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Conflitto Israelo-Palestinese

Ottocento funzionari USA e UE accusano Israele e i suoi alleati occidentali per la “catastrofe di Gaza”

Oltre 800 tra diplomatici e funzionari di Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito hanno firmato un documento in cui accusano Israele di “gravi violazioni del diritto internazionale” nell’ambito della guerra nella Striscia di Gaza. Accuse anche agli alleati di Tel Aviv, “complici di una delle più gravi catastrofi umanitarie del secolo”.
A cura di Davide Falcioni
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Più di 800 tra diplomatici e funzionari di Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito hanno sottoscritto un documento "transatlantico" in cui accusano Israele di "gravi violazioni del diritto internazionale" nell'ambito della guerra nella Striscia di Gaza a seguito dell'attacco di Hamas del 7 ottobre. I firmatari, anonimi per il timore di ritorsioni politiche, chiedono ai rispettivi governi una reazione più decisa ai crimini di Tel Aviv, accusata di genocidio alla Corte Internazionale di Giustizia. Altrimenti, scrivono i diplomatici, c'è "il rischio di rendersi complici di una delle più gravi catastrofi umanitarie del secolo": fino, potenzialmente, a scenari di "pulizia etnica e genocidio".

Il testo – intitolato "Transatlantic Civil Servants Statement on Gaza" – costituisce il primo documento pubblico in cui alti funzionari delle nazioni storicamente più vicine a Israele accusano apertamente non solo Tel Aviv, ma anche i rispettivi governi per il sostegno alle operazioni militari nella Striscia di Gaza. I firmatari affermano che è loro dovere, come funzionari pubblici, contribuire a migliorare la politica e lavorare nell'interesse delle loro nazioni, nella convinzione che i loro governi debbano cambiare direzione sulla guerra. I firmatari, inoltre, affermano di aver espresso preoccupazioni attraverso canali interni ma di essere stati ignorati.

"Le attuali politiche dei nostri governi indeboliscono la loro posizione morale e minano la loro capacità di difendere la libertà, la giustizia e i diritti umani a livello globale", si legge nella lettera. Viene chiesto di "usare tutti i mezzi necessari, inclusa la fine dell’appoggio militare, per assicurare un cessate il fuoco duraturo e un pieno accesso umanitario a Gaza, il rilascio di tutti gli ostaggi e lo sviluppo di una strategia per la pace duratura che includa uno Stato palestinese sicuro e garanzie per la sicurezza di Israele, in modo che un attacco come quello del 7 ottobre e un’offensiva a Gaza non accadano mai più".

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Il testo prosegue: "I nostri governi hanno dato appoggio pubblico, diplomatico e militare a Israele, senza reali condizioni o senza che debba rendere conto di nulla. E di fronte alla catastrofe umanitaria, hanno fallito nel chiedere un cessate il fuoco e la fine del blocco all’ingresso di cibo, acqua e medicine necessari a Gaza".

La lettera conferma che le uccisioni dei civili palestinesi "potevano essere evitate". E attacca: "Le operazioni militari di Israele non hanno contribuito al suo obiettivo di rilasciare tutti gli ostaggi; e si sta mettendo a rischio il loro benessere, la loro vita e la loro liberazione. Le operazioni militari di Israele hanno ignorato tutte le lezioni importanti sulla lotta al terrorismo raccolte dall’11 settembre in poi, non hanno contribuito all’obiettivo di Israele di sconfiggere Hamas ma anzi aumentato l’attrattiva di Hamas, Hezbollah e altri attori nefasti". I firmatari aggiungono che la strategia israeliana "danneggia non solo la sicurezza di Israele, ma anche la stabilità regionale”, con “un impatto negativo sugli obiettivi di sicurezza dichiarati dai nostri stessi governi".

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