammatico, su cui si staglia l’immagine di oggi della Camera dei deputati. Mentre su Taranto ai accaniva la tempesta, a Montecitorio parlava dell’Ilva il Ministro Clini. Ma molti banchi, soprattutto quelli di Pdl e Lega, si sono improvvisamente svuotati. Erano le tredici, ora di pranzo. Avevano fame.
controra30nov
Fernando Joseph Sumiththa, detto Nando, dello Sri Lanka, era a Napoli da 15 anni. Dopo aver fatto il garzone, apre una salumeria tutta sua. Poi un\'altra. Poi due internet point. Un piccolo, capace, imprenditore, che con la crisi comincia a soffrire. Accumula debiti. Un giorno arrivano due camorristi. Vogliono la tangente. Lui dice no, non posso. Gli fanno trovare droga in un suo negozio. Se non righi dritto finisci nei guai con la giustizia. Lui decide. Filma i camorristi col cellulare, li denuncia e li fa arrestare. Nando, per andare al commissariato (ztl), prende alcune multe stradali. Chiede l\'esonero. Gli dicono no. Le onora tutte, nonostante i debiti. Oggi, il processo ai taglieggiatori. Arrivano nuove minacce. \"Non presentarti, finisce male con le tue figlie\". Nando cede e si impicca ad una trave. Salva la sua famiglia, ma perde la vita. Intanto tutto il quartiere, che continua a pagare e ad abbassare la testa, sussurra \"chi gliel\'ha fatto fare\". Si chiama dignità, merce rara.
controra3dic
Il calcio ci ha abituati al peggio. Ma quello che è successo l’altra sera allo stadio della Juventus, durante il derby col Torino, merita una menzione. La curva juventina ha srotolato uno striscione: \"noi di Torino orgoglio e vanto, voi solo uno schianto\". Il riferimento è alla tragedia di Superga del ‘49, quando l’aereo che trasportava l’intera squadra del grande Torino (cinque scudetti consecutivi dal ’43 al ’48), si frantumò su una collina, facendo 31 morti. Chi può usare un fatto di queste proporzioni per deridere un avversario? Idioti, evidentemente. Il fatto è che sono tanti e di tutte le fedi. Quello che si vede, e si sente, negli stadi italiani, ormai, è bassa umanità. A volte è uno stupidario di fanatismi. Altre volte, bestialità, con scontri, devastazioni, raid, aggressioni, razzismo, anche omicidi. Le cronache sono davvero infinite. Come si sia potuto arrivare a questo, su uno sport, quindi su un gioco, ha per me solo una spiegazione: l’infinita stupidità del genere umano.
controra5dic
Antonino Zichichi, 83 anni, fisico noto per la sua attività di divulgatore, è stato appena nominato assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia. Non un luogo qualunque. Il posto più bello d’Italia. La valle dei templi, la cultura greca, la carezza della civiltà, la terra nera, il sentimento vulcanico, il mare robusto, le isole straordinarie, i vitigni di Marsala, le arancine succose, il mercato del pesce di Catania, le città barocche della Val di Noto, le riserve naturali, Leonardo Sciascia, le aree marine protette, i cannoli, l’arte normanna di Palermo, Luigi Pirandello, il latte di mandorla, Ustica, Stromboli, Salvatore Quasimodo, Favignana, Pantelleria, Gesualdo Bufalino. Una bellezza da spaccarti il cuore. Un tesoro straordinario di arte, storia e natura. Invece la prima dichiarazione di Zichichi, da assessore ai Beni culturali, è stata: “sogno una Sicilia piena di centrali nucleari”. Ma come si fa?
controra7dic
Risparmio, rinuncia e rinvio. Sembrano queste le nuove parole d’ordine degli italiani. Il Censis, che ha presentato oggi il suo rapporto 2012, l’ha definita “restanza”. Di fronte alla crisi, e al crollo delle certezze, gli italiani si rifugiano nelle componenti tradizionali. La famiglia d’origine, il luogo di nascita, il recinto delle tradizioni. Lentamente, stiamo abbandonando il mito della sfida, del successo, del denaro. Siamo un popolo stremato, dice il Censis. Ma io non la considero una cosa così negativa. Questa “restanza” mi piace. Se non è vissuta come una sconfitta ma come una riconnessione alle proprie radici, può essere feconda. In fondo questo continuo andare, il mito del dinamismo e del movimento, ci hanno reso solo più vuoti, più nervosi, più soli. Chissà che la crisi non ci serva a riscrivere le priorità, a ridisegnare il nostro profilo. Il 50 % degli italiani – dice il Censis - è arrabbiato. Prendiamo questa rabbia e facciamone energia. Forse la soluzione siamo noi.
controra10dic
A volte l\'Italia è capace di riscattare, in un attimo, tutta la sciatteria che ci deprime. Come un supereroe nel corpo molle di un uomo qualunque, il Paese, nei suoi angoli minimi, nelle sue periferie, all\'improvviso si veste di coraggio e ha lampi di civiltà. Prendiamo, ad esempio, quella impiegata delle Poste di Taranto che, dopo 33 silenziosi anni allo sportello, si è ribellata: \"basta, i gratta e vinci non li vendo. E\' immorale. Vedo anziani pensionati rovinarsi per inseguire una speranza\". Un grido di dignità, che chiama in causa lo Stato. Perchè si fa croupier, spaccia false speranze, alimentando l\'azzardo, pubblicizzandolo, costruendoci introiti da capogiro e alimentando una vera malattia sociale? Non dovrebbe avere la funzione opposta? \"Stiamo vedendo famiglie compromesse da un vizio che dà dipendenza. Perché la mia azienda vuole incoraggiarlo?» ha chiesto l\'impiegata. Nessuno le ha risposto. La dignità è un lampo. Poi si torna nei ranghi.
controra12dic
Siamo quasi a Natale, propongo un gesto di solidarietà. Una colletta per Renato Brunetta, che ha dichiarato di non riuscire a pagare l’Imu. Il “povero” deputato possiede sei fabbricati e tre terreni. Uno stress. Un giorno si fulmina una lampadina, un altro si rompe il cancello. Le spese, e poi l’Imu che ti mangia quasi tutto, lasciandoti in mutande. Soprattutto quando guadagni solo 22mila euro lordi al mese. Una miseria. Brunetta se li merita tutti, però: deputato, ex ministro, scrittore, fa pure l’editorialista del Sole 24 Ore, del Giornale, della rivista Labour. Non si ferma mai. Una faticaccia. Un lavoratore instancabile, vulcanico, che agli stipendi somma anche una bella pensione di 3mila euro netti al mese. Il fustigatore dei fannulloni ci è andato giovane, ad appena 59 anni, dopo aver versato solo 27 anni di contributi effettivi. Perché non continuare anche a lavorare? Del resto, la vita è cara, le case costano, i soldi non bastano mai. Povero Brunetta. Diamogli una mano.
controra17dic
Il Pdl si spacchetta, torna Forza Italia, o forse no. Berlusconi si è fidanzato, pettinato, ha tolto la fiducia a Monti e poi lo candida al posto suo, o forse no. La Russa resuscita An e fa pace con Storace, o forse no. Il gigante Crosetto prende in braccio la Meloni, ma non si sa dove la porta, mentre Cicchitto e Quagliariello, urlando, chiedono l\'unione dei moderati. C\'è un signore distinto di nome Frattini che parla spesso in tv e dice che Berlusconi gli vuole bene. Casini aspetta il gol di Monti in zona Cesarini, Montezemolo boh, Fini chissà, Bersani teme la fregatura dell\'ultimo metro ma ripete che tocca a lui, tocca a lui; la Lega va da sola, saprei io dove mandarla, Vendola è depresso, Di Pietro si è disintegrato, Grillo ormai si fanculizza allo specchio, ma avanza a sinistra un\'onda arancione e rivoluzionaria che ha l\'aria dei cavalloni che fanno fetecchia sulla sabbia. Detta così, sembra il Bagaglino. Invece è la politica italiana. A due mesi dalle elezioni. Dio ci aiuti.
controra19dic
Ci siamo così disabituati a premiare il merito, a onorare chi vale, che di fronte a un fuoriclasse, parliamo solo dei soldi che guadagna, e lo facciamo con una tale volgarità da rendere questo Paese deprimente. Roberto Benigni – premio Oscar - ha emozionato l’Italia, l’altra sera, con la sua capacità, unica, di contaminare argomenti alti e linguaggio popolare, di fare poesia perfino di una legge. Ha incollato al televisore 13 milioni di persone, parlando della Costituzione. Trovatemi un altro capace di farlo. Non ce ne sono. Gli immancabili moralisti all’italiana, invece di guardare la sua grandezza, hanno indicato il suo compenso. Ridicolo. Ma anche volendo elencare i numeri, bisogna saperli leggere. Benigni avrebbe guadagnato 5,8 milioni per tredici puntate. Con la prima ha fatto uno share del 44 %. Con questi ascolti porta alla Rai venti volte tanto in pubblicità. Si chiama buon investimento. Soldi pubblici che si moltiplicano con il talento. Qualche volta riesce anche in Italia.
controra-24dic
Pur avendo una precisa idea politica non mi sono mai unito al coro di chi demonizza l\'elettorato avversario. Non credo allo schema del tutto il buono di qua e tutto il cattivo di là. Ma questa volta farò un\'eccezione: bisogna essere davvero deficienti per votare ancora questo anziano miliardario con i capelli trapiantati e il viso annodato dietro la nuca, che sta battendo le tv urlando frasi sconnesse su crisi, Europa, Germania, eccetera. Nel suo delirio, questo 76enne, dopo aver governato dieci anni negli ultimi diciotto, lasciando l\'Italia peggio di come l\'ha presa, pensa di poter fare quello che vuole. Ieri, in quel salotto di premi Nobel che si raduna la domenica pomeriggio su Raiuno, è riuscito a far sembrare Giletti un giornalista d\'assalto. L\'anziano signore, infatti, non tollera il minimo contradditorio, non ama le domande, vuole intervistatori, ed elettori, silenziosi, sorridenti e ruffiani. Forse è arrivato il momento che l\'Italia gli dia una lezione. E dica basta. Basta.
controra28dic
Sette punti in meno di Pil, 16mila imprese chiuse, 330mila persone che hanno perso il lavoro, disoccupazione al 17 %, investimenti privati e pubblici diminuiti di otto miliardi in quattro anni. Sono i dati contenuti nel \"Check-up Mezzogiorno\", uno studio di Confindustria sulle condizioni del Sud. Un\'isola infelice e desolata in un Paese in crisi. Molti scappano. 110mila persone nel 2010 hanno lasciato il Meridione per il Centro Nord o per l\'estero. Sangue che evapora. Qui chi rimane? Vecchi pensionati, qualche garantito di mezza età, alcuni giovani in parte stanchi e disillusi. Per il calo demografico, il Mezzogiorno, alle prossime elezioni, perderà anche nove deputati. I seggi si distribuiscono in base alla popolazione. Aumentano Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Perdono Campania, Calabria e Sicilia. Ecco perchè in tutto questo volar d\'agende, di salite e discese, pagine sensate sul dramma meridionale non se ne leggono. A chi volete che interessi questo deserto? Chi parla del Sud?
controra31dic
Questa sera Giorgio Napolitano farà il suo ultimo discorso alla Nazione. Ci parlerà, probabilmente, come da protocollo, di speranza, di ottimismo, di fiducia, di unità nazionale. Farà la sua forbita prolusione sulla nostra splendida Italia, con tanto di bandiere alle spalle. Mi piacerebbe, per una volta, che il Presidente della mia Repubblica, la sera dell\'ultimo dell\'anno, facesse una pazzia. Che guardasse, cioè, fisso la telecamera, posasse i fogli del discorso preparato, e dicesse \"scusateci\", e poi due, tre amare verità su questo Paese sfatto, sui giovani che senza padrini non hanno alcuna possibilità, sui cinquantenni che se perdono il lavoro non hanno speranza, sui vecchi che dopo aver lavorato una vita, con pensioni da fame, non possono comprare nemmeno le medicine. Due parole di verità per tutti quelli che sono stanchi di prediche e sermoni, di protocolli e discorsi scritti, di inni retorici al pensiero positivo, e che chiedono, se non una possibilità, almeno la dignità.
controra1gen
Il 2012 è stato un anno di profonda crisi economica. Meno lavoro, più disoccupati, meno denaro, più incertezza. Ma non è stato così per tutti. I cento uomini più ricchi al mondo, nel 2012, a dispetto della fase negativa, sono diventati ancora più ricchi. Hanno guadagnato 241 miliardi di dollari in più. Ce lo dice una ricerca di Bloomberg Billionaires Index. Il fondatore della catena di abbigliamento Zara, uno spagnolo, nel 2012, è cresciuto di oltre 22 miliardi. Il tutto mentre il suo Paese va a fondo. Il patron di Ikea ha aumentato il suo patrimonio del 16 %. Bill Gates, invece, ha guadagnato solo 7 miliardi di dollari in più. Complessivamente i cento uomini più ricchi al mondo possiedono circa 2mila miliardi di dollari. Quanto il Prodotto interno lordo dell\'Italia. Tutto il pianeta soffre mentre cento persone si arricchiscono. C\'è qualcosa che non torna. Forse, per capire questa crisi, e uscirne, bisogna mettere le mani proprio dentro questa pazzesca ingiustizia.
controra7gen
Durante Tangentopoli agitavano il cappio in Parlamento contro i malfattori della prima Repubblica. Poi, nella Seconda, con i soldi del partito si sono comprati diamanti, lauree, pranzi, lavatrici, perfino cure mediche in cliniche di lusso. I leghisti, in questi anni, sono stati secessionisti quando perdevano e federalisti quando vincevano. Tuonano contro il Sud e le mafie, poi vengono beccati a tavola con la \'Ndrangheta calabrese. Bossi, nel 1995, disse: \"Berlusconi ha preso soldi dalla mafia, è un delinquente. Io voglio andare nelle piazze a scatenare il nord contro di lui\". L\'anno dopo vi si alleò. Maroni, negli ultimi mesi, ha ripetuto: \"Mai con Berlusconi\". Oggi sigla un patto, con l\'obiettivo di provare a vincere in Lombardia e tornare in Parlamento. Questi meravigliosi leghisti sono capaci di dire una cosa e farne un\'altra esattamente contraria. Il tutto con una faccia che definiamo di bronzo per eleganza. Roma sarà pure ladrona ma voi vi siete ambientati bene, cari padani.
controra9gen
La proposta di introdurre una tassa per chi ha un patrimonio immobiliare del valore superiore ad un milione e mezzo di euro, usando le risorse per esentare dall\'Imu quelli inferiori, a me sembrava di buon senso. Non basta avere una casa per essere benestanti. Ma se ne hai per un valore di tre miliardi di vecchie lire, forse una tassa puoi pagarla. Invece no. Molti si sono inalberati. \"Si attacca chi non arriva a fine mese\". Davvero? Io pensavo che con un milione e mezzo di patrimonio si fosse benestanti. Quelli che non arrivano a fine mese sono pensionati al minimo, disoccupati, cassintegrati, operai a mille euro, precari con partita Iva che non superano i 5mila euro l\'anno. Quelli che, secondo l\'Istat, risparmiano anche sui generi alimentari, la cui vendita è scesa del 5 %. Sono il 60 % degli italiani. La maggioranza assoluta. Spero che questa campagna elettorale gli porti almeno rispetto.
controra14gen
La politica, in Italia, ci fa vedere cose che non esistono al mondo. Qui la furbizia è un valore. Qui tutto sembra possibile. Perfino - come riferiscono i giornali - che il Pdl candidi, alle prossime elezioni, Nicola Cosentino, Luigi Cesaro, Marco Milanese e Alfonso Papa. I quattro sono sotto processo, o indagati, per reati gravi. Per tre di loro, nei mesi scorsi, è stato chiesto addirittura l\'arresto. Cosentino e Milanese sono stati salvati dal voto contrario della Camera. Papa, invece, si è fatto qualche settimana di cella. Tutti dovrebbero tornare a Roma. Subito. Non possono saltare nemmeno un giro. Non possono aspettare nemmeno l\'esito dei loro procedimenti. Una ostinazione sospetta. Ma c\'è di più. Essendo il Senato la chiave delle prossime elezioni, ed essendo la Campania in bilico, il Pdl vuole candidarli proprio al Senato in Campania. Servono voti, e loro ce li hanno. Ormai siamo oltre la furbizia. Siamo alla spudoratezza. Alla vergogna. Quando gliela diamo una lezione?
dylan-dog-ingroia
controra16gen
Maria, una donna anziana e sola di San Donaci, provincia di Lecce, come tutte le vecchiette, soprattutto quelle dei paesini del Sud, aveva un appuntamento fisso con la messa. Ci andava tutti i giorni. Recitava il rosario, incontrava qualche amica. Non mancava mai. La accompagnava sempre un cane, di cui si prendeva cura. Un pastore tedesco di 14 anni, di nome Ciccio, che la scortava fino alla Chiesa, e poi la aspettava disciplinato sul sagrato, per riportarla a casa dopo la messa. Improvvisamente, a novembre, Maria muore. Ciccio accompagna il carro funebre in chiesa, poi al cimitero, ma torna da solo e non vede più Maria. Da quel momento, ogni pomeriggio, all\'ora della messa, quando sente le campane, torna in quella chiesa, sperando, forse, che la sua padrona possa comparire e riportarlo con sé. Un piccolo gesto di amore e di fedeltà, due termini a cui gli uomini ormai sembrano estranei. Per un po\' di \"umanità\" rivolgersi agli animali.
controra18gen
La vicenda dell’impiegato del Catasto di Napoli, che si é ucciso dopo essere finito su Striscia la notizia per aver accettato 20 euro in cambio dello sblocco di una pratica, sconcerta. L\'uomo lascia la moglie e due figli. Il suo era l\'unico stipendio ma era stato licenziato. I 20 euro erano una trappola. La donna allo sportello aveva una telecamera addosso. Lui, così, é finito nei guai in diretta tv. Mi chiedo se davvero, in un Paese civile, non ci sia un modo meno spettacolare per colpire chi sbaglia. La giustizia dovrebbe esercitarsi nel rispetto della dignità delle persone. Le telecamere nascoste, che sbirciano nell\'errore di un attimo, e condannano alla gogna, sono una degenerazione dell\'Italia. Un Paese dove un impiegato che prende 20 euro di mazzetta viene licenziato e si uccide per la vergogna e la miseria, e uomini sotto processo per camorra, corruzione e truffa, vengono candidati al Parlamento, in posizione di sicura elezione, per garantirsi stipendio e immunità. Che schifo.
controra21gen
\"Lo capite che così finisco in galera? Io vi rovino\". A pronunciare queste parole sarebbe stato, ieri sera, Nicola Cosentino, deputato del Pdl. Lo avrebbe fatto al cospetto di Alfano e Berlusconi, a palazzo Grazioli. Si discuteva di candidature alle prossime politiche. Cosentino è imputato in due processi. C\'entra la camorra, c\'entra il clan dei casalesi. Sull\'onorevole pende un ordine di arresto della procura antimafia. Non è finito in carcere solo perchè la Camera votò contro il suo arresto. Se fosse stato un cittadino comune, sarebbe in cella. Invece, è a Palazzo Grazioli, a rivendicare il suo seggio. Se Cosentino non ottiene la candidatura, e la rielezione, il 25 febbraio, il giorno dopo il voto, potrebbe entrare in carcere. Montecitorio o Poggioreale? Mi chiedo in quale altro Paese sarebbe possibile una cosa così. In queste ore si decide. Qualcuno vorrebbe tenerlo fuori ma Cosentino insiste. E minaccia. \"Vi rovino tutti\". Se lo candidano, a questo punto, si capisce il perchè.
controra23gen
Quindici miliardi di euro. Una cifra che fa paura anche solo a pronunciarla. Tanto dovrebbero costare all’Italia, gli aerei da guerra F35. Sono di ultima generazione, sofisticati, e garantiscono ai soldati impegnati nelle missioni, uno strumento innovativo. La spesa italiana per i nuovi F35 è inserita in un programma internazionale dal costo di circa mille miliardi. L’Italia aderì ai tempi di Berlusconi. Ora gli aerei sono pronti. E bisogna pagarli. Quindici miliardi di euro, in tempi di crisi. Una intera manovra finanziaria. Può permettersi l’Italia una spesa di questo tipo in un momento così? Qui, non si tratta di opporre pacifismo a militarismo. Abbiamo corpi armati e dobbiamo attrezzarli. Ci sono accordi internazionali e dobbiamo rispettarli. Ma un po’ di buon senso? Possiamo fare tagli al sociale, mettere nuove tasse, e poi spendere 15 miliardi di euro per aerei da guerra? Se un padre di famiglia togliesse il pane ai figli per comprarsi una pistola, lo prenderemmo a calci.
controra25gen
Berlusconi ha 76 anni, Monti 70, Beppe Grillo 65. I \"ragazzini\" sono Bersani, 62 anni, Ingroia, 54, e Giannino, 52. Non c\'è un candidato premier, a queste elezioni, che abbia meno di 50 anni. L\'età media è 63. Se pensiamo che Barack Obama è diventato presidente degli Stati Uniti d\'America (non del Molise, con tutto il rispetto) a 47 anni, e che David Cameron è diventato primo ministro della Gran Bretagna a 44 anni, capiamo perchè la politica nel nostro Paese non è più in grado di disegnare prospettive, di costruire visioni, di offrire speranze. I nonnetti combattono per passare la vecchiaia a Palazzo Chigi. Anche chi si propone come il nuovo, è già vecchio. Una società sana attingerebbe ai consigli degli anziani, alla loro esperienza, ma lascerebbe guidare il carro a chi ha più energia, più forza, più bisogno di nutrirsi del futuro. Perchè la politica è questo. Futuro. Cosa vuoi che importi del futuro a chi ha più anni alle spalle che davanti?
controra28gen
Mentre tutti guardavano la luna, cioè le furbe e orrende uscite di Berlusconi su Mussolini, io ho guardato il dito, cioè quella sonnolenza cupa che lo ha avvolto, ingoiandogli il viso. E\' stanco, ha detto il suo medico. Colpa degli antibiotici. Mi sono chiesto chi, in Italia, potrebbe permettersi un abbiocco sul lavoro. La sera ho sentito in tv un operaio raccontare che la sua azienda lo aveva licenziato dopo che si era ammalato di tumore. Sono inorridito. Ho pensato ai laureati con 110 e lode che lavorano nei call center 8 ore al giorno, a 300 euro al mese; quelli che ci telefonano a ora di pranzo per farci \"una proposta\", e che mandiamo spesso a quel paese. Quelli che se ci vendono una cosa prendono un bonus di 5 euro. Quelli che se hanno la febbre, vengono licenziati. Perchè questa è l\'Italia che abbiamo costruito. Un Paese dove anche la malattia è un privilegio. Dove l\'abbiocco è lusso. Dove ci si inventa qualunque cosa per parlare del passato, non avendo nulla da dire sul futuro.
controra30gen
Non c\'è più gasolio, si fermano gli autobus a Napoli. Per tutta la mattina, fiumane di pendolari a piedi, come esuli in fuga. E\' l\'ennesima crisi. Non solo le grandi questioni: gli omicidi di camorra, o l\'emergenza occupazione, con i giovani che non trovano lavoro e partono. Parliamo di servizi essenziali. La refezione scolastica, lo spazzamento delle strade, le buche sull\'asfalto, gli autobus. A Napoli sembrano saltati i sistemi più elementari. Immancabile la gara a individuare i colpevoli. I politici si scaricano le colpe tra loro. Dal territorio attaccano il Governo. Il sindaco in carica se la prende con quelli di prima. Alcuni ce l\'hanno con chi racconta quello che vede, chi \"specula sui guai di Napoli\", come se le questioni si risolvessero nascondendole. Altri lustrano la cartolina. \"Napoli è bellissima\". Come se bastasse. Il Financial times ha scritto \"È una città disperata\". No. I napoletani non disperano mai. Io direi umiliata. Stremata. A volte, purtroppo, rassegnata.
controra1feb
\"La cosa più segretamente temuta accade sempre\". Mi perdoni il compianto Cesare Pavese ma questa sua frase è la prima cosa a cui ho pensato, oggi, quando ho letto l\'ultimo sondaggio Swg. Il Popolo della libertà guadagna 2,1 punti in una settimana, passando al 17,2 al 19,3. Ma non è solo questo. Silvio Berlusconi è il leader politico di cui gli italiani si fidano di più in questo momento. Ma non è solo questo. Una buona parte della scalata elettorale è dovuta - secondo i sondaggisti - all\'acquisto, da parte del Milan, di Mario Balotelli. Qualcuno lo aveva ipotizzato. Ma non ci volevamo credere. Il calciatore - secondo i sondaggisti - vale molti voti. Addirittura il suo ingaggio sposterebbe circa 100mila consensi in Lombardia e potrebbe essere determinante per la vittoria del centrodestra sia al Senato sia alla Regione. Di fronte a tutto ciò viene da pensare che la fossa nella quale siamo caduti è esattamente quella che ci siamo scavati.
controra4feb
Uomini immaturi. Uomini incapaci di gestire gli impulsi. Uomini che non sopportano il rifiuto. Uomini vigliacchi. Uomini che si macerano nel buio di una nevrosi. Uomini frustrati. Mezzi uomini. Sono quelli che, sempre più spesso, riempiono le cronache con violenze e molestie ai danni delle donne. Per lo più ex compagne. L\'ultimo episodio, stamattina. Un 43enne ha fatto irruzione nella casa della sua ex, ha lanciato benzina e poi fuoco. Ne ha fatto le spese un\'amica della donna, in fin di vita. Nel 2012, in Italia, sono state uccise 100 donne. Molte vite si salvano grazie a tempestivi arresti. Ma troppe sono le resistenze, le coperture. Chi denuncia racconta storie di isolamento, di attacchi, a volte addirittura da altre donne. Manipolazioni per ribaltare la verità. La vittima diventa colpevole. È un nostro vecchio vizio. Succede anche con lo stupro. La donna non è mai del tutto innocente. In qualche modo, se la cerca. L\'assassino è uno, ma i complici sono molti, e sono in mezzo a noi.
controra6gen
Annette Schavan, ministro dell\'Istruzione della Germania, travolta da uno scandalo, rischia il posto. Che ha combinato? Corruzione? No. Frode fiscale? No. Rimborsi elettorali falsi? No. Pare che abbia copiato la tesi con cui, nel 1980, ha conseguito il dottorato presso l\'Università di Duesseldorf. Il Consiglio di facoltà le ha revocato il titolo. Il Ministro ha un mese per difendersi, poi la decisione definitiva. Intanto il Paese è indignato. \"Non ha più la forza per essere da modello\", hanno detto in Parlamento, \"non ha più credibilità\". La vicenda ha un precedente. Nel febbraio 2011 all\'allora Ministro della Difesa tedesco fu revocata la Laurea. Anche lui aveva copiato la tesi. Dovette dimettersi. Direi che è inutile fare paragoni con l\'Italia. Da noi si dimettono solo se li arrestano. E nemmeno. Blateriamo di garantismo ma siamo all\'anno zero dell\'etica pubblica. Se non capiamo questo, non capiamo neppure le ragioni per cui la Germania vola e l\'Italia lacrima.
controra8gen
Confesso che avevo sperato. Credevo che questa soffocante crisi economica, la disoccupazione, la recessione, il dramma delle file alle mense solidali, del ceto medio che fa la spesa col contagocce, di imprenditori che si ammazzano, di giovani precari che lavorano gratis, o quasi, senza diritti e senza prospettive. Credevo che la durezza della realtà richiamasse tutti, in questa campagna elettorale, ad un maggior rigore. Invece no. Mancano poco più di due settimane e possiamo già catalogarla come la più brutta campagna elettorale della Seconda Repubblica. È una rincorsa a chi la fa più grossa. Uno racconta le solite balle. Un altro cerca l\'empatia in tv col cagnolino. Un altro si barcamena tra alleanze e mediazioni. Un altro sputa veleno su tutti ma non ha un progetto di governo. Nell\'insieme sale un senso di sconforto. La voglia di spegnere la tv. Di assentarsi fino a quel giorno. Andremo a votare ma forse non servirà a nulla. Comunque vada, l\'Italia meritava di più.
controra11feb
Non è molto amato, possiamo dirlo. Sarà stato l\'algido accento tedesco, o più probabilmente la difficoltà di arrivare dopo Wojtyla. Ma Joseph Ratzinger, Pontefice dal 2005, e clamorosamente dimissionario dal prossimo 28 febbraio, ha avuto un cammino faticoso. Curiosamente il suo regalo più grande alla Chiesa rischia di essere questo clamoroso gesto. Il messaggio con cui ha comunicato le dimissioni è intriso di umanità. \"Per governare la barca di san Pietro - ha detto - è necessario anche il vigore, sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene\". Non solo la vecchiaia del corpo, quindi, ma anche dell\'animo. Un Papa depresso, che sembra mostrare un cedimento interiore. Nei prossimi giorni si sprecheranno le interpretazioni. Non mancheranno le teorie complottiste, i retroscenisti. Per ora vediamo un gesto di straordinaria umiltà. Che potrebbe essere una lezione per tanti.
controra13feb
Domani, in tutto il mondo, con un flash mob, milioni di persone balleranno contemporaneamente. Si chiama \"One billion rising\" ed è una campagna internazionale per fermare la violenza sulle donne. Si calcola che sulla Terra l\'ha subita una ogni tre. Stupro, molestie, persecuzione, botte, fino all\'omicidio. A farlo, spesso, uomini del cerchio familiare, un ex compagno, un maschio respinto e rancoroso. Dietro c\'è l\'idea della donna oggetto, della statua inanimata che non deve scegliere, deve obbedire. La violenza nasce prima nella testa malata, e solo dopo diventa atto criminale. Si annuncia sempre ma gode di troppe coperture. Omertà. Sorrisini. Alibi. Indifferenza. L\'incapacità, a volte, delle stesse donne di essere solidali. Nessuno è al sicuro. Quella sottocultura del dominio è ovunque. Sui luoghi di lavoro, e anche nel teatrino della politica. Smettiamola di ridere quando un maschio tratta una donna come un oggetto. In quella risatina complice sta già covando il gesto.
controra15feb
Altra sparata del signor Berlusconi. Oggi tocca alle tangenti. Sono necessarie per lavorare - dice -, esistono ovunque, si chiamano commissioni, non facciamo i moralisti. Poi, ovviamente, ha precisato. Questa stessa cosa l\'ho sentita anni fa da un mio conoscente, uomo politico di sinistra. Faceva l\'imprenditore edile. Aveva appalti in tutto il mondo. \"Come fai?\", gli chiesi. \"Valigie di soldi\", mi rispose in un suo raro momento di sincerità. Berlusconi parla a questa gente, al di là della politica. Parla alla loro natura profonda. Lo fa suonando le corde giuste. I condoni, la spregiudicatezza morale, il denaro. Strizza l\'occhio a una parte del Paese. Il pesce Italia non puzza dalla testa, ma nelle viscere. Il problema non è Berlusconi ma i milioni di Berluschini nascosti tra noi, nei luoghi più impensabili. Sono qui accanto, anche se indossano casacche insospettabili. Ecco perchè il vero cambiamento non è mai solo nelle facce o nei simboli o negli slogan, ma nella cultura, nei pensieri.
controra18feb
Tre milioni di disoccupati, e l\'articolo 1 della Costituzione che fonda la nostra Repubblica sul lavoro. Significa, oggi, poggiarla sul vuoto. Ed è proprio questa la sensazione. Passeggiare sull\'abisso. Se non c\'è lavoro, non c\'è dignità, non c\'è futuro, non c\'è progetto. Giovani precari fino a 40 anni. Uomini e donne di 50, 55 anni, che perdono il lavoro di una vita e non sanno dove sbattere la testa. Famiglie intere abbarbicate alla pensione dei nonni, come al pennone di una zattera. Un Paese così va al voto, domenica prossima. Forse mi sono distratto ma io non ho sentito parlare spesso di lavoro. Almeno non tanto quanto avrei voluto. Non sono mancate, certo, le promesse, le invettive, gli slogan. Ma si è parlato soprattutto di altro. Eppure il lavoro è vita, non è solo reddito. E\' senso di sé. Martedì, dopo il voto, qualunque sia la propria scelta, quante speranze in più, sul tema \"lavoro\", è lecito nutrire? Vorrei dire tante. Ma temo poche.
controra20feb
Ho sempre rispettato chi ha idee diverse dalle mie. Ne ho fatto un punto di principio. Lo sforzo di mettermi nei panni degli altri e capirne le ragioni, anche quando sembrano assurde. Questa volta mi riesce difficile. Siamo allo stremo e forse non tutti lo hanno capito. L\'Asia ha una economia che cresce dell\'8 % l\'anno, l\'Africa del 4, le Americhe del 2, l\'Europa 0, l\'Italia meno uno. Siamo gli ultimi degli ultimi. Andiamo al voto tra pochi giorni. Con quale prospettiva? Molte forze in campo si propongono per fare una \"dura opposizione\" mentre abbiamo bisogno di un governo. Qualcuno addirittura ghigna soddisfatto: \"questo Parlamento durerà sei mesi e torneremo al voto\". Che bello! La sensazione è che si corra verso il caos. Io non so come si esca dalla crisi. È una situazione complessa, che interroga il Pianeta intero, il modello di sviluppo. So, però, che l\'unico modo è avere un Governo stabile. Siamo su un aereo in avaria. Non mi interessa chi urla. Voglio un pilota. Ce n\'è uno?
controra27feb
Le elezioni sono passate. Il nuovo Parlamento si riunisce il 15 marzo. Ci sono oltre due settimane per raffreddare gli animi e capire. Siamo andati a votare con il fiato acido della crisi, agitati da una rabbia a volte cieca. I risultati sono confusi come le nostre teste. I vincitori sono sconfitti. Gli sconfitti sono vincitori. E adesso? Se l\'Italia fosse un aereo saremmo a 9mila metri, nella turbolenza, con i piloti che litigano tra loro e nessuno ai comandi. Come passeggero mi auguro di salvarmi. Spero che a farlo siano il Pd e i grillini. Non vedo alternativa. Mi auguro che il Pd abbandoni il pregiudizio e si lasci contaminare dall\'energia di questa marea di novità. Mi auguro che i grillini, oltre la protesta, decidano di misurarsi con le soluzioni possibili. Spero che sappiano mescolarsi, unendo le forze per tirare l\'Italia fuori dal pantano. Mi illudo? Forse sì. Ma a 9mila metri, con l\'aereo in panne, si grida ai piloti che litigano, «insieme». Insieme. Ci salviamo solo insieme.
controra1marzo
Bene ha fatto Napolitano a reagire agli insulti tedeschi verso Berlusconi e Grillo. «In Italia hanno vinto due clown», ha detto il candidato premier della Spd. Come si permette? L’offesa non é ai due, non proprio uomini di stile, su cui ogni opinione é legittima, ma ad un Paese intero. La saccenza dei popoli del nord verso quelli del sud é una vecchia storia. Appena possono ci descrivono come sfaticati e stupidi. Potremmo ripagarli con la stessa moneta, ricordando ai tedeschi che mentre noi del Mediterraneo, ai tempi della Magna Grecia, costruivamo la civiltà, loro indossavano i caschi con le corna e vivevano come barbari nei boschi. Potremmo dire agli inglesi che se c’è un circo nel mondo é quella giostra di vecchi con le corone che, nei palazzi reali, festeggiano i matrimoni dei rampolli con le carrozze bianche e i paggetti imparruccati. Potremmo dire giù il cappello, nordici, che non avete un decimo della nostra cultura. Ma siamo del Mediterraneo, a chi ci invidia, sorridiamo.
controra4marzo
Tu non vuoi cambiare. Vuoi la corruzione? Ti piacciono i Fiorito, i Lusi? Il Monte dei Paschi di Siena? Il conflitto di interessi? Basta. E\' finita. Tutti a casa. C\'è la povertà. C\'è la crisi. Sai che la gente si uccide? Non ce la facciamo più. L\'Euro, il fascismo finanziario, il signoraggio bancario, non paghiamo il debito alla Merkel. Vuoi la Tav, le grandi opere? Basta finanziamento pubblico ai partiti e basta soldi ai giornali di regime che fanno un uso criminale dell\'informazione. Non sei d\'accordo? E perchè? Che fai nella vita? Sei della casta? Ah, venduto, parassita. È venuto giù tutto. Siete morti. Collusi, corrotti e mafiosi. A casa, tutti a casa. Finalmente in Parlamento entrano i cittadini, e scordatevi che ci alleiamo con i ladri. Cinque anni di leggi per la gente. Ci dimezziamo lo stipendio, e diamo tutto ai poveri. Wi fi gratuito, via Equitalia, reddito di cittadinanza...come? Senza governo non si parte nemmeno? Si sciolgono le Camere? Si rivota a giugno? E perchè?
controra6marzo
E’ difficile parlare di Napoli. Non c’è una città al mondo dove viverci, lasciarla, tornarci, discuterne accenda così furiosamente gli animi. Ognuno accusa gli altri di fare retorica. La città non è più un luogo, è un parente stretto. Vuoi bene a Napoli? Come fosse una mamma. Eppure la verità è semplice ed è sotto gli occhi. Lo splendore di un luogo unico. L’amarezza di un degrado senza fine. Napoli è devastata da un’invivibilità tossica che, come il piombo, entra nei polmoni giorno per giorno e sembra irrimediabile, irrisolta, parte integrante della rassegnata vita quotidiana. La verità l’altro giorno è esplosa tutta insieme. La mattina crolla un palazzo, la sera brucia Città della scienza. Non è il sottoscala di Scampia. E’ il salotto in riva al mare. Non riesce, così, il classico gioco della rimozione. La macchia sporca la cartolina. Oggi piangono tutti. Con sincerità e rabbia. Ma ad occhi asciutti sapremo guardare la verità? Non si brucia in una notte. Si brucia giorno per giorno.
controra8marzo
Ma quanto ci piace sporcare le cose? L\'Otto marzo nasce ai primi del \'900 come una straordinaria mobilitazione politica delle donne e per le donne, per il riconoscimento dei loro diritti civili. Ha vissuto momenti gloriosi, di grande consapevolezza collettiva. Donne che rompevano il guscio familistico, che per la prima volta si vedevano in piazza, parlando il linguaggio della politica e della cittadinanza, e chiedevano pari dignità. Oggi l\'Otto marzo è un giorno deprimente, divorato dal consumismo. Un carrozzone indegno di strip tease maschili in locali tristi con ciurme di tardone. Una scorribanda di mimose e cioccolatini. Una giostra di ipocrisie. Gli uomini più lesti a fare gli auguri sono gli stalker. Quelli che, con la finta galanteria, coltivano, giorno per giorno, la sottocultura miserabile della sopraffazione, dell\'uso strumentale del corpo, del dominio. Le donne più salde oggi rifiutano la festa, e si riprendono il diritto alla disobbedienza. Niente mimose, rispetto.
controra11marzo
Non sono un esperto e mi scuso fin da ora. Ma il Conclave che si apre oggi a Roma, e che darà alla Chiesa cattolica un nuovo Papa, è un evento universale. Il paradiso della Cappella sistina, l\'extra omnes pronunciata dal Maestro delle cerimonie, hanno una solennità che emoziona tutti. E\' come se ogni volta affidassimo a quella porta chiusa, e a quella fumata, la speranza di una svolta. Ognuno ci mette il suo. Io, per esempio, senza averne alcun titolo, sogno di veder spuntare sotto la veste papale, i sandali del frate francescano Patrick O\'Malley. E\' un cardinale, arcivescovo di Boston, è nel conclave, ma è un monaco, ne conserva la povertà e l\'umiltà. Ha fondato un centro per profughi e immigrati. Si è battuto contro la nomenclatura, ha invocato pulizia sugli scandali sessuali, ha venduto beni del vescovado per indennizzare vittime di abusi. Per tutto questo, forse, non sarà Papa. Ma i suoi sandali e il saio sono la Chiesa che vorrei.
controra13marzo
A volte penso alla politica e rido. In Parlamento ci sono tre forze di pari peso. Nessuna può fare il governo da sola. Una si vuole alleare ma non è corrisposta. Una non si vuole alleare con nessuno. Un\'altra con chiunque ma nessuno la vuole. Il Presidente della Repubblica non può sciogliere le Camere perchè è in scadenza. Potrebbe farlo il nuovo ma non in tempo per votare a giugno. Elezioni ad ottobre, e faremmo un anno tondo senza un governo. Il tutto con in corso la recessione più grave da un secolo, e persone che sprofondano nella povertà. Tutti parlano della crisi. Ma nessuno si muove. Eppure ci sarebbe da agire: ossigeno alle imprese, meno tasse, qualche soldo in più per recuperare fiducia. Lo ha fatto Obama, e in due anni gli occupati sono cresciuti. Ma lì dopo il voto avevano un presidente, e un governo, uno che decide e gente che bada al sodo. Qui no. Tutti giocano le loro partire personali. Un grande cabaret, mentre il Paese va a fondo. Ridere, quindi, ma solo per non piangere.
controra15mar
Centoquindici cardinali si chiudono in una cappella e in due giorni trovano un accordo per salvare la Chiesa in uno dei momenti più difficili della sua storia. Circa mille parlamentari discutono e non si vede nemmeno l\'ombra di una strada per salvare l\'Italia. Se è vero che nella crisi si vedono carattere e solidità, la Chiesa ha mostrato di averne molto più della Repubblica italiana. Non che mancassero tra i cardinali, divisioni, ambizioni, lotte di potere e ombre. Anzi, le tensioni in Vaticano erano così alte da spingere Benedetto XVI alle clamorose dimissioni. Ma nel punto più critico, la Chiesa si chiude dentro, ricuce gli strappi, stoppa le competizioni, frena gli scontri personali, ed elegge un uomo che coglie subito la necessità del cambiamento, prende il nome del poverello d’Assisi, rinuncia al crocifisso d’oro e sul balcone di San Pietro si mette lui in ginocchio davanti alla gente. I cardinali hanno capito tutto. I politici no. Non c’é un Francesco anche per il Governo?
controra18marzo
Il nuovo papa parla dei poveri, scende tra i pellegrini, si lascia abbracciare, rimane sull\'uscio della chiesa e saluta uno ad uno i fedeli. Il nuovo presidente della Camera parla di miseria, abbandona l\'auto blu e va a piedi al Quirinale. Il nuovo presidente del Senato parla di legalità, si commuove, mantiene un vecchio impegno preso e dopo l\'inattesa elezione va in jeans ad un piccolo convegno. C’è un filo comune tra queste figure così diverse tra loro: la scelta di un nuovo stile, un rapporto nuovo col potere e le persone. Camminare tra la gente, spogliarsi dei privilegi, mescolarsi. Non è un caso che tutti e tre, prima ancora di averli visti veramente all’opera, abbiano un consenso così alto. Sono stati accolti con la luce negli occhi, perché hanno mostrato subito un segno nuovo. Camminano a testa bassa. Sembrano chiedere scusa anche per colpe non loro. Sono uomini e donne di speranza. E sono tutto quello di cui abbiamo davvero, dannatamente, bisogno in questo momento.
controra20marzo
Il 54 % degli italiani, nel 2012, non ha aperto nemmeno un libro. Solo il 18 % dei nostri connazionali ha letto tra 4 a 11 libri nello stesso anno. Appena il 6 % degli italiani legge abitualmente almeno dodici libri l’anno. Nella statistica sono inclusi anche i libri commerciali: le ricette, le diete, le biografie dei calciatori. Stessi numeri per i giornali. Siamo più o meno un paese di analfabeti. Pensiamo di sapere tutto. Ma non leggiamo, quindi non sappiamo, e non capiamo. Per fare un confronto notiamo che in Germania solo il 20 % dei cittadini non legge. In Francia, la percentuale sale al 30. Curiosamente i paesi che sono più in crisi, in Europa, sono quelli dove si legge meno. C’entra la scuola, ovviamente, c’entrano la mancanza di una politica culturale e l’assenza di investimenti. É un tragico corto circuito. Con meno cultura si è più poveri. Con più povertà c’é meno cultura. Se non ci lavoriamo, siamo condannati. Non ci si salva, agitandosi. Ma con la testa.
controra22marzo
Quando ho letto ho pensato ad uno scherzo. Mi sono detto non é possibile. Poi ho voluto immaginare una qualche mossa diplomatica, una di quelle astruse tattiche a noi oscure. Infine, mi sono arreso all’evidenza. Il caso dei due maró italiani appena ripartiti per l’India é sconcertante. Prima si riesce a far ottenere ai militari, accusati di duplice omicidio, una licenza per tornare un po’ a casa. Poi si annuncia che alla scadenza i due non torneranno in India, innescando la reazione del paese asiatico. Poi, all’ultimo giorno, l’Italia fa una nuova retromarcia. I militari ripartono. Che senso ha tutto ciò? Si poteva accettare che i maró tornassero per il rispetto della parola data. Si poteva accettare che non tornassero per la loro tutela. La sola cosa che non si poteva fare era tentennare. Dire sì, poi dire no. Ed é esattamente la cosa che l’Italia ha fatto, riuscendo nel capolavoro di mostrarsi inaffidabile sia dentro sia fuori. Non lamentiamoci se ci ridono dietro. Ce lo meritiamo.
controra27marzo
Che negli ultimi anni le istituzioni, e le laute indennità, siano state merce di scambio tra procaci signorine e vecchi ricchi è evidente. Che giovani modelle siano transitate da \"feste eleganti\" a listini bloccati è cosa nota. Che forme più riservate di analogo meretricio si sviluppino in molti luoghi di lavoro è esperienza di tutti. Ma allora cosa urta della pessima uscita di Franco Battiato all\'Europarlamento? Innanzitutto quella sottile misoginia per cui la colpa è sempre della donna, che circuisce l\'uomo il quale, povero boccalone, cade nella trappola seduttiva. Non è così. L\'uomo che accetta (e spesso propone) lo scambio è colpevole quanto la donna. Forse addirittura di più. Non bisognava parlare di troie, quindi, semmai di stronzi. Anzi, a dire il vero, rattrista proprio l\'uso di queste espressioni. La volgarità della vita pubblica in Italia è disarmante. Chi ama le parole, come te, caro Battiato, ha il dovere di salvarci - almeno lui - dall\'oscenità di questa \"povera patria\".
controra29marzo
L’Italia é quel paese strano dove un manipolo di poliziotti in borghese può radunarsi in una piazza e manifestare solidarietà a quattro loro colleghi, condannati per aver ammazzato di botte un ragazzo di 18 anni. L’Italia é quel paese strano dove una protesta così oscena avviene proprio sotto l’ufficio della mamma di quel povero giovane, in modo che la donna si senta braccata da tanto interminabile abuso. Ma l’Italia é anche quel Paese straordinario dove quella donna addolorata e mai doma nel chiedere giustizia, scende in quella stessa piazza e mostra a tutti la foto gigante di suo figlio nel sangue. Un’immagine tragica e angelica, a cui quei poliziotti mostrano le spalle per l’infinita vigliaccheria di chi, in divisa, picchia, ma da uomo comune, striscia. L’Italia é questo Paese qui: ti riempie di vergogna nella sua veste ufficiale ma ti prende al cuore nel coraggio di gente semplice, gente come Patrizia, la mamma di Federico Aldrovandi. Il suo coraggio é la nostra speranza.
controra3aprile
Presi da saggi, preincarichi, annunci, liti, e dinamiche varie del nostro cortiletto, non ce ne siamo quasi accorti, ma nell’altro mondo, quello che sta scrivendo le regole del futuro, è successa una cosa epocale. La Corte suprema dell’India ha liberato un farmaco importantissimo contro la leucemia dal brevetto di un’industria farmaceutica svizzera. In commercio con la Novartis costa circa 2500 euro; come generico, meno di 200 euro. I giudici indiani hanno detto che quel farmaco è di tutti. Libertà di produzione. E di vendita a basso costo. Viene da quella parte del mondo una nuova lettura della scienza. Basta speculazione economica. Basta cicli di cure salvavita che costano anche 10mila euro al mese, solo per ingrossare i fatturati delle case farmaceutiche. Basta con l’odioso dramma, nei Paesi senza assistenza pubblica, del ricco che si cura, e del povero che è mangiato vivo dalla malattia. Dall’India, si riscrive la medicina come missione. Tendiamo l’orecchio, e impariamo.
controra5aprile
Lui aveva 62 anni, era un esodato. Si arrangiava con qualche lavoretto da muratore. Poi l’impresa, a sua volta in crisi, aveva smesso di pagarlo. Non aveva reddito, ed era vecchio per trovare un nuovo impiego. Lei aveva 68 anni, ex artigiana, una pensione da 500 euro. Con questi pochi soldi tiravano avanti a Civitanova marche. Un vicino li aveva invitati ai servizi sociali. Ma i due si vergognavano. Stamattina hanno scritto una lettera. Poche parole. \"Non ce la facciamo più\". Poi sono andati nel garage, e si sono impiccati. Insieme. Mano nella mano. A scoprire i cadaveri il fratello di lei. Settant\'anni, pensionato al minimo, solo, povero anche lui, alla vista di quei corpi, é scappato e si é buttato da un ponte. Tre suicidi di anziani disperati che spaccano il cuore. Che sbattono in faccia ai dieci saggi, a Bersani, a Berlusconi, a Monti, a Grillo, ai teatranti di questa infinita tragedia, dove ognuno pensa a sé e nessuno al Paese, la verità. Non c’é più tempo. Non c’é più forza.
controra8aprile
A Udine due ragazze di 15 anni si sono costituite stamattina confessando di avere ucciso un uomo di 60 anni. Ad Aversa una rissa notturna si é conclusa con un morto (un 15enne ucciso con una coltellata al cuore da un ragazzo di 17 anni) e 4 feriti. Sono due episodi molto diversi tra loro. Le due ragazze hanno raccontato di aver reagito ad un tentativo di violenza carnale. La rissa di Aversa, invece, avrebbe coinvolto alcuni rampolli di famiglie camorriste. Entrambi i fatti, però, ci raccontano un Paese dove i ragazzini non sono più tali. A 15, 16 anni impugnano armi, ammazzano, per disperazione o per abitudine o per stile. Non succede per caso. Se mettiamo in fila i tagli che in questi anni sono stati fatti al sociale e alla cultura e alla scuola, questi episodi trovano la loro spiegazione. Se abbandoniamo le frontiere dell’educazione, se spogliamo i servizi sociali, se distruggiamo le scuole, se umiliamo gli insegnanti, poi abbiamo minori così. Disperatamente vecchi a 15 anni.
controra10aprile
\"Caro ladro, hai lavorato tutta la notte per rubare 18 chili di rame che ti avrebbero fruttato appena 60 euro. Valeva la pena? Appena esci, passa dal mio cantiere. Porta un tagliaerba, ti farò rasare il prato per 8 euro l\'ora. Ti offrirò un bicchiere di vino e cercherò di persuaderti a scegliere vie meno complicate per esistere. Ti aspetto, l\'indirizzo lo sai\". Questa lettera l’ha fatta pubblicare Paolo Pedrotti, 62 anni, imprenditore. L’altra notte ha sorpreso un ladro di rame nel suo cantiere, l’ha bloccato e fatto arrestare. Era un uomo disperato. Faceva il giardiniere sino al 2011 ma, dopo un infortunio, fu licenziato. Disoccupato, moglie invalida, vive con un sussidio di 250 euro al mese. Rubava per campare. “Ho visto nei suoi occhi la paura”, ha detto l’imprenditore. “Ho pensato ai suicidi. Voglio dargli una possibilità”. “Siete sicuri?”, ha detto, con le lacrime agli occhi, il ladro quando ha saputo la notizia, “non ci posso credere”. Quanto mi piace, a volte, l’Italia.
contro-12apr
Era una percezione diffusa. Ma il pentolone si sta scoperchiando. Un\' inchiesta dell\'Espresso dimostra che centinaia di enti locali reclutano professionisti a titolo gratuito. Ingegneri, architetti, informatici, chiamati a lavorare solo per una voce in più sul curriculum.
controra15apr
Una studentessa di 23 anni, stamattina, a Bari, mentre aspettava il treno che l\'avrebbe portata all\'Università, è caduta sui binari ed è stata uccisa dalla motrice. Non è chiaro se sia scivolata di suo, o sia stata spinta dalla calca per salire sul convoglio. Qualche giorno fa, a Roma,  un operaio, è stato travolto, in stazione, da un Frecciarossa. Anche qui non è ancora chiara la dinamica. Quello che appare, invece, chiaro è che, in questo Paese, viaggiamo come bestie. Chiunque debba, per lavoro o per studio, prendere mezzi, sa di cosa parlo. Conforti, puntualità e sicurezza sono garantiti solo a utenti di fascia alta. Per la marea di studenti e lavoratori, di abbonati, di pendolari qualunque, c\'è una vera odissea quotidiana fatta di inefficienze, di ritardi, e di mancanza delle condizioni minime di sicurezza. Quando c\'è il morto, tutti parlano di incidente. La fatalità fa comodo. Ma le cose non accadono per caso. Dietro queste tragedie ci sono responsabilità. E\' ora di colpirle.
controra17aprile
Domani cominciano le votazioni per il dodicesimo Presidente della Repubblica. Il Parlamento bloccato cerca un’intesa per un nome condiviso. I grillini la intendono così: questo è il nostro, votatelo. I partiti tradizionali, invece, lavorano nelle retrovie. Incontri, sussurri, per trovare una persona. Se, però, il nome imposto dai grillini (Gabanelli) ha il sapore di uno scherzo, quello su cui si starebbe costruendo l’intesa è da ricovero. Si parla con insistenza di Giuliano Amato, e mi chiedo come sia possibile. Non mi interessano le due pensioni d’oro (ce le ha anche il mistico Rodotà). Mi interessa che con Amato si va esattamente nella direzione contraria ai bisogni del Paese. Oggi l’Italia chiede un padre caloroso. Un uomo rassicurante e vero. Un uomo di emozione, di vicinanza agli umili e agli ultimi. Un uomo di sapienza ed equilibrio, di prestigio e di cuore civile. Un’epica nuova, a cui il volto, la voce, la storia di Amato stanno come una grandinata a primavera. Una calamità.
controra22aprile
Oggi, alle 17, di fronte al Parlamento in seduta comune, giura fedeltá alla Costituzione, il nuovo Presidente della Repubblica, Stefano Rodotá. Il professore ha fatto sapere che si muoverá da casa a piedi, senza scorte. Lungo tutto il tragitto ci sono già migliaia di persone che vogliono salutare il nuovo presidente. Carovane di cittadini sono in arrivo a Roma per quella che si annuncia come una grande festa della democrazia. Rodotá, in serata stessa, comincerá le consultazioni per un nuovo Governo. «Non c’é tempo da perdere, il Paese soffre. Nei primi cento giorni tutto l\'impegno per la povertá e il lavoro». Bersani e Vendola sono pronti a dare il via libera, restando dietro le quinte. «È il momento di un nostro passo indietro. Il Paese vuole aria nuova». Sì anche di Grillo, che ha deciso di votare la Fiducia. Competenza, indipendenza e sensibilità sociale, i profili per il nuovo governo. Tra i nomi che circolano quelli di... Sarebbe stato bello, eh?
controra29aprile
caro Luigi Preiti, sei un uomo di niente. Lo sei perchè ieri a Roma hai sparato a due carabinieri, due lavoratori. Pensi di disporre della vita della gente. Togliere padri ai figli, mariti alle mogli. Sei un uomo di niente perchè, a quanto pare, ti sei distrutto col videopoker, ti sei mangiato il cervello, e hai perso tutto. Io non ti giustifico. E non lo farei neppure se tu fossi un vero povero. Purtroppo qualcuno lo fa. C\'è chi dice che hai solo sbagliato mira, dovevi ammazzare i politici. Idioti. Siete caduti nella trappola che vi hanno costruito intorno. Pensate che la colpa sia sempre di qualcun altro. Ve l\'hanno fatto credere perchè fa comodo a loro e anche a voi. Il cambiamento si costruisce nell\'impegno, nel ragionamento, nel lavoro comune. Ricordatelo, visto che i carabinieri di questa Repubblica democratica ti hanno preso senza sparare, lasciandoti vivo anche se non vali niente. Non si spara alla gente, chiunque essa sia, uomo di niente.
controra3maggio
Se queste frange antagoniste, a Torino, il primo maggio, avessero issato uno striscione con l\'immagine dell\'uomo senegalese di 39 anni, arrestato a Monza perchè aveva rubato latte in polvere e due polli per la sua famiglia, avrei applaudito. Perchè lui è il volto della crisi. Mostrare, invece, la faccia di Preiti, l\'attentatore di palazzo Chigi, facendolo simbolo, significa non aver capito. Questa storia dei forconi, dei fucili, e delle bombe sul Parlamento, come conseguenza della crisi economica, ha francamente stancato, e chi la evoca, probabilmente, ha la pancia piena e non conosce la crisi. Chi è disperato non cerca armi, ma cibo. Se commette un reato, è il furto di generi alimentari. Non ha tempo da perdere, o energie da sprecare. Vuole il latte per i figli e un pezzo di pane. Ha a cuore la sua famiglia. Sa cos\'è il dolore, e non ne semina altro. Vuole solo risolvere il suo. Chi alza un\'arma, invece, e spara ad un uomo, è un criminale. E lo sarebbe stato anche senza alcuna crisi.
controra6maggio
A Napoli mi è capitato di vedere bambini dalla pelle ambrata, indiani o cingalesi recintare uno spazio e giocare a cricket, una sorta di baseball ovviamente adattato. E\' bello sentire i loro incitamenti in perfetto dialetto napoletano. La stessa cosa mi accade sui bus di Roma. Ragazzini con gli occhi a mandorla, o neri come la pece, parlano tra loro in un romanesco stretto. Hanno i tratti di un altro mondo ma se aprono bocca, parlano il nostro dialetto. Sono nati qui. Vanno a scuola qui. Non sono stati in nessun altro Paese. Sono italiani. Eppure c\'è qualcuno che si ostina a considerarli stranieri. Stranieri di dove? E\' stato bello vedere Cecile Kyenge giurare da Ministro. Peccato lo sia in un governo di poca credibilità. La prima cosa che ha detto è che bisogna introdurre anche da noi la regola dello ius soli. Cioè, chi nasce in Italia, è italiano. Subito, nella maggioranza, si è alzato qualcuno a dire: \"questa cosa non fa parte del programma di governo\". Cosa? La logica? Lo sapevamo.
controra8maggio
Sono già 35 le donne uccise nel 2013 in Italia. Spesso sono giovanissime. Ragazze ammazzate per lo più da uomini che non accettano il rifiuto. Il delitto è spesso anticipato da una lunga persecuzione. Il 15 % di questi assassini è stato in precedenza denunciato per stalking. Tre donne su 10 ritirano, poi, la denuncia. Per stanchezza, vergogna, per chiudere quella guerra sfiancante. Meno del 20 % dei denunciati per stalking vengono allontanati o isolati. Ci vogliono almeno 6 anni per vedere uno stalker condannato, e quasi mai finisce in galera. Quando ci scappa il delitto tutti aprono gli occhi all’improvviso. Quel gesto, però, è tutt’altro che un raptus. Si compie in un attimo ma si forma nei mesi. Se ascoltassimo la donna perseguitata, e isolassimo l’uomo violento, potremmo salvare molte vite. Invece lo stalker gode sempre di grandi, sorprendenti, complicità. Compiacenze, ammiccamenti, minimizzazioni. La colpa, in fondo, dalle nostre parti, è sempre della donna. Perfino quando muore.
controra10magg
È triste gareggiare sui morti. Ma è curioso che, per i media, ci siano delitti da prima pagina e altri che non fanno notizia. Si rimane per mesi a discutere morbosamente dell\'assassinio di una ragazzina ad Avetrana. Poi, in un giorno, muoiono sei persone sul lavoro e nessuno ne parla. E\' successo ieri, in Italia, da Nord a Sud. Un contadino schiacciato dal trattore, un elettricista caduto, un manovratore travolto, un artigiano finito in una pressa, un pilota nautico schiantato su un molo, un operaio folgorato. Sei persone, in poche ore, ammazzate dal lavoro. In Italia succede mediamente tre volte al giorno. Un numero altissimo. Le chiamano \"morti bianche\". In realtà sono nerissime. La sicurezza costa. Pochi controlli, molti ricatti. E\' l\'altra faccia della crisi. Si muore per mancanza di lavoro, ma si muore anche per tenerselo stretto. Si esce la mattina per portare il pane a casa, e non si torna più. Come se fosse normale. Ci stiamo abituando, ed è terribile.
controra13maggio
Un uomo di Treviso va dal suo commercialista per la dichiarazione dei redditi. Il professionista calcola il dovuto. Una bella cifra, più di 10mila euro; l\'uomo, con uno sforzo enorme, paga in quattro rate mensili da 2600 euro. Ma c\'è un minuscolo sbaglio. Vengono versati 3 euro in meno a rata. In totale, 12 euro. Equitalia manda subito la cartella esattoriale. Con una sorpresa: ai 12 euro si aggiungono 968,82 di sanzione e 26,06 di interessi. Un debito di mille euro per un errore di dodici. L\'uomo è saltato sulla sedia. Ha subito fatto ricorso. Ma è precipitato nell\'angoscia. Come si può trasformare un errore di 12 euro in una cartella esattoriale di mille, che va pagata entro 60 giorni, altrimenti si passa ai pignoramenti? Come può lo Stato arrivare in maniera così violenta, folle, ottusa, cieca nella vita di un contribuente e farlo precipitare nel terrore? E come possiamo meravigliarci, di fronte a queste cose, che i cittadini siano stanchi, delusi, affranti?
controra15maggio
Ci sono strade larghe nei paesi siciliani dove la luce ti mangia gli occhi. Sono vie di case basse a un piano solo. Costruite con i risparmi, a spiccioli, senza un progetto, rettangolari come nei disegni dei bimbi. Tirate su con la propria fatica, impastando il cemento col sudore. Immaginate di essere uno di quei muratori che alleva la sua famiglia nella casa che ha costruito lui. Improvvisa, la crisi: niente lavoro, denti stretti, ce la facciamo, ma non passa, un prestito, lo paghiamo, ci riusciamo, no. La banca non ha pazienza, non aspetta. La casa va all’asta. Arriva l’ufficiale giudiziario: te ne devi andare. Dalla tua casa, quella che hai incollato alla terra con le tue braccia. Che fare? Giovanni Guarascio, 64 anni, ieri, si è dato fuoco. Lo chiamano gesto estremo. Ma il gesto estremo è buttare per strada un uomo. La follia è togliere a qualcuno la casa. Metterlo fuori. Appoggiarlo al muro come un materasso vecchio. Abbiamo perso qualunque umanità. Questa è la vera crisi.
controra20maggio
Papa Francesco, ieri, ha parlato di banche e di povertà. \"Sembra - ha detto - che se le banche stanno male, sia una tragedia, mentre se stanno male le famiglie, se gli uomini non hanno da mangiare, non importi a nessuno\". Per ribadirlo con più forza ha ricordato, con un esempio formidabile, il passo di un\'antica storia: \"Quando cadeva una torre era una tragedia nazionale, veniva punito l\'operaio, perché i mattoni erano preziosi. Ma se cadeva l\'operaio non succedeva niente\". Siamo di nuovo in questo tempo: gli uomini contano meno delle banche, i destini delle persone, meno degli investimenti floridi di pochi ricchi. E\' bello sentire da un\'autorità morale di così grande rilievo un grido di dolore tanto forte. Ma al Papa, oggi, direi questo: spogli la chiesa, santità, apra le porta ai poveri, sciolga lo Ior, venda oro, gioielli e patrimoni, indossi un saio, sia Francesco per davvero. O stia zitto anche lei. Le parole non bastano più.
controra22maggio
In principio furono i bamboccioni. Poi vennero gli sfigati, i fannulloni, i mammoni. In questi anni si sono sfoderati i peggiori insulti ai danni di quella generazione disgraziata di uomini e donne costretta a restare eternamente sotto la protezione familiare. Per molto tempo è sembrata che fosse colpa loro. “Non avete voglia di lavorare”. “Vi piangete addosso”. Quante se ne sono sentite. Solo oggi, di fronte ai numeri, cala almeno il silenzio. Le cifre parlano chiaro. Se si rimane in famiglia, per tanti, troppi anni, non è per mancanza di coraggio. E’ perché non c’è alternativa. Il rapporto annuale Istat è un quadro di dolore. 15 milioni di italiani sono in stato di disagio economico. Milioni di persone tra i 20 e i 40 anni sono aggrappati ai genitori, spesso pensionati, spesso anziani, che non vivranno in eterno. Prima o poi verrà a mancare anche quella boa di salvataggio. A quel punto cosa accadrà? C’è qualcuno che, terminati gli insulti, pensa di farsene carico?
controra27maggio
Lo so, ci sono le elezioni, si vota in grossi comuni come Roma, è un test importante, c\'è un calo spaventoso dei votanti (ma va?). Lo so, a Palermo si apre il processo per la famigerata trattativa Stato-mafia. Lo so, una ragazza di sedici anni è stata bruciata viva da uno di diciassette in un terrificante buco nero di civiltà. Lo so, per i giornali, oggi, le notizie sono altre. Ma per me il fatto importante è uno: Filippo, 34 anni, disoccupato dopo aver perso il lavoro (precario) è stato sorpreso a Roma, in un supermercato, mentre rubava una confezione di prosciutto, una bottiglia di latte e un pezzo di pane. Dieci euro di spesa. Il figlio di 4 anni lo aspettava a casa, affamato. Ovviamente Filippo è stato beccato. Lo aveva già fatto due settimane fa. Preso anche in quel caso. Rubare non è il suo mestiere. Ma ha un bambino, e non ha un reddito. Che doveva fare? Intanto è stato condannato a sei mesi di carcere. Li sconterà a Regina Coeli. Dovremmo parlare solo di questo, oggi.
controra29maggio
Qualcuno la chiama casualità. Altri, più ispirati, parlano di sincronicità, di segno del destino. La morte di Franca Rame, oggi, quando l’Italia discute di violenza sulle donne, di “femminicidio”, di tutela dall’eterna tentazione maschile all’uso del corpo femminile, è una cupa contraddizione. Bellissima, fiera, mai vacua, attrice di valore, militante femminista, Franca Rame ha pagato le sue idee con una violenza inaudita. Verbale, denigratoria, censoria, ma anche fisica. Un gruppo fascista, nel marzo del ‘73, la rapì solo per picchiarla e stuprarla. Per punirla di essere com’era. Il processo arrivò a sentenza dopo 25 anni, con il reato prescritto. Non ha mai avuto giustizia, Franca Rame. Poca solidarietà, in tutti questi anni. La solita Italia di maschi repressi e di femmine complici condannò più lei che le bestie. Immagino il dolore nell’ombra. L’unico modo per ricordarla, oggi, è recuperare le sue battaglie. Cambiare questo Paese a volte così meschino, così piccolo.
controra31maggio
Le cronache ci consegnano, quasi ogni giorno, storie di uomini violenti e miserabili, che perseguitano, molestano, massacrano di botte le donne (per lo più ex compagne) a volte fino ad ammazzarle. Figure maschili meschine, che ci fanno vergognare di appartenere allo stesso genere. Poi, all\'improvviso, compare qualcuno di un altro livello. Maschi come Mimmo, un ragazzo di Potenza che viveva con la sua fidanzata Gilda a Monaco di Baviera. I due, l\'altra sera, giravano sereni in bicicletta in un parco pubblico quando uno sconosciuto, probabilmente ubriaco, ha sputato addosso alla ragazza. Mimmo non aveva visto niente, era più avanti. Lei lo ha raggiunto e gli ha detto la cosa. Il ragazzo è così tornato indietro, per chiedere spiegazioni e rimproverare l\'uomo per quel gesto così insolente. E\' stato ripagato con una coltellata al cuore. Mimmo è morto lì, sul colpo. Solo per difendere Gilda, la sua donna. Esistono anche uomini così, per fortuna.
controra3giugno
L\'altro giorno, a Roma, una ragazza entra in carcere. Aveva avuto una breve relazione con un coetaneo. Lui, ad un certo punto, chiude. Lei ne soffre. Tutto normale. Sono cose che appartengono all\'esperienza comune. Ma lei va oltre. Lo massacra di telefonate e sms. Lo segue ovunque. Lo tormenta. Gli mette tre proiettili sotto lo zerbino. Infine ingaggia due uomini per sfregiarlo con l\'acido. Il ragazzo viene memomato per sempre. Solo a questo punto lei finisce in galera, forse troppo tardi. In passato aveva perseguitato altri. Chi lo fa una volta, in genere, ci ricasca. E\' un infimo virus della personalità. C\'è gente che coltiva nell\'ombra nevrosi profonde; squarci spaventosi in una bassa autostima. Incapacità di reggere il confronto, misurarsi, sostenere un rifiuto. Persone dall\'apparenza inoffensiva si nascondono tra noi. Pericolosi come killer, senza una rete sociale pronta ad isolarli. Mai sottovalutare lo stalking. Mai minimizzare. Ci vuole un attimo per finire in un incubo.
controra5giugno
“Il sazio non crede al digiuno”, dice un proverbio. Succede anche sul lavoro. Quei pochi che hanno stipendio fisso, diritti sindacali, straordinari, festivi, tredicesima, ferie, contributi, fanno una gran fatica a capire l’altra metà del lavoro, quella dei precari. Il Rapporto sui diritti globali dice che in Italia, ormai, sono circa 3 milioni e mezzo. Guadagnano in media 800 euro al mese. La maggior parte è laureata, specializzata, e nemmeno più così giovane visto che corre verso i 40 anni. Una marea umana che affronta ogni giorno di lavoro tirando il fiato, sperando non sia l’ultimo, con il senso di soffocamento che dà una dipendenza totale, un’incertezza assoluta, una paura fottuta. Accanto a loro, magari alla scrivania vicino, hanno spesso un lavoratore garantito che, con meno competenze, lavora la metà, guadagna il triplo, e spesso è il primo a dire che il precario si “lamenta troppo”. Sarebbe bello, per un mese, invertire le parti. Quanto impiegherebbe un garantito a impazzire?
controra-7giu
Vito Crimi, capogruppo Cinque stelle al Senato, comincia a starmi simpatico. Per molti mesi, con i suoi, ha sfidato tutti sul tema della presunta ineleggibilità di Berlusconi (parlamentare da quasi vent\'anni) che si decide nella Giunta per le autorizzazioni del Senato. Ieri, primo atto: si votava il presidente, figura chiave perchè fa il calendario dei lavori. I grillini avevano un loro candidato: Michele Giarrusso. Crimi, componente della Giunta, però, non c\'era. I suoi compagni di gruppo, durante la seduta, si sono guardati intorno disorientati poi si è passati al voto. Giarrusso non ce l\'ha fatta, Crimi non ha votato per il presidente. Sul finire arriva di corsa, con un po\' di affanno. \"Mi sono perso, non trovavo il palazzo\". Ma come? Dovevi aprire il Parlamento come una scatoletta. Dovevi mandarli tutti a casa, cambiare l\'Italia, fare la rivoluzione e arrivi tardi perchè non trovi il palazzo? Vabbè, dai, sarà per la prossima volta.
controra10giugno
Giuseppe La Rosa, dilaniato da una bomba a mano, è solo l\'ultimo. Prima di lui, in Afghanistan, sono morti altri 53 italiani. Scontri a fuoco, bombe, razzi. Sono militari armati in un teatro di guerra, la morte è compagna di viaggio. Ma la domanda, oggi, è un\'altra: che ci fanno lì? La missione è cominciata nel 2003: due anni dopo le Torri gemelle. Gli Usa, contro Al Qaeda, vollero colpire Iraq e Afghanistan, per rovesciare i vecchi regimi e insediare governi amici. Le chiamarono missioni di pace, ma erano guerre. Non dell\'Onu, naturalmente, ma della Nato: 130mila soldati, 90mila americani, 4mila italiani. L\'Italia da allora spende circa 50 milioni di euro al mese. Sono passati 10 anni. Al di là di ogni retorica militarista, o pacifista, qualcuno può spiegare perchè teniamo ancora 4mila soldati lì, e perchè spendiamo tutti questi soldi solo per vederli rientrare cadaveri nelle bandiere? Si possono utilizzare meglio queste risorse? Io penso di sì. È ora di farli tornare. Vivi.
controra12giugno
Avanza un nuovo bullismo, quello via Internet. Insulti, calunnie, persecuzioni, spesso alimentate da razzismo e fanatismo politico. Il social web, straordinario luogo di libertà creativa, piazza aperta per idee e gioco, è travolto da uno tsunami di fango. Chiara, 15 anni, ha scritto una lettera al presidente della Camera: da mesi alcuni compagni di scuola la diffamano su Facebook. E’ disperata, non sa come difendersi. Secondo uno studio di Save the Children, un adolescente su 4 ha subito atti di cyberbullismo, ricavandone danni psicologici. Il Consiglio d\'Europa ha lanciato la campagna \"No hate speech\", contro l’odio online. Il problema, però, è cosa fare. Nessun bavaglio – si sente -, valgono le stesse leggi della vita reale. Ma il social web - questo ibrido tra pubblico e privato - è un fatto tutto nuovo. I rischi sono alti. Quello maggiore è che il tutto si autodistrugga. Come succede a certe città invivibili, le persone migliori, a un certo punto, si stancano e se ne vanno.
controra17giugno
Un giro da 17 miliardi, 28mila persone denunciate, 8mila sequestri, più di 34mila reati. Sono i numeri - incredibili - del rapporto di Legambiente sulle Ecomafie, presentato stamattina a Roma. Si parla di reati ambientali: traffico di rifiuti, abusivismo edilizio, incendi dolosi, illeciti contro il patrimonio naturale. L\'Italia è uno dei Paesi più belli al mondo. Con la sua forma bizzarra, è accarezzato da un vento docile, da un sole amorevole; scorre tra montagne ricche, laghi luminosi e un mare senza uguali. Una visione. Eppure proprio noi, come indegni di tanta fortuna, saccheggiamo il nostro forziere e lo lasciamo arido. La metà di questi illeciti si compie in quattro regioni del Sud: Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. Probabilmente sono le più belle d\'Italia. Le più belle del Paese più bello. E, curiosamente, qui l\'istinto di sfregiarsi da soli diventa irresistibile. Una condanna psicotica. Come i pazzi, che prima danno le testate al muro e poi piangono di dolore.
controra19giugno
Circa 100 migranti africani, nel tentativo di raggiungere l’Italia, qualche notte fa, sono rimasti aggrappati in mare a una gabbia per tonni. Giunti i soccorsi, in 7 avevano mollato già la presa, annegando. Ormai, con l’estate, quasi siamo abituati a queste terribili vicende. A lasciare stupefatti, invece, sono certe dichiarazioni, come quella di Anna Giovacchini, della Lega nord di Monza. “Quindi le gabbie dei tonni – ha detto - non solo uccidono i poveri pesci ma danneggiano anche gli italiani! Un motivo in più per non mangiare tonno!\". Come definire una persona con tanta ottusa insensibilità, così becero razzismo? Non trovo la parola. La signora, del resto, è in ottima compagnia. Pochi mesi fa un segretario locale della Lega si rammaricò che non fossero morti cinesi in un incendio a Monza. Poco dopo, sempre una consigliera della Lega, ha incitato il Vesuvio a spazzare Napoli. Ah, forse c’è la parola per definire questi personaggi indegni della civiltà. Leghisti, mi sembra perfetta.
controra24giugno
Madiba è un vecchio leone africano, ha la pelle dura, segnata dal sole, e capelli bianchi, e sempre un sorriso con cui ha coperto, come una maschera, tutte le emozioni, quelle che si potevano dire e quelle no. La rabbia di 27 anni di fila in una cella per reati politici, la responsabilità di chiudere la stagione dell\'odio in un Paese che poteva schiantare di vendette, la fatica di portare quel colore, e il dolore per la sua gente, la tristezza per la morte larga che come un vortice, per anni, ha portato tutti giù, bambini, donne, vecchi, solo per una ottusa idea bianca. E poi il riconoscimento, la rinascita, il premio nobel per la pace. Madiba ha la lotta nelle ossa e solo un filo d\'aria nei polmoni. Saluta tutti e parte perchè deve, perchè non c\'è rimedio ma nessuno lo ha ammazzato. \"Me ne vado con le mie gambe, amici\", sembra dire, beffardo, dal letto d\'ospedale, mentre monta ancora una volta il suo ghigno. Il caro, vecchio, enorme sorriso di Madiba, Nelson Mandela.
controra26giugno
Potremmo dire che non ci servono. Potremmo dire che non è con i cacciabombardieri che si costruisce la pace. Potremmo dire che l’articolo 11 della Costituzione ripudia la guerra e quindi anche le armi che la fanno. Potremmo dire che la loro costruzione non porta benefici all’economia nazionale. Potremmo dire che ci stanno ripensando in molti, a cominciare da Gran Bretagna, Olanda e Danimarca. Potremmo dire che sono difettosi, per alcuni addirittura inutilizzabili. Potremmo dire che il mondo moderno si difende con meno armi e più intelligence. Potremmo usare tanti argomenti. Ma per dire no all’acquisto dei 90 aerei da combattimento F35 basta ricordarsi del loro costo, che è tra i 12 e i 15 miliardi di euro, e pensare alle famiglie in ginocchio, ai giovani senza lavoro, agli anziani senza assistenza, agli otto milioni di italiani sotto la soglia di povertà, che si trascinano nella vita quotidiana di questo Paese. Quei soldi spendiamoli per il bisogno sociale. La vera guerra, oggi, è lì.
controra1luglio
Un uomo di 81 anni, l\'altra notte, a Roma, ha ucciso uno dei rapinatori entrati nella sua villa. Secondo la ricostruzione erano in tre, armati, hanno legato e imbavagliato la moglie del proprietario, una donna di 77 anni. L\'uomo li ha sorpresi mentre fuggivano, ha preso la pistola che deteneva regolarmente, e dice di aver esploso quattro colpi in aria. Uno dei ladri è stato, però, centrato ed è morto nel giardino della villa; gli altri sono fuggiti. L\'anziano è stato interrogato e andrà forse a processo. Pare non ci siano i margini per chiamarla legittima difesa. Avrebbe aperto il fuoco su uomini in fuga, che non hanno sparato. Vedremo, ma sono già allibito. E\' giusto processare questo anziano signore? Chi armato entra in una casa, e minaccia, lega, imbavaglia chi ci vive, compie un\'aggressione inaudita. Se un uomo anziano spaventato, arrabbiato, prende la pistola e apre il fuoco, gli si può dare torto? Per me non è un criminale, è una vittima. Io sto dalla sua parte.
controra3luglio
Colpisce e commuove la scelta di papa Francesco di fare il suo primo viaggio pastorale a Lampedusa. Sbarcherà lunedì a Punta Favarola, sul molo dei profughi, su quella lingua di cemento che ogni estate raccoglie dal mare vite zuppe e disperate, corpi neri e freddi, che scappano dalla guerra, dalla fame, dalla miseria, illudendosi di trovare pace sulle sponde meridionali di un’Europa che ormai non sa più sfamare nemmeno i suoi popoli. Colpisce perché in un momento in cui la crisi rinsalda le paure collettive, e ci fa temere ogni cosa, il Papa richiama a un nuovo senso solidale rispetto alla povertà e alla disperazione. Commuove perché arriva così, nel cuore dell’estate, quando riprendono i viaggi, e quando su quello schizzo di roccia nel Mediterraneo si uniscono ricchi e poveri, vacanzieri e immigrati in fuga. Ci salviamo tutti assieme, questo è il messaggio del Papa. Rinunciando ciascuno a qualcosa, per dividerlo con chi sta peggio. A cominciare dalla Chiesa, mi auguro.
controra5luglio
Un ragazzo nella notte di ieri è salito su un muraglione ad Ischia e si è lasciato cadere di sotto, morendo. In tasca un biglietto di scuse alla mamma: “ho perso tutto al gioco”. Tutto erano più o meno mille euro. Chissà cosa è scattato nella mente di questo giovane figlio di operai. La vergogna, il dispiacere, una sensazione di inadeguatezza. Difficile guardare dietro un suicidio. L’istinto più violento è la sopravvivenza. Si farebbe qualsiasi cosa per salvarsi la vita. Poi qualcuno se la toglie. Pare che il giovane fosse spaventato dall’indigenza economica. Si stava affacciando sul mondo del lavoro, guardando l’abisso. Si era legato al gioco come speranza. Forse l’illusione della svolta. Pare che nei Paesi occidentali più è acuta la crisi più cresca il volume d’affari di lotti, riffe, gratta e perdi, bingo e lotterie. E crescono anche i suicidi, come anello finale della catena della falsa speranza, alimentata dal business del gioco. Sicuri che alla fine non si tratti di omicidi?
controra8luglio
C\'è un collegamento tra la visita del Papa a Lampedusa e la morte di quel ragazzo brianzolo di 26 anni, disoccupato, che domenica si è sparato in Brianza perchè non aveva \"neanche più i soldi per le sigarette\". E\' la lettura di una crisi devastante. Non si esce da questo budello stretto con i vecchi schemi. Qui non c\'è più una guerra tra italiani e stranieri, tra i \"nostri\" che perdono il lavoro e \"gli altri\" che ci rubano il lavoro. Qui c\'è una sfida mondiale tra chi accumula sempre maggiore ricchezza, e nella crisi si arricchisce ancora, e chi sprofonda nella povertà anche da posizioni di sicurezza. Il tutto senza riguardo per il colore della pelle, per la provenienza. Questo ci dice lo straordinario gesto del Papa, quando va a recitare la messa di fronte al mare che ha ingoiato il sogno di molti migranti disperati, che oggi sono i neri in cerca dell\'Italia, ma domani - come ieri - potrebbero essere gli italiani che sognano fortuna. Ci dice, umanità, il Papa. Nel dolore, aiutatevi.
controra12luglio
La notizia è arrivata oggi ed è di quelle che aprono il cuore alla speranza. Sei bambini sono guariti da due gravissime malattie genetiche: una provoca un deficit del sistema immunitario e delle piastrine del sangue e un’altra causa la paralisi progressiva di nervi, muscoli e cervello. I ricercatori ci hanno lavorato 15 anni, e hanno fatto un lavoro miracoloso impastando la materia più complessa e affascinante, quella genetica. Hanno corretto il dna di una cellula difettosa con un gene sano assemblato in laboratorio e hanno utilizzato le staminali. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science, e stanno facendo il giro del mondo. A riuscirci, una equipe italiana, messa insieme dall’Ospedale San Raffaele di Milano, e dal gruppo Telethon, proprio quello che viene finanziato con i contributi dei cittadini durante quelle interminabili maratone televisive. Anche per questo, è una vittoria che appartiene un po’ a ciascuno noi. Al cuore degli italiani.
controra15luglio
\"Quando vedo il Ministro Kyenge penso ad un orango\". Non mi colpisce tanto il disgustoso razzismo, in questa frase di Calderoli, quanto la sorpresa di scoprire che lui pensa. L\'autore del \"porcellum\"; il brillante uomo di Stato che insultando Maometto scatenò una rivolta contro l\'ambasciata italiana a Tripoli, dove morirono 11 persone ha un\'attività cerebrale. Incredibile, ma mica tanto. Sono convinto che non ci sia alcuna gaffe dietro questa uscita. C\'è un disegno preciso. Calderoli parla ad un italiano che purtroppo esiste. Ha abbinato il razzismo sul colore della pelle con la battuta sull\'avvenenza, o non, di una donna. La fusione perfetta. Calderoli sa che la \"sua\" gente ama sentire queste cose. Non mi meraviglierei se un sondaggio desse oggi la Lega in salita. Bisogna pur far dimenticare i diamanti, le barche, le case pagate col finanziamento pubblico. Una bella botta di razzismo all\'italiana e tutto passa. Per questo dico che il problema non è Calderoli. Ma chi lo vota.
controra17luglio
In Italia può succedere che 50 poliziotti circondino una villa, facciano irruzione, portino via una donna (moglie di un politico straniero), la tengano ferma per 2 giorni, la consegnino al suo Paese, che la rispedisce in patria con la figlia di 6 anni. Il tutto senza che sia imputata di nulla. Non un reato, un’accusa; ma c’è di più. In Italia può succedere tutto ciò senza che l’autorità sappia. Letta dice che non è stato informato. Bonino lo avrebbe saputo da un’associazione. Alfano ignorava tutto. Il suo capo di gabinetto si è dimesso ma dice che lui sapeva solo dell’arresto di un latitante, non del rimpatrio di moglie e figlia di un dissidente. Un funzionario riferisce che aveva sentito ma non ha approfondito. Un altro dirigente sapeva di un latitante, e niente altro. C’è da restare di ghiaccio. Mi auguro che – com’è successo in altre pagine oscure della storia italiana – mentano tutti. Perché se è vero che nessuno sapeva, o ha capito, è ancora più grave. In che mani siamo?
controra19luglio
Oggi sono ventuno anni che Paolo Borsellino è andato in mille pezzi, con una bomba di mafia, sotto la casa della mamma. Può sembrare ormai rituale, ogni volta, fermarsi su questi anniversari. Commemorare, e poi tornare alla vita qualunque, dimenticando insegnamenti, esempi, parole. Ma per me, oggi, Borsellino significa anche altro dal martire dell\'antimafia: penso alla sua personalità, al carattere, alla sua maniera di essere uomo. Mi viene di paragonarlo agli \"uomini\" che vedo oggi: ministri che dicono di non sapere, presidenti che tirano a campare, magistrati che cercano ribalte mediatiche, altri che provano a fare politica, perdono, rifiutano le sedi, si dimenano, poi accettano posti di sottogoverno. Guardo attonito questa carovana di personalità scolorite e penso che dalla morte di Borsellino - uomo d\'altro tempo - non sembrano passati ventuno anni ma ventuno secoli.
controra22luglio
E\' una vicenda inquietante quella che vede protagonisti Massimo Di Cataldo e la sua ex compagna. Quest\'ultima ha postato su Facebook le foto di un presunto pestaggio subito dal cantante: volto tumefatto, rivoli di sangue. E - particolare raccapricciante - anche un feto che sarebbe stato abortito in seguito alle percosse. Il cantante ha negato parlando di una donna ossessiva che non ha accettato la separazione. La polizia indaga e dovrà verificare molte cose (la mancata denuncia della donna, i presunti precedenti del cantante con la prima moglie). Intanto, però, colpisce la scelta di portare un fatto così intimo e drammatico sui social network. Fare spettacolo anche del dolore, il più profondo. Violare quel riserbo che affida all\'intimità le emozioni più vere, anche gli umanissimi rancori, le frustrazioni, e portare tutto su un palcoscenico. Succede più frequentemente di quanto immaginiamo. Io mi vergognerei. Anzi, lo faccio. Mi vergogno io per loro, ogni volta che vedo cose così.
controra24luglio
Nei prossimi mesi potremmo assistere a rivolte sociali. Lo ha detto Gianroberto Casaleggio. Gli ha fatto eco il presidente della Campania, Stefano Caldoro: “ci saranno disordini per effetto di una povertà che aumenta”. Insomma, facciamoci queste vacanze che in autunno si balla. Chissà poi perché tra qualche mese e non subito. Come se la crisi andasse in ferie. O avesse un timer per cui a ottobre scade il tempo e si scende in piazza. Mi chiedo a cosa servano questi Nostradamus da ombrellone. Caldoro è il Governatore di una grossa regione, è stato parlamentare e ministro. Oltre all’oracolo del disastro, sa dirci cosa intende fare? Casaleggio non so bene che ruolo abbia nel Cinque stelle ma sale al Quirinale insieme a Grillo, è un leader politico. Ha una proposta? Annunciano rivolte, catastrofi. Ma un’idea? Dagli uomini politici mi aspetto la soluzione non l’annuncio dell’Apocalisse. Grazie per averci avvisato ma adesso che dovremmo fare? Ci mettiamo sul balcone e ci godiamo lo show?
controra2settembre
Siete stati all\'estero, avete visto pullman che arrivano in orario, con pensiline, panchine, screen con le informazioni giuste, biglietti che si vendono a bordo, tutti che lo timbrano, tempi di percorrenza certi. Oppure avete visto treni puliti, che arrivano in stazioni ordinate, dove i tabelloni danno notizie vere, con addetti che aiutano, e parlano almeno l\'inglese, oltre alla loro lingua. Oppure avete preso taxi senza la paura di essere fregati, col tassametro in vista, le tariffe esposte, prezzi accessibili, e avete pagato col Pos, avendo anche la ricevuta. Avete comprato caramelle e giornali con la carta di credito, e nessuno ha storto la bocca. Vi hanno sempre dato lo scontrino. Magari avete fatto la fila per un museo, e nessuno ha provato a saltarla. Per le strade, nemmeno una carta. Ora siete tornati, avete visto che ci sono luoghi dove le cose diventano possibili, e vivete sotto shock. Colpa vostra. Ben vi sta. Nessuno vi ha spiegato che è meglio non sapere, meglio non vedere?
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