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Guerra in Ucraina

Il Ministro della Difesa ucraino: “Mosca pianifica una grande offensiva in vista del 24 febbraio”

Secondo Oleksii Reznikov, ministro della Difesa ucraino, la Russia starebbe preparando una nuova grande offensiva in vista del primo anniversario dall’inizio dell’invasione del Paese, il 24 febbraio prossimo.
A cura di Davide Falcioni
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Oleksii Reznikov, ministro della Difesa ucraino, ha affermato che la Russia starebbe preparando una nuova grande offensiva in vista del primo anniversario dall'inizio dell'invasione del Paese, il 24 febbraio prossimo. Intervistato dall'emittente francese BfmTv il membro del governo ha spiegato che il Cremlino avrebbe ordinato il dispiegamento di migliaia di uomini in vista di un futuro attacco e che sarebbero 500mila i soldati russi mobilitati e impiegabili sul campo nei prossimi mesi.

Riferendosi alla mobilitazione generale ordinata da Mosca nel settembre scorso, che avrebbe dovuto riguardare 300mila soldati di leva, Reznikov ha affermato che i numeri al confine suggeriscono che la dimensione reale potrebbe essere più vicina al mezzo milione, uomini che secondo il Ministro della Difesa verranno verosimilmente impiegati prevalentemente in due aree: il sud dell'Ucraina e l'est, per consolidare i successi conseguiti nel Donbass negli ultimi mesi.

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Anche l'Institute for the Study of War (ISW) –  think tank americano impegnato nell'analisi del conflitto – ha confermato che Mosca intenderebbe intraprendere un'"azione decisiva" nelle prossime settimane lanciando una "grande offensiva" nei territori dell'Ucraina orientale. Per questa ragione i comandanti ucraini starebbero cercando di stabilizzare il fronte "e preparando una controffensiva" che – secondo Reznikov – dovrebbe scattare prima dell'avanzata russa.

Il Ministro della Difesa si è detto fiducioso che "2023 possa essere l'anno della vittoria militare" ucraina, circostanza che si realizzerà però solo se non verrà meno il sostegno occidentale. Non è un caso, infatti, che Reznikov abbia parlato dalla Francia, Paese in cui si è recato per concludere un accordo per l'acquisto di nuovi radar di difesa aerea MG-200, strumenti che "aumenterebbero in modo significativo la capacità delle forze armate di rilevare bersagli aerei, inclusi missili alati e balistici e droni di vario tipo".

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