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Conflitto Israelo-Palestinese

Operazione di terra a Rafah, Biden chiama Netanyahu: “No all’attacco senza piano per proteggere i civili”

Dopo l’annuncio di un’imminente operazione di terra sulla città di Rafah, dove si è rifugiata oltre la metà dei 2,3 milioni di abitanti di Gaza, Joe Biden ha chiamato Benjamin Netanyahu. Il presidente Usa ha esortato il premier a non iniziare l’attacco prima di aver messo a punto un “piano credibile e realizzabile” per proteggere la popolazione civile della città. Preoccupati anche gli alleati: “Sarà catastrofe umanitaria.”
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A cura di Eleonora Panseri
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Colloquio telefonico nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 11 febbraio, tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il premier israeliano Benjamin Netanyahu sull'offensiva di terra annunciata da Israele nella città di Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza, al confine con l'Egitto.

La chiamata è arrivata dopo che il Washington Post aveva parlato di un'imminente ‘rottura tra i due leader'. Joe Biden ha ribadito l'obiettivo "condiviso" di vedere Hamas "sconfitto" e di garantire la sicurezza a lungo termine di Israele e del suo popolo, ma ha anche esortato il premier a non iniziare alcuna operazione prima di aver messo a punto un "piano credibile e realizzabile" per proteggere la popolazione civile della città, dove si sono ammassati i profughi di tutta l'area.

Oltre la metà dei 2,3 milioni di abitanti di Gaza è scappata a Rafah e si è stipata in vaste tendopoli e rifugi gestiti dalle Nazioni Unite vicino al confine. Netanyahu ha annunciato l'offensiva e promesso di garantire un "passaggio sicuro" e ha aggiunto che Israele sta "elaborando un piano dettagliato" per spostare gli abitanti di Gaza nelle aree a nord di Rafah, senza tuttavia fornire altri dettagli. "La vittoria è a portata di mano", ha detto il premier, "porteremo i rimanenti battaglioni terroristici di Hamas a Rafah, che è l'ultimo bastione. Quelli che dicono che in nessun caso dovremmo entrare a Rafah, in pratica dicono di perdere la guerra", ha aggiunto.

Gli appelli internazionali: "Operazione a Rafah sarà catastrofe umanitaria"

Una ferma condanna dei "piani israeliani di invadere Rafah" è arrivata dal ministero degli Affari Esteri del Libano, come riporta la testata libanese L'Orient-Le Jour. Oltre a ricordare che Israele sta intanto "continuando la sua guerra incessante su Gaza e l'esodo forzato dei palestinesi", nella nota diffusa dalla diplomazia di Beirut e citata dal giornale, si chiede al Consiglio di sicurezza dell'Onu di "prendere le sue responsabilità adottando una decisione di cessate il fuoco immediato, di aiuti umanitari per i palestinesi e di riconoscimento di uno Stato palestinese con Gerusalemme Est capitale".

L'operazione ha messo immediatamente in allarme anche l'Egitto, che ha minacciato sospendere il trattato di pace di Camp David con Israele, se le truppe israeliane verranno inviate a Rafah. L'Egitto teme un afflusso massiccio di rifugiati a cui potrebbe non essere mai permesso di tornare. Il Cairo ha anche aggiunto che i combattimenti nell'area potrebbero forzare la chiusura del valico, principale via di rifornimento di aiuti a Gaza.

L'Ipotesi di un attacco a Rafah preoccupa anche gli alleati di Israele. "Sono molto preoccupato per la prospettiva di un'offensiva militare su Rafah. Oltre la metà della popolazione di Gaza si rifugia nell'area", ha detto David Cameron, ministro degli esteri britannico. Secondo la ministra degli Esteri olandese Hanke Bruins Slot, una "offensiva su Rafah porterebbe a una catastrofe umanitaria".

"La sofferenza a Rafah è già incredibile. 1,3 milioni di persone cercano protezione dai combattimenti nello spazio più limitato. Un'offensiva dell'esercito israeliano su Rafah sarebbe una catastrofe umanitaria", ha fatto eco la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, annunciando che si recherà in Israele a metà della prossima settimana. "Israele deve difendersi dal terrorismo di Hamas – scrive la ministra tedesca su X – ma allo stesso tempo deve alleviare il più possibile le sofferenze dei civili. Ecco perché è necessaria un'altra pausa nei combattimenti, anche affinché gli ostaggi possano finalmente essere rilasciati. Discuterò le modalità per raggiungere questo obiettivo", ha concluso.

Hamas: "Attacco militare a Rafah significherà cessazione dei negoziati"

Anche Hamas ha replicato a Netanyahu e ha minacciato di sospendere i negoziati sul rilascio degli ostaggi, se Israele dovesse lanciare un'operazione di terra su Rafah. A dirlo è stata una fonte di Hamas citata dal canale televisivo Al-Aqsa e rilanciata dal Jerusalem Post. La fonte ha aggiunto: "Netanyahu sta cercando di sottrarsi all'adempimento dell'accordo con un massacro di massa e un nuovo disastro umanitario a Rafah. Un attacco militare a Rafah significa la cessazione dei negoziati su un accordo".

Intanto, almeno 25 persone sono state uccise e altre decine ferite a seguito di un bombardamento israeliano che ha colpito un edificio residenziale a est di Rafah, secondo quanto reso noto da Al Jazeera. L'emittente ha detto anche che altri due civili sono stati uccisi in quello che una fonte della sicurezza palestinese definisce come un fallito tentativo di omicidio da parte di Tel Aviv di un alto funzionario di Hamas vicino a Beirut, in Libano.

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