Proteste antigovernative in Iran, Teheran accusa Usa e Israele ma Trump rilancia: “L’Ayatollah potrebbe lasciare”

Il regime teocratico iraniano ha accusato Usa e Israele di fomentare la folla con agenti provocatori parlando di morti e arresti dopo le proteste. Trump minaccia: “L’Ayatollah Ali Khamenei sta cercando un posto dove andare. La situazione sta peggiorando molto”
A cura di Antonio Palma
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Non si fermano le enormi proteste antigovernative in corso da alcuni giorni in Iran con cortei, scontri di piazza e assalti da parte dei manifestanti e repressione della polizia. Anche la notte scorsa i dimostranti hanno marciato attraverso la capitale Teheran ma anche in altre grandi e importanti città compresa Mashhad, luogo di nascita della Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei. Dopo ore di incertezza e silenzio, il regime teocratico si è fatto sentire pubblicamente accusando Usa e Israele di fomentare la folla con agenti provocatori.

"Agenti terroristi di Stati Uniti e Israele” hanno appiccato incendi e scatenato la violenza, recita il messaggio del governo trasmesso dalla Tv di Stato, ritornata a trasmettere dopo le interruzioni di servizio in diversi media statali e semi-ufficiali.  Senza fornire cifre precise, l’emittente e le agenzie di stampa iraniane parlano di alcune vittime negli scontri di piazza e affermano che "alcune" persone sono state arrestate dopo incendi a "auto private, motociclette, camion dei pompieri e autobus".

I video pubblicati online in questi giorni confermano le violenze mostrando enormi folle di manifestanti marciare attraverso la capitale iraniana e altre città, oltre a veicoli ribaltati e bruciati. Le proteste, scoppiate il 28 dicembre contro l'impennata del costo della vita nel Paese mediorientale, sembrano destinate a proseguire con una prova di forza da parte degli oppositori interni. Gli attivisti affermano che finora le forze del regime hanno ucciso già decine di persone ma le proteste proseguiranno. Intanto nel Paese continua anche il blackout informatico e delle comunicazioni con le connessioni Internet assenti e cellulari irraggiungibili.

Il Governo di Teheran intanto accusa i due nemici storici come Israele e Usa, sostenendo che hanno introdotto agenti provocatori per aizzare le folle mettendo in atto anche attacchi a esponenti delle autorità locali. La Repubblica Islamica "non cederà di fronte ai sabotatori" ha affermato la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, in un discorso trasmesso dalla tv di Stato. "Tutti dovrebbero sapere che la Repubblica Islamica è salita al potere con il sangue di centinaia di migliaia di persone onorevoli e non cederà di fronte ai sabotatori", ha aggiunto Khamenei, parlando di elementi sostenuti dall'estero che cercano di destabilizzare il Paese.

La risposta indiretta arriva però da Trump che in un’intervista ha rilanciato sostenendo che la guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei "Potrebbe lasciare, sta cercando un posto dove andare” perché “La situazione sta peggiorando molto". Il presidente degli Stati Uniti, poi è tornato a minacciare l'Iran di "colpirlo molto forte" se le autorità "cominceranno ad uccidere" i manifestanti.  "Ho fatto loro sapere che se cominceranno ad uccidere delle persone, cosa che hanno tendenza a fare durante le proteste, li colpiremo molto duramente".

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