Nell’incendio di Crans-Montana non sono stati usati gli estintori, Moretti: “Pensavano tutti solo a scappare”

Questa mattina Jacques Moretti è arrivato a Sion, nella sede della Procura, per la sua terza udienza, la seconda come imputato. Al centro della discussione c'è il tema della sicurezza del locale: accessibilità delle porte di emergenza e l'utilizzo degli estintori.
Il nuovo interrogatorio di Moretti arriva dopo quelli avvenuti negli scorsi giorni con gli addetti alla sicurezza del Comune di Crans, indagati insieme a Jacques e alla moglie Jessica Maric per l'incendio del bar Le Constellation, durante il quale hanno perso la vita 41 persone e ne sono state ferite 115.
Come apprende Fanpage.it da fonti locali, c'è grande apprensione tra gli avvocati delle parti civili in attesa di porre i propri quesiti a Moretti. Una circostanza non scontata dato che solo pochi giorni fa l'ex responsabile della sicurezza di Crans-Montana, Ken Jacquemoud si è rifiutato "su consiglio dei suoi legali".
L'interrogatorio di Moretti: "Chiedo scusa alle famiglie"

Moretti è arrivato a Sion accompagnato dai suoi legali e dalla moglie Jessica Maric, che sarà sentita domani e che come il marito è indagata per omicidio, lesioni e incendio colposi. L'uomo è arrivato da uomo libero dopo un breve periodo trascorso in carcere terminato a seguito del pagamento della cauzione da parte di un misterioso amico.
L'uomo non era presente nel Constellation la notte della tragedia, al contrario della moglie. Ma secondo quanto è emerso dalla sua testimonianza, nessuno dei quattro estintori presenti nel seminterrato del Constellation è stato usato durante l'incendio di Capodanno: "Tutti pensavano solo a scappare", ha riferito Moretti.
Dalle perizie non sono stati trovati i cartelli catarifrangenti usati per segnalare gli estintori, Moretti però ricorda di averli installati: "Li avevo incollati con un nastro biadesivo, si staccavano facilmente". E poi aggiunge: "Anche in questo palazzo ho controllato e c'è lo stesso problema: si scollano anche qui".
Al centro della discussione ci sono gli unici due controlli effettuati da Jacquemoud nel 2018 e nel 2019. L'addetto del Comune avrebbe avuto troppe poche risorse a disposizione per effettuare dei controlli approfonditi, e infatti secondo Moretti, oltre alla schiuma fonoassorbente.
Secondo Moretti però nel locale c'erano materiali ignifughi: "Per scurire, tipo chalet alpino, il rivestimento in legno del locale sotterraneo del Constellation ho utilizzato un canello a fuoco, anche tra una trave e l'altra dove c'era la schiuma, ma nulla si è incendiato".
Neanche l'impianto di ventilazione del Constellation sarebbe mai stato controllato. Il nodo dell'impianto di ventilazione è fondamentale alla luce delle indagini che si stanno conducendo sulle cause della morte delle 41 vittime. Le cause variano dallo schiacciamento, alle ustioni, e riguardano anche l'intossicazione causata dai fumi della combustione.
Moretti si è quindi rivolto alle famiglie delle vittime, rappresentate a Sion dai loro avvocato: "Chiedo scusa, nessun genitore dovrebbe vivere questa tragedia, non penso ad altro". Il riferimento non è casuale, l'uomo infatti ha incontrato a margine dell'udienza Leila Micheloud, madre di due giovani rimaste ferite nell'incendio e ancora ricoverate in ospedale.
La Procura di Roma dispone sequestro dei telefoni delle vittime
Intanto, la Procura di Roma, nell'inchiesta parallela a quella condotta dalla Svizzera, ha avviato il sequestro probatorio dei telefoni di tutti i ragazzi italiani che hanno perso la vita o sono rimasti feriti nella tragedia.
Il pm Stefano Opilio, titolare del fascicolo per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, e lesioni aggravate, sta raccogliendo i dispositivi in vista dell'indagine forense che comincerà a breve e attraverso cui gli inquirenti sperano di ricostruire le fasi concitate di quella notte.