Peggiora la situazione Covid in Austria. Per la prima volta, dopo il lockdown in primavera, un intero comune è stato messo in quarantena. Si tratta di Kuchl nel Land Salisburgo, da cui non si può entrare nè uscire. Secondo il governatore Wilfred Haslauer, "lo sviluppo dei contagi è drammatico". Con 130 nuovi casi al giorno il Land ha addirittura superato le punte dell'inizio della pandemia. E la curva sta salendo rapidamente, basti pensare che solo una settimana fa vi era un'incidenza di 30 casi ogni 100mila abitanti, mentre oggi è pari 100 su 100mila. Pertanto, tutte le attività commerciali resteranno chiuse, ad eccezione di quelle essenziali, così come chiusi saranno alberghi e ristoranti.

Ma anche negli altri distretti del Paese, a partire da sabato prossimo, verranno applicate alcune significative restrizioni. Secondo Haslauer, gli ospedali con questi ritmi tra due settimane potrebbero già essere al limite. Sempre nel land di Salisburgo, preoccupa la situazione a Tennengau, dove l'incidenza dei contagi è pari a 352,8 casi ogni 100.000 abitanti. Qui scatterà il semaforo rosso Covid che indica il pericolo di contagio su quattro livelli, simile al bollettino valanghe. Il livello più alto riguarda due zone in Tirolo, una nel land Salisburgo e una in Alta Austria. I quartieri di Pongau (distretto di St. Johann) e Flachgau (area di Salisburgo) saranno invece "arancioni" la sera, mentre la capitale dello stato rimarrà appena sotto il "giallo". In tutto il Land viene introdotto l'obbligo di registrazione per i ristoranti, una misura che lo Stato ha rifiutato poche settimane fa per motivi di protezione dei dati. Il coprifuoco alle 22 rimane, ad eccezione che per gli ospiti del settore alberghiero. Inoltre, non più di 100 persone possono assistere ai funerali a livello nazionale. Nel frattempo il governo guidato da Kurz sta preparando un ulteriore giro di vite per evitare un secondo lockdown nazionale.