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Trump critica i Kennedy mentre la nipote di JFK è appena morta: “Sostengo solo loro stessi”

Dopo la morte di Tatiana Schlossberg, nipote di JFK, Trump ha pubblicato dure critiche verso la famiglia, difendendo l’intitolazione a sé stesso del Kennedy Center.
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Donald Trump
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A poche ore dalla prematura scomparsa della giornalista Tatiana Schlossberg, nipote di John Fitzgerald Kennedy e tra gli ultimi discendenti della famiglia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato alcuni messaggi sui suoi canali social contenenti aspre critiche nei confronti dei Kennedy.

Schlossberg è morta il 30 dicembre 2025 all'età di 35 anni in conseguenza di una leucemia mieloide acuta diagnosticata nel 2024, poche ore dopo aver messo al mondo la sua secondogenita.

Trump non ha menzionato direttamente la morte della giornalista, ma ha condiviso alcuni screenshot di sostenitori che prendevano in giro la dinastia politica.

L'attacco: "I Trump sostengono le arti, i Kennedy solo i Kennedy"

Il casus belli nasce in realtà il 18 dicembre, quando la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, annuncia un "voto unanime" per fare aggiungere il nome di Trump al Kennedy Center, edificio di Washington dedicato a JFK dopo il suo assassinio a Dallas nel 1963. Il giorno seguente, la scritta "The Donald Trump and" è stata aggiunta sopra quella preesistente, che recitava "The John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts".

La nuova facciata del Kennedy Center con la doppia intitolazione
La nuova facciata del Kennedy Center con la doppia intitolazione

Ieri, nel pieno dell'interesse mediatico per la scomparsa di Schlossberg, nipote di JFK, Trump si è inserito nel dibattito ri-pubblicando alcuni messaggi: "La famiglia Kennedy ha da tempo trascurato il Kennedy Center".

E ancora: "Non raccolgono fondi per il centro. Non si fanno mai vedere. E l'unico Kennedy che è stato lì di recente è un membro del governo di Trump". Il riferimento è al segretario alla Sanità in carica, Robert Francis Kennedy Jr., nominato non senza polemiche. L'uomo infatti è diventato noto negli anni per le sue posizioni no-vax, e si è imposto nel dibattito pubblico come una figura estremamente controversa, tanto che la stessa Schlossberg espresse giudizi molto severi nei suoi confronti dalle pagine del New Yorker: "Ho guardato dal mio letto d'ospedale mentre Bobby, contro ogni logica e buon senso, veniva nominato. Un imbarazzo per me e per il resto della mia famiglia".

Con una stoccata finale, il presidente in carica dà l'ultimo colpo di grazia, il tutto mentre il corpo di Schlossberg è ancora caldo: "I Trump sono sempre stati sostenitori delle arti. I Kennedy sono sostenitori dei Kennedy".

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