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Siria, la denuncia dell’Osservatorio: “100mila morti dall’inizio della guerra”

Secondo il dossier dell’organizzazione almeno 5.144 vittime sarebbero dei bambini. Ma sui numeri ci sono fonti che parlano di un totale di 263mila morti.
A cura di Davide Falcioni
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L'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha diramato un rapporto sul numero di vittime della guerra. Il conteggio è stato fatto nella forbice di tempo che va dal 18 marzo 2011 al 24 giugno di quest'anno. In totale il numero di caduti sarebbe pari a 100.191, tra i quali 50.200 civili adulti, 5.144 bambini e 3.300 donne di età superiore ai 18 anni. I combattenti deceduti sarebbero 13.359, 2.015 ribelli e 25.407 soldati dell'esercito di Bashar al-Assad; non mancano 2.517 vittime di cui non è stato possibile risalire alla provenienza, e migliaia ancora di guerriglieri stranieri che hanno dato man forte sia all'esercito governativo che agli oppositori. Il dato non si discosta di molto da quello fornito dall'Onu poche settimane, che parlava di 93mila vittime fino all'aprile del 2013. Si consideri che il reperimento dei dati esatti è assai difficoltoso a causa dell'assoluta segretezza che le parti in causa adottano. E si consideri, comunque, che sia i numeri forniti dall'Osservatorio Siriano che quelli forniti dall'Onu potrebbero essere stimati al ribasso. Il numero di decessi segnalati, infatti, è molto più alto (almeno 263mila).

Intanto si allontana sempre di più la possibilità di organizzare colloqui di pace a Ginevra. Pur invocata a gran voce, la conferenza non è stata ancora convocata ufficialmente a causa soprattutto dell'inconciliabilità delle posizioni di Stati Uniti e Russia. I primi appoggiano i ribelli, mentre i secondi difendono l'operato del governo di Bashar al-Assad. Ma a tenere banco è partecipazione dell'Iran e quella di tutte le parti in causa siriane. Intanto il ministro degli esteri Emma Bonino, in visita nei campi profughi siriani in Giordania, ha chiarito che per l'Italia l'unica soluzione al conflitto è quella politica.

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