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Guerra in Ucraina

In che modo la Russia sta conducendo l’offensiva per il primo anniversario dell’invasione dell’Ucraina

Il professor Gastone Breccia, storico ed esperto di teoria militare: “L’offensiva russa in Donbass è già in corso. Stanno spingendo molto con reparti di fanteria per costringere gli ucraini a fare ricorso alle loro riserve. Tra alcune settimane Mosca tenterà di sfondare con mezzi corazzati”.
Intervista a Gastone Breccia
Storico, esperto di teoria militare
A cura di Davide Falcioni
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Il Ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov, parlando due giorni fa dalla Francia, ha affermato che la Russia starebbe pianificando una grande offensiva in occasione del primo anniversario dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, il 24 febbraio prossimo. Intervistato da BfmTv il membro del governo di Kiev ha spiegato che il Cremlino avrebbe ordinato il dispiegamento di migliaia di uomini in vista di un futuro attacco e che sarebbero 500mila i soldati russi mobilitati e impiegabili sul campo nei prossimi mesi.

Anche l'Institute for the Study of War (ISW) –  think tank statunitense impegnato nell'analisi del conflitto – ha confermato che Mosca intenderebbe lanciare un'"azione decisiva" nelle prossime settimane, una "grande offensiva" nei territori orientali dell’Ucraina. Per questa ragione i comandanti ucraini starebbero cercando di stabilizzare il fronte "e preparando una controffensiva" che – secondo Reznikov – dovrebbe scattare prima dell'avanzata russa.

Ma cosa dobbiamo attenderci nelle prossime settimane? E quali saranno le finalità strategiche dell’attacco russo? Fanpage.it ha interpellato il professor Gastone Breccia, storico ed esperto di teoria militare.

Il professor Gastone Breccia
Il professor Gastone Breccia

Professore, innanzitutto qual è la situazione sul campo in questi giorni?

Per gli ucraini la situazione è sicuramente molto, molto difficile. I russi stanno impiegando notevoli forze di fanteria, sacrificando molti uomini soprattutto nella zona di Bakhmut, città che stanno aggirando da sud-ovest non essendo riusciti a conquistarla frontalmente. Per il momento gli ucraini stanno ancora resistendo, ma sono di giorno in giorno più in difficoltà.

È già cominciata l’offensiva russa del primo anniversario dell'invasione?

Sì, ritengo che quell'offensiva sia già cominciata. I russi – correttamente, da un punto di vista militare – hanno in mente questa strategia: dare vita a una fase di grosso attrito in cui non badare ai numeri delle perdite pur di infliggerne quasi altrettante agli ucraini. Stanno quindi spingendo molto con reparti di fanteria allo scopo di costringere il più possibile gli ucraini a fare ricorso alle loro riserve per difendere il fronte. Dopo alcune settimane di pressione, che non necessariamente provocheranno grandi avanzate, i russi probabilmente tenteranno di sfondare con mezzi corazzati che al momento non stanno intervenendo in numeri importanti. Insomma, sebbene siamo in una fase di attrito, molto statica, l'offensiva russa ha già avuto inizio. Mi aspetto un tentativo di sfondamento russo con mezzi corazzati nelle prossime settimane.

Qual è la finalità strategica dell'offensiva russa? Dove vuole arrivare Putin?

Credo che la Russia voglia conquistare ancora una grande fetta di territorio del Donbass, spingendosi almeno fino alla città di Kramatorsk. A quel punto, ma si tratta solo di un'ipotesi, Putin potrebbe fermarsi e intavolare un negoziato controllando la Crimea, una fascia del Mare di Azov e l'intero Donbass. Si tratterebbe per lui di un grosso ridimensionamento rispetto agli obiettivi iniziali, che prevedevano il rovesciamento del governo di Kiev.

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Questo però non è assolutamente accettabile per gli ucraini.

Esatto, gli ucraini non hanno nessuna intenzione di lasciare a Putin porzioni del loro territorio.

Due giorni fa il Ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov ha dichiarato che Kiev potrebbe lanciare una controffensiva molto presto, addirittura prima ancora che si concluda quella russa. È un’ipotesi verosimile?

Mi sembra assolutamente inverosimile e credo si tratterebbe anche di una grave imprudenza. Dovrebbero infatti impiegare le poche riserve corazzate di cui dispongono per un tentativo di sfondamento che – qualora fallisse – impedirebbe loro di rispondere a un nuovo attacco russo. Insomma, se quello che dice Oleksii Reznikov fosse vero sarebbe un importante errore strategico.

Nei prossimi mesi Kiev riceverà poco più di cento carri armati occidentali tra Leopard 2, Abrams e Challenger. Come dovrà impiegarli?

I carri occidentali arriveranno col contagocce. Come se non bastasse servirà tempo per addestrare i soldati ucraini al loro utilizzo. Di conseguenza quei mezzi non saranno mai disponibili per fermare l'offensiva russa attualmente in corso. Potrebbero essere disponibili al massimo per una controffensiva ucraina in estate o inizio autunno. Però attenzione: se a Kiev arriveranno un centinaio di carri non basteranno per lanciare una grossa controffensiva; il loro utilizzo più logico e razionale sarebbe quello di tenerli in riserva e impiegarli per neutralizzare o rintuzzare eventuali sfondamenti russi, sfruttando il logoramento delle loro linee di comunicazione. Basta studiare la storia militare: è quello che fecero anche i tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale quando erano ormai in svantaggio rispetto ai sovietici.

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Per una vera offensiva ucraina quanti mezzi corazzati servirebbero?

Poniamo che volessero riconquistare Mariupol e conseguire così un grandissimo successo strategico: servirebbero almeno 400 carri armati. Quella rappresenterebbe una massa d'urto molto significativa e realmente efficace. Non 80/100 carri…

Veniamo a noi, allora. Sappiamo che i russi non intendono fermarsi, almeno per ora. Sappiamo che gli ucraini resisteranno. Ma qual è la strategia dell'Occidente?

È la grande domanda. Proprio questa mattina leggevo un articolo a questo riguardo sulla rivista statunitense Foreign Affairs: fino a quando continueremo a fornire armi con il contagocce quello che possiamo ottenere – al massimo – è impedire ai russi di arrivare a Kiev, ma non stiamo aiutando affatto l'Ucraina a rovesciare le sorti del conflitto, tantomeno a vincere la guerra. Intendiamoci: potrebbe essere una linea politica ragionevole, ma allora bisognerebbe dirlo chiaramente alle opinioni pubbliche occidentali. "Non vogliamo un'escalation, non vogliamo la disgregazione della Russia perché temiamo che le sue armi nucleari possano finire chissà dove. Ma non vogliamo neanche la sconfitta ucraina". Dobbiamo essere consapevoli che una scelta di questo tipo comporterà una guerra di lunga durata, anche altri 4/5 anni visto che gli ucraini non alzeranno bandiera bianca. L'alternativa, sostenuta da alcuni analisti, è fornire a Kiev tutto ciò che le serve: 500/600 carri armati e aerei da combattimento per cacciare i russi in fretta, o almeno ricacciarli sulle posizioni precedenti al 24 febbraio 2022. Non mi sembra che questa ipotesi al momento sia in discussione. Prepariamoci quindi a una guerra di logoramento molto lunga.

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