Bambini soldato arruolati nella guerra che sta insanguinando l'Iraq. Ancora una volta sono i più piccoli le vittime sacrificali di un conflitto, ancora una volta degli innocenti vengono mandati a morire. La notizia è che moltissimi minori sono stati arruolati nell'esercito regolare iracheno, nel tentativo di fermare l'avanzata delle milizie quaediste, che dopo aver conquistato il nord del paese avanzano verso la capitale conquistando giorno dopo giorno nuove città e nuovi villaggi. I bambini soldato talvolta non hanno neppure 10 anni: imbracciano fucili più grandi di loro e li maneggiano con fare da veterani di guerra, in un paese che negli ultimi decenni ha conosciuto solo conflitti.

Le compagnie petrolifere evacuano il personale

Nel frattempo l'avanzata degli uomini dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante procede. Alcune compagnie petrolifere operanti nel paese hanno ordinato l'evacuazione del personale. A renderlo noto è la Cnn, che citando fonti della compagnia statale dell'Iraq ha spiegato come sarebbe in corso una massiccia evacuazione dello staff della Exxon Mobile, mentre British Petroleum avrebbe messo in sicurezza il 20% dei suoi uomini. Anche Petrochina, compagnia cinese tra le più forti nell'area di Baghdad, ha deciso di rispedire a casa i membri dello staff non essenziali. L'Eni, compagnia italiana, al momento non avrebbe intenzione di evacuare.

Conquistata dai quaedisti la principale raffineria del paese

L'allarme non è ingiustificato: i guerriglieri dell'Isis, infatti, hanno tra gli obiettivi conquistare il più alto numero possibile di infrastrutture petrolifere. La scorsa notte, non a caso, è stata presa d'assalto la più grande raffineria del Paese a Baiji, 210 chilometri a nord di Baghdad. I miliziani sono rusciti a penetrare nella struttura aprendosi la strada a colpi di arma da fuoco e, secondo alcune fonti, controllerebbero ormai la maggior parte degli impianti.

Gli USA indecisi tra l'invio delle truppe e la soluzione diplomatica

In questo quadro gli Stati Uniti temporeggiano, indecisi tra un nuovo intervento armato e la ricerca di una soluzione diplomatica. I democratici propendono per quest'ultima opzione e sostengono che sarebbe un errore inviare truppe in Iraq; i Repubblicani, invece, ritengono che sia necessario farlo per fermare l'avanzata quaedista.

Guerra in Siria: rapiti 145 bambini

I miliziani dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante hanno rapito, lo scorso 29 maggio, 145 bambini curdi nel nord della Siria. I piccoli stavano tornando a casa dopo aver effettuato degli esami. La notizia è stata resa nota soltanto nei giorni scorsi Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus).  I genitori di alcuni degli scolari temono che siano sottoposti ad un lavaggio del cervello per poi essere utilizzati come attentatori suicidi. I combattenti jihadisti dell'Isis, che dalla scorsa settimana hanno lanciato un'offensiva nel nord dell'Iraq, controllano vaste regioni anche nel nord della Siria e puntano a formare un Califfato islamico transnazionale.