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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Il responsabile della sicurezza di Crans-Montana era stato messo a tagliare i prati

In tutto il Canton Vallese delle 500 ispezioni annue sulla sicurezza previste dalla legge, ne venivano effettuate solo 119: il responsabile di Crans-Montana era un boscaiolo che doveva anche occuparsi della cura dei prati.
A cura di Davide Falcioni
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Una foto diffusa da BFM cattura il momento in cui è scoppiato l’incendio
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Le indagini sulla strage di Capodanno a Crans-Montana, costata la vita a 41 persone, stanno facendo emergere gravi carenze nella sicurezza non circoscritte solo al bar Costellation, teatro della tragedia, bensì a tutto il Canton Vallese: le violazioni, infatti, sarebbero state sistemiche e avrebbero riguardato numerose località, anche perché chi avrebbe dovuto effettuare i controlli il più delle volte non aveva una formazione specifica adeguata.

È il caso ad esempio di Siméon J., ex responsabile della sicurezza del comune di Crans-Montana, che in realtà aveva una formazione professionale da boscaiolo e aveva seguito un corso antincendio di pochi giorni; il suo predecessore, Christoph B., era invece un venditore di automobili e a sua volta non aveva superato un'ispezione antincendio. Non solo: secondo quanto rivela il quotidiano SonntagsZeitung invece delle 500 ispezioni annue previste dalla legge, ne venivano effettuate solo 119, a quanto pare per una grave carenza di risorse economiche e di personale.

Nel corso dei suoi interrogatori agli inquirenti, Siméon J. avrebbe detto: "Quando lavoravo a Crans-Montana e anche a Evionnaz, ho redatto perizie per richiedere la chiusura di edifici molto pericolosi, che il Cantone Vallese ha rifiutato". Si trattava di edifici che ospitavano alloggi per il personale, "senza compartimenti antincendio e senza alcuna attrezzatura antincendio". Malgrado dopo il disastro del Constellation le ispezioni siano state inasprite e un hotel sia stato anche chiuso, molti edifici a Crans-Montana non rispettano ancora gli standard di sicurezza antincendio.

Stando a quanto sta emergendo ad essere particolarmente carente non è solo la sicurezza di numerosi edifici pubblici del Canton Vallese, ma anche la formazione tecnica degli ispettori. Nel suo interrogatorio, ad esempio, Siméon J. ha riferito che, pur conoscendo le sue mansioni, aveva molti compiti da espletare: esaminava i documenti per le nuove costruzioni, ispezionava gli immobili per rilasciare permessi per nuovi spazi residenziali e commerciali, controllava il funzionamento degli impianti termici di Crans-Montana, "ma ero anche responsabile della falciatura dei prati e dell'elaborazione delle richieste per i fuochi d'artificio", ha dichiarato l'ex addetto alla sicurezza.

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