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Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

Israele assedia Gaza City e ordina evacuazione di un milione di palestinesi, Ue divisa sulle sanzioni

Si sono intensificati gli attacchi dell’esercito israeliano su Gaza City. L’Idf ha ordinato l’evacuazione di 1,2 milioni di persone entro pochi giorni, annunciando che l’escalation militare continuerà. Intanto gli Usa ha negato ai funzionari palestinesi il visto per andare alla prossima assemblea dell’Onu, e i Paesi Ue continuano a essere divisi sulle sanzioni a Tel Aviv.
A cura di Luca Pons
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Gli attacchi militari a Gaza City non si fermano, anzi, aumentano. Ieri l'Idf (Forze di difesa israeliane) ha annunciato lo stop alle pause umanitarie che finora permettevano di evitare bombardamenti per dieci ore al giorno. Ora l'escalation è in corso. Le autorità israeliane hanno fatto sapere che la prossima settimana partirà un ordine di evacuazione: un milione e duecentomila palestinesi dovranno lasciare la città e le aree circostanti nel giro di pochi giorni, per spostarsi al Sud della Striscia oppure verso la costa.

È l'ennesima volta che la popolazione palestinese subisce una deportazione forzata; e anche chi si sposta sa che, anche se ora l'esercito si concentra sul Nord, non c'è alcuna zona della Striscia veramente libera dai bombardamenti. O dalla carestia, certificata dall'Onu. Le vittime degli attacchi registrate finora sono oltre 63mila.

Nel frattempo però il sostegno internazionale a Gaza è debole. Gli Stati Uniti confermano la vicinanza al governo israeliano, bloccando l'accesso alla delegazione palestinese in vista della prossima Assemblea generale dell'Onu. In Europa, oggi i ministri degli Esteri si riuniscono e discuteranno per l'ennesima volta anche delle sanzioni a Israele, a cui Germania e Italia (tra le altre) si oppongono.

Attacco a Gaza City, "crollo totale dei servizi"

A Gaza City, il Comune ha fatto sapere che "centinaia di migliaia di persone si stanno ammassando nel centro e nell'ovest della città", per fuggire. "Non siamo in  grado di fornire nemmeno i servizi minimi. Ogni persona riceve meno di  cinque litri al giorno di acqua per bere e per l'igiene. Stiamo affrontando un crollo totale dei servizi".

Gli attacchi dell'esercito, che si sono intensificati, hanno ucciso diverse persone dalla mattina di oggi, tra cui una donna e suo figlio. Un attacco in un punto di distribuzione di aiuti umanitari ha causato otto vittime. Tra di loro tre bambini. E, come detto, l'Idf mira ad aumentare la violenza. La prossima settimana potrebbero essere schierati i 60mila riservisti che sono già stati richiamati.

Oggi un soldato israeliano è stato ucciso in un attacco da parte di Hamas nella città, circa undici sono stati feriti e quattro sarebbero dispersi. "I piani di Israele di occupare Gaza saranno un  disastro per la sua leadership politica e militare", ha commentato Abu  Obeida, portavoce dell'ala militare di Hamas, citato da Al Jazeera. "Questo aumenterà le possibilità di catturare nuovi soldati". Poi ha parlato degli ostaggi: "Saranno con i nostri combattenti nei luoghi di scontro, nelle stesse  condizioni di pericolo e di vita. Annunceremo ogni prigioniero ucciso nei bombardamenti". Ieri l'esercito israeliano ha recuperato i corpi di due ostaggi rapiti il 7 ottobre 2023.

Gli Usa impediscono alla Palestina l'accesso all'Assemblea Onu

Gli Stati Uniti, schierandosi con il governo di Benjamin Netanyahu, hanno deciso di non concedere alla delegazione palestinese i visti per la partecipazione all'Assemblea generale dell'Onu in programma il 9 settembre. Tra i membri a cui è stato negato l'ingresso ci sarebbe anche il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, secondo quanto riporta il New York Post.

Il pretesto per il rifiuto sarebbe che Abu Mazen non avrebbe mai condannato gli attacchi del 7 ottobre. Cosa non vera, dato che l'ha fatto pubblicamente in una lettera al presidente francese Macron. Il rischio quindi è che l'intera rappresentanza diplomatica della Palestina sia esclusa dell'Assemblea – cosa che andrebbe contro gli accordi previsti dall'Onu con gli Stati Uniti, che ne ospitano la sede.

Ministri degli Esteri Ue discutono sanzioni a Israele, Italia e Germania contro

In Europa, oggi i ministri degli Esteri si incontrano per un meeting informale a Copenhagen. Tra i temi sul tavolo ci saranno anche le sanzioni nei confronti del governo israeliano, ma le divisioni sono ancora fortissime. "Se l'Unione europea non agisce collettivamente ora e non adotta sanzioni contro Israele, quando lo farà? Cosa potrebbe volere di più? I bambini muoiono di fame. È un'attività genocida", ha commentato il ministro irlandese Simon Harris.

Ma è ben diversa la posizione tedesca: "La Germania non sosterrà per il momento le sanzioni contro Israele per la catastrofica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza", ha detto il ministro Johann Wadephul. Il motivo è che queste "difficilmente avranno influenza sul processo decisionale politico di Israele e sulle azioni militari nella Striscia di Gaza", mentre il governo di Berlino ha limitato la fornitura di armi a Tel Aviv, che p una "misura molto mirata, molto importante e molto necessaria".

Anche il governo italiano si oppone alle sanzioni. Negli ultimi giorni il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che si sta ragionando solamente sull'aumentare e allargare le sanzioni che già colpiscono i coloni israeliani che occupano illegalmente la Cisgiordania: "A Israele continuiamo a dire basta", ha detto Tajani ai giornalisti, per poi specificare: "Decidere le sanzioni ai coloni è già un messaggio forte in direzione della difesa delle fondamenta di uno Stato palestinese. Quindi cominciamo con i coloni poi vediamo". Secondo alcuni retroscena ci sarebbe anche l'ipotesi di sanzioni a specifici ministri, ma Tajani non ne ha parlato.

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