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Conflitto in Ucraina
1 Ottobre 2022
08:31

Sabotaggio Nord Stream, sono stati i robot della manutenzione a piazzare le bombe: la teoria che accusa la Russia

Dopo le accuse di Putin, nuova ipotesi sulla natura delle esplosioni delle linee del gasdotto Nord Stream 1 e 2. Intanto la nube potrebbe arrivare anche in Italia, ma senza creare nessun pericolo.
A cura di Biagio Chiariello
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"A piazzare le bombe che hanno provocato quattro falle nel gasdotto Nord Stream 1 e 2, a circa 80 metri di profondità nelle zone economiche esclusive di Svezia e Danimarca, potrebbero essere stati i robot di manutenzione che operano all'interno della struttura del gasdotto durante lavori di riparazione": è l'opinione degli esperti riferita dal Guardian.

"Se questa teoria si rivela corretta, la natura sofisticata dell'attacco e la potenza dell'esplosione aggiungerebbero peso ai sospetti che gli attacchi siano stati effettuati da un potere statale, con il dito puntato contro la Russia".

Quattro sono dunque le perdite di gas scoperte a seguito delle esplosioni delle linee del gasdotto Nord Stream 1 e 2, al largo dell’isola danese di Bornholm, nel mar Baltico. Lo ha confermato anche la Guardia Costiera svedese. Due di queste quattro perdite si trovano nella zona economica svedese.

Chi ha fatto esplodere il gasdotto

Sulla natura delle esplosioni circolano ormai diverse ipotesi: il colpo di un sommergibile, di un drone marino o ancora di cariche di Tnt. Nessuna cancelleria infatti dubita ancora sul fatto che le falle non siano il risultato di un incidente ma di un sabotaggio, e il rimpallo di responsabilità è già cominciato.

Fonti di intelligence citate dall'autorevole Spiegel ritengono che gli oleodotti siano stati colpiti in quattro punti da esplosioni con 500 chili di tritolo, l'equivalente della potenza esplosiva di una bomba di aereo.
Secondo media tedeschi, robot telecomandati e subacquei potrebbero essere in grado di visitare i siti delle perdite già in queste ore per calcolare la potenza delle esplosioni.

Le accuse di Putin

Ieri il presidente russo Vladimir Putin ha parlato della questione Nord Stream durante la cerimonia per l'annessione dei territori ucraini occupati. E ha lanciato accuse ben precise. "Gli anglosassoni non si sono accontentati delle sanzioni. Sono passati al sabotaggio e hanno organizzato esplosioni contro i gasdotti Nord Stream che corrono lungo il fondo del Mar Baltico. Così hanno effettivamente iniziato a distruggere l'infrastruttura energetica paneuropea", ha detto.

Nube anche in Italia, ma nessun pericolo

Dopo la fuga di gas dai gasdotti, il livello di metano su Svezia e Norvegia è a livelli record, riferiscono i media dei due Paesi, che parlano di "grande nube". Secondo una simulazione pubblicata dall'istituto di ricerca norvegese Nilu, il metano rilasciato dalle falle si è spostato con il vento su diverse regioni svedesi e norvegesi, raggiungendo addirittura il Regno Unito. La  coda della nube di metano toccherebbe anche sull'Italia. Ma come spiega Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma-Cnr, non c'è alcun pericolo di inquinamento e nemmeno per la salute dei cittadini, dato che la nube si è molto diluita in atmosfera.

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