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Il discorso di Merz: “Vecchio ordine mondiale è finito, frattura Usa-Ue”. E Meloni: “Non condivido”

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, alla conferenza di Monaco, ha detto che il vecchio ordine mondiale “non esiste più”, e che tra Usa ed Europa c’è una “frattura”. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, oggi è intervenuto con parole più concilianti: “Vogliamo un’Europa più forte”. E Meloni ha preso le distanze: “Le critiche al mondo Maga? Non le condivido”.
A cura di Luca Pons
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Ancora una volta, la conferenza di Monaco diventa il palcoscenico su cui si ‘prende il polso' delle relazioni tra Unione europea e Stati Uniti. Un anno fa, era stato il vicepresidente statunitense JD Vance con il suo intervento a sferrare uno degli attacchi più forti all'Europa, con una condanna politica e culturale netta. Ieri, la risposta più o meno esplicita è arrivata dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha parlato di una "frattura" tra Stati Uniti ed Ue. Oggi è toccato al segretario di Stato americano Marco Rubio prendere il palco e provare a ridurre le distanze, a parole.

Merz: "Tra Usa e Ue c'è una frattura, la battaglia culturale Maga non è la nostra"

"L'ordine mondiale del secondo dopoguerra, per quanto imperfetto fosse anche nei suoi momenti migliori, non esiste più". Non ha girato intorno alla questione Merz, ricordando il tono usato dal premier canadese Carney meno di un mese fa. Il nostro compito "come tedeschi e come europei", ha detto il cancelliere, "è accettare questa nuova realtà", che comunque non è un "destino inevitabile".

In questo nuovo equilibrio mondiale, gli Stati Uniti "stanno procedendo nel modo sbagliato". È stata una delle poche critiche dirette rivolte a Washington. E non è mancata una citazione proprio al discorso di Vance, che aveva avuto un impatto durissimo sulla diplomazia europea: "Aveva ragione: tra di noi si è aperta una frattura", ha riconosciuto Merz.

Il leader tedesco, però, ha ribaltato il discorso. Ha delineato i motivi di questa "frattura", sottolineando i punti di forza dell'Europa: "La guerra culturale del Maga negli Stati Uniti non è la nostra. Da noi, la libertà di parola finisce quando questa si rivolge contro la dignità umana e la Costituzione. Noi non crediamo nei dazi doganali e nel protezionismo, ma nel libero scambio. E restiamo fedeli agli accordi sul clima e all'Oms perché convinti che solo insieme potremo risolvere le sfide globali".

Merz ha riconosciuto la frattura, ma non è sembrato intenzionato ad ampliarla. Anzi, ha detto che bisognerebbe "riparare e ravvivare insieme la fiducia transatlantica". Ha ricordato che la Nato è "l'alleanza politica più forte della storia". Ma, proprio in tema di difesa, ha sottolineato che è il momento di diventare più autonomi: "Con il presidente francese ho avviato colloqui riservati sulla deterrenza nucleare europea", sempre in modo "integrato" con la Nato.

La risposta di Rubio: "Destini Usa-Ue sono legati". Ma "siamo pronti a fare la restaurazione da soli"

Il discorso di Merz ha lasciato il segno. La maggior parte dei politici presenti è stata chiamata dai cronisti a commentarlo – per l'Italia c'era il ministro degli Esteri Tajani, dato che Giorgia Meloni non è presente, e il leader di Forza Italia ha sminuito dicendo che "possono esserci differenze, le alleanze si aggiornano, ma va mantenuta la bussola dell’unità dell’Occidente".

Oggi, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato e inevitabilmente il suo discorso è diventato una risposta al cancelliere tedesco. Con toni ben più concilianti di quelli usati da Vance un anno fa.

"Noi americani a volte possiamo sembrare un pò diretti e bruschi nei nostri consigli", ha detto. "Il motivo, amici miei, è che ci teniamo profondamente. Ci sta profondamente a cuore il vostro futuro e il nostro, e se a volte non siamo d'accordo, i nostri disaccordi derivano dalla nostra profonda preoccupazione per un'Europa con cui siamo legati, non solo economicamente, non solo militarmente, siamo legati spiritualmente e culturalmente". A cosa sia dovuta la preoccupazione è presto detto, e su questo l'impostazione resta la stessa di Vance: le "cattive politiche" che hanno "afflitto le nostre società", la "vergogna", la "paura del clima", la "paura della guerra" e naturalmente le "migrazioni di massa".

Rubio ha ribadito il punto a più riprese: "In un'epoca di titoli che annunciano la fine dell'era transatlantica, sia chiaro a tutti che questo non è né il nostro obiettivo né il nostro desiderio". Gli Stati Uniti "non cercano di dividere, ma di rivitalizzare una antica amicizia". E ancora: "Non vogliamo che l'Europa sia debole, altrimenti anche gli Usa saranno più deboli, vogliamo alleati forti". Il capo dei diplomatici americani ha anche colto l'occasione per rettificare una delle uscite più controverse di Donald Trump, quella sul conflitto in Afghanistan. Rubio ha ricordato i soldati statunitensi ed europei che hanno combattuto insieme in quel conflitto.

Attenzione, però. Per il segretario di Stato i rapporti con l'Europa sono utili, ma non necessari. Gli Stati Uniti "si assumeranno ancora una volta il compito della restaurazione e della rinascita, guidati da una visione del futuro tanto fiera quanto sovrana, e vitale quanto il passato della nostra civiltà", ha detto. E ha chiarito: "Siamo pronti, se necessario, a farlo da soli". Per poi addolcire: "Ma la nostra preferenza – ed è anche la nostra speranza – è farlo insieme a voi, i nostri amici qui in Europa".

Meloni: "Non condivido critiche di Merz ai Maga"

Nonostante non si trovi a Monaco, Giorgia Meloni è stata intercettata dai cronisti che le hanno chiesto un commento alle parole di Merz. "Credo che faccia una valutazione corretta quando dice che l’Europa deve occuparsi di se stessa e che deve fare di più", ha risposto inizialmente, cercando di minimizzare le critiche del cancelliere tedesco. "Siamo in una fase molto complessa delle relazioni internazionali, e anche in una fase particolare dei rapporti tra Europa e Stati Uniti. Per esempio sulla sicurezza, sulla colonna europea della Nato: su questo io sono d’accordo, indipendentemente dal rapporto con gli Stati Uniti".

La linea, però, per Meloni è decisamente più filo-Usa: "Lavorare a una maggiore integrazione tra Europa e Stati Uniti, valorizzare quello che ci unisce piuttosto che quello che può dividerci, è molto importante per tutti. In particolare per i Paesi europei".

Di fronte a una domanda secca, però, non si possono più aggirare le differenze: "Se sono d'accordo con le critiche al mondo Maga di Merz? No, non le condivido. Sono valutazioni politiche, ogni leader le fa come ritiene, ma non è un tema di interesse dell'Unione Europea".

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