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Covid 19
23 Ottobre 2021
09:30

In quali Paesi europei il Covid è in crescita (e in cui tornano restrizioni e lockdown)

Dove è in crescita la curva del contagio Covid in Europa? Dalla Lettonia alla Bulgaria, dalla Romania all’Ucraina fino alla Russia, ecco dove il virus circola in maniera sostenuta, costringendo i governi locale ad adottare di nuovo misure restrittive e veri e propri lockdown. L’impennata di infezioni e decessi è collegata al fallimento delle campagne di vaccinazione.
A cura di Ida Artiaco
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Mentre nei Paesi dell'Europa occidentale, Italia inclusa, si torna gradualmente alla normalità, con l'allentamento delle restrizioni anti Covid, sul versante opposto, quello orientale, i governi sono alle prese con la più dura ondata Covid dall'inizio della pandemia. Dalla Lettonia alla Bulgaria, passando per la Romania e l'Ucraina, negli ultimi giorni si sta assistendo ad una significativa crescita del numero di infezioni e morti, con un ritorno alle misure restrittive, ed in un caso anche al lockdown, per arrestare la diffusione del contagio. A queste si aggiunga la Russia, dove sono state dichiarate nove giornate non lavorative fino al 7 novembre. Non è un caso che tutti questi Paesi presentino tassi di vaccinazione della popolazione molto bassi rispetto al resto dell'Ue. Ecco cosa sta succedendo.

In Lettonia il tasso di incidenza pro capite più alto del mondo

Allerta in Lettonia, dove torna il lockdown. Dal 21 ottobre e fino al  prossimo 15 novembre è infatti in vigore un coprifuoco dalle 20 alle 5 di mattina, non si potrà uscire di casa mentre nelle restanti ore della giornata lo si potrà fare solo per motivi urgenti ed essenziali, e resterà gran parte dei negozi, oltre ad essere vietati gli assembramenti, anche negli spazi esterni. Qui è stata registrata una incidenza di 1.406 infezioni ogni 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni, il tasso pro capite più elevato globalmente sino al 20 ottobre, secondo un calcolo dell'agenzia Afp. A peggiorare la situazione, oltre all'arrivo della stagione fredda e la presenza della variante Delta, ormai dominante, c'è il fallimento della campagna di vaccinazione: secondo quanto riferito dal sito Our World in Data, appena il 49 per cento della popolazione è completamente vaccinata ed il 53,2 per cento ha ricevuto almeno una dose.

Record di non vaccinati in Bulgaria: arriva il Green pass

Campagna vaccinale zoppicante anche in Bulgaria, che è al momento il Paese europeo con il tasso di vaccinazione più basso: qui solo il 20% della popolazione ha ricevuto due dosi. Oltre ad una impennata di casi e decessi, si registra l'aumento del 30% dei ricoveri. Dal 21 ottobre è obbligatorio presentare il certificato verde per poter entrare nei luoghi al chiuso, a eccezione di farmacie, banche, negozi per generi alimentari, trasporto pubblico e gli uffici di amministrazione pubblica. Molte le proteste con migliaia di persone che sono scese in piazza per manifestare contro il pass, con manifestazioni organizzate dai partiti nazionalisti Vasrazhdane e Ataka.

In Romania scuole chiuse per 2 settimane

Record di decessi Covid in Romania, dove si conta un morto ogni 5 minuti. C'è anche un 16enne tra le ultime vittime del virus. Anche qui come nei Paesi vicini c'è il problema legato al fallimento della campagna di vaccinazione: solo il 35 per cento della popolazione adulta è completamente vaccinata, contro il 74 per cento dell'intera Unione europea, piazzandosi al penultimo posto della classifica avanti solo alla Bulgaria. Una situazione difficile, che ha costretto l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ad inviare un esperto nel Paese per aiutare a rafforzare la sua risposta pandemica e ha promesso 34mila test rapidi e 200 concentratori d’ossigeno per i pazienti Covid. Il presidente Klaus Iohannis ha annunciato che le scuole saranno chiuse per due settimane a partire da lunedì 25 ottobre, mentre ci sarà anche un coprifuoco notturno per le persone che non sono state vaccinate. L’uso della mascherina sarà obbligatorio ovunque.

In Ucraina il 95% dei ricoverati non è vaccinato

Anche l'Ucraina ha registrato ieri, per il terzo giorno consecutivo, un record di decessi, ben 614 in 24 ore, che fanno seguito ai 546 di ieri e ai 538 del giorno precedente, per un totale di 1.698 letalità in appena tre giorni. Per cercare di arginare i contagi, anche nelle principali stazioni ferroviarie ucraine sono stati allestiti centri vaccinali e diagnostici. Secondo il ministero della Sanità, il 95% delle persone ricoverate per Covid la scorsa settimana non era vaccinato. Su una popolazione di 44 milioni milioni di persone, solo in sette milioni sono completamente vaccinate mentre 8,3 milioni hanno ricevuto almeno una dose.

In Serbia Green pass per accedere a ristoranti e bar

In Serbia il governo ha annunciato l’obbligo del pass vaccinale nelle ore serali per ristoranti, caffè, bar e altri locali al chiuso. La misura restrittiva entra in vigore dal 23 ottobre e varrà dalle 22 in poi, l’ora di maggiore affollamento dei locali. La situazione, secondo la premier Ana Brnabic, è catastrofica, con una campagna vaccinale che procede molto a rilento e la popolazione che non mostra interesse all’osservanza delle misure di prevenzione anticovid. Con la prima dose, ha detto, è stato vaccinato il 54,6%, con la seconda appena il 52,5%, mentre quasi il 15% ha ricevuto la terza dose. Nelle terapie intensive oltre il 90% dei pazienti non è vaccinato, e a contrarre il contagio sono ora anche tanti giovani.

Cosa sta succedendo in Russia

A preoccupare è anche la situazione in Russia, dove da giorni il numero dei decessi per Covid supera quota mille, mai così tanti dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Putin ha invitato i suoi concittadini a farsi vaccinare: anche qui solo poco più del 30% della popolazione vaccinabile ha completato il ciclo. Per questo, il governo federale nove "giornate non lavorative", dal 30 ottobre al 7 novembre, in concomitanza con la Festa dell'Unità nazionale, che cade giovedì 4. Non si tratta di un vero e proprio lockdown, ma in questo modo, pur con il mantenimento della retribuzione dei dipendenti, verranno chiuse le attività non essenziali, dai ristoranti ai musei ai parchi pubblici.

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