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Conflitto Israelo-Palestinese

Guerra a Gaza, almeno 25 palestinesi uccisi dalle bombe israeliane su un edificio a Rafah

È di almeno 25 vittime il bilancio di un raid israeliano su un edificio residenziale di Rafah. Nonostante i massacri Benjamin Netanyahu promette: “Israele fornirà un passaggio sicuro per la popolazione civile”
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A cura di Davide Falcioni
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Almeno 25 persone sono state uccise e altre decine ferite a seguito di un bombardamento israeliano che ha colpito un edificio residenziale a est di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo rende noto Al Jazeera. L'emittente aggiunge inoltre che due civili sono stati uccisi in quello che una fonte della sicurezza palestinese definisce come un fallito tentativo di omicidio da parte di Tel Aviv di un alto funzionario di Hamas vicino a Beirut, in Libano.

Benjamin Netanyahu: "Israele fornirà un passaggio sicuro per la popolazione civile"

In un'intervista all'emittente USA ABC News il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato che la vittoria di Israele contro Hamas "è a portata di mano" e Rafah è la chiave per raggiungerla, ma l'esercito israeliano fornirà "un passaggio sicuro per la popolazione civile". Il primo ministro ha respinto i timori di "una catastrofe" umanitaria, evento che tuttavia è già in corso da mesi in tutta la Striscia di Gaza, come ripetutamente dichiarato anche dall'ONU.

"La vittoria è a portata di mano. Prenderemo i restanti battaglioni terroristici di Hamas e Rafah, che è l'ultimo bastione". Nonostante l'allarme internazionale per la potenziale carneficina che un assalto scatenerebbe in una città affollata da più di un milione di palestinesi, il primo ministro israeliano ha dichiarato che l'offensiva è fondamentale per schiacciare Hamas; e ha garantito che è allo studio "un piano dettagliato per farlo". Netanyahu ha citato le aree a nord di Rafah che sono state sgomberate e che potrebbero essere utilizzate come zone sicure per i civili. "Coloro che dicono che in nessun caso dovremmo entrare a Rafah ci stanno sostanzialmente dicendo di perdere la guerra", ha detto Netanyahu.

Francesca Albanese contro Macron: "L'attacco del 7 ottobre non fu antisemitismo"

Nel frattempo è scontro tra la Francia e la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, l'italiana Francesca Albanese. In un post su X, la giurista 46enne ha criticato le parole del presidente Emmanuel Macron che aveva definito l'attacco di Hamas del 7 ottobre contro Israele come "il più grande massacro antisemita del nostro secolo". Le persone morte quel giorno "non sono state uccise a causa del loro giudaismo, ma in risposta all'oppressione israeliana" e "la Francia e la comunità internazionale non hanno fatto nulla per impedirlo", ha scritto la Albanese.

Il Ministero degli Esteri francese ha replicato ribadendo che quello del 7 ottobre "è il più grande massacro antisemita del 21mo secolo" e "metterlo in discussione è un errore". Parigi ha quindi criticato la relatrice Onu sottolineando che "dare l'impressione di giustificare" l'attacco di Hamas "sotto il nome delle Nazioni Unite è un'onta. Tali commenti sono tanto più scandalosi in quanto la lotta contro l'antisemitismo e tutte le forme di razzismo sono al centro della fondazione" dell'Onu, ha aggiunto il dicastero francese.

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"Sono delusa dal fatto che alcuni abbiano letto il mio tweet come una ‘giustificazione' dei crimini di Hamas del 7/10, che ho più volte condannato fermamente – ha riposto a sua volta la Albanese – Respingo tutto il razzismo, compreso l'antisemitismo: una minaccia globale. Ma spiegare questi crimini come antisemitismo ne oscura la vera causa", ha ribadito la relatrice speciale delle Nazioni Unite.

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