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Rubava antidolorifici a bimbi ricoverati e se li iniettava fingendo di somministrarli: medico condannato in Usa

Il medio anestesista usava per lui le fiale destinate ai piccoli pazienti gravemente malati e poi le riempiva di soluzione fisiologica. A volte avrebbe usato le sostanze mentre era ancora in ospedale, rimanendo sotto l’effetto di potenti narcotici durante la cura dei pazienti.
A cura di Antonio Palma
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Era incaricato di prescrivere antidolorifici a bimbi ricoverati in gravi condizioni in ospedale ma al contrario, durante i turni di lavoro, il medico rubava i farmaci ai piccoli e se li iniettava fingendo di somministrarli. Per questo un giovane medico anestesista statunitense è stato condannato nei giorni scorsi da un tribunale di Seattle a un anno di libertà vigilata e 200 ore di servizi sociali. L’uomo, Andrew Voegel-Podadera, ha ammesso di aver dirottato a uso personale farmaci antidolorifici e narcotici destinati ai piccoli pazienti mentre si trovava al Seattle Children's Hospital.

Arrestato nel giugno scorso, Voegel-Podadera ha ammesso di aver assunto segretamente fentanil, idromorfone e altri farmaci ad alto potenziale analgesico nel corso di un anno mentre lavorava con i piccoli pazienti tra cui un neonato di 11 giorni e di aver assunto sostanze analoghe anche quando lavorava all'Harborview Medical Center e all'University of Washington Medical Center a partire da gennaio 2024.

Secondo l’accusa, l’uomo prendeva le fiale destinate ai pazienti, sia adulti che minori, e si somministrava il contenuto da solo, poi le riempiva di soluzione fisiologica per farle iniettare, ovviamente senza nessun effetto. A volte avrebbe usato le sostanze mentre era ancora in ospedale, il che significa che era sotto l'effetto di potenti narcotici durante la cura dei pazienti.

"Si è trattato di un reato grave le cui conseguenze avrebbero potuto essere più gravi e tragiche" ha dichiarato infatti il giudice distrettuale. “A lui era stata affidata la cura di pazienti, compresi piccoli e vulnerabili, è agghiacciante pensare che abbia assunto potenti narcotici mentre un neonato aveva bisogno della sua completa e incondizionata attenzione” ha dichiarato invece il procuratore che sosteneva l’accusa, aggiungendo: “Gli anestesisti somministrano dosi precise di farmaci potenti ed eseguono procedure delicate come le intubazioni. Il comportamento di Voegel-Podadera ha messo a rischio i pazienti perché aveva molte più probabilità di commettere errori, e gli errori in questo contesto possono essere fatali".

L'avvocato dell’uomo ha affermato invece che le conseguenze per l'ormai ex medico sono state significative visto che è stato licenziato, ha dovuto rinunciare alla sua registrazione che gli consentiva di prescrivere farmaci e gli è stata revocata la licenza medica per almeno cinque anni.

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