
Volete qualcosa di cui vergognarci? Eccolo. Il 2025 è stato l’anno con più guerre dal 1945 a oggi, e il secondo anno con più vittime causate dalle guerre dopo il 1994, l’anno del genocidio in Ruanda.
Sono i dati dell’università di Uppsala, in Svezia, che ha un programma di ricerca specifico su questi temi, e sono terrificanti. 65 conflitti armati, di cui 13 classificati come guerre vere e proprie, di cui 8 tra Stati diversi. Il tutto, con 264mila vittime dirette, oltre ovviamente a tutto l’indotto di morte e deprivazione che solo le guerre sanno generare, a partire da 122 milioni di persone che solo lo scorso anno, hanno dovuto abbandonare la loro casa.
Sono numeri di cui vergognarci, perché fotografano, impietosamente, quanto l’umanità riesca a essere autodistruttiva.
Non solo perché siamo una specie che si ammazza per questioni senza senso come un confine, una striscia di terra, rancori millenari, diverse opinioni su divinità che nemmeno sappiamo se esistono, tutta roba che fa realmente dubitare che avere un cervello più grande degli altri animali sia realmente un dono.
Ma anche perché in questa fornace di autodistruzione bruciamo una quantità senza senso di denaro. Solo nel 2025, per dire, abbiamo speso 118,8 miliardi di dollari in armi nucleari, il livello più alto mai registrato. 118 miliardi di dollari per armi che, si spera, non useremo mai, nello stesso pianeta in cui ogni giorno circa 20mila persone muoiono di fame. 15mila dei quali, bambini sotto i 5 anni. Per le bombe atomiche ci sono i soldi, per loro no.
Andiamo avanti? Andiamo avanti. Sapete perché spendiamo quei soldi? Perché ci sono politici che ci raccontano da anni che più ci armiamo, meno ci saranno guerre. Ricordate Meloni in parlamento, per dirne una? Si vis pacem para bellum. Se vuoi la pace, preparati alla guerra. Quando invece è vero e auto-evidente che se produci e compri armi, prima o poi le userai.
Ma la cosa più assurda di tutte è un’altra, ed è quella che non darà pace a chi ci studierà, dal futuro. Che ci siamo rimessi a combattere guerre proprio negli anni in cui l’umanità dovrebbe unirsi per rispondere alla più grave minaccia di sempre alla sua esistenza: quella crisi climatica che l’uomo stesso ha generato. E che non stiamo affrontando perché, per l’appunto, siamo troppo impegnati ad armarci e farci a pezzi.
C’è solo una possibilità logica, in tutta questa storia. Che in qualche modo ci stiamo autodistruggendo, auto eliminando dalla faccia della Terra, per salvare il pianeta da noi stessi. Se è questo che vogliamo, la strada è quella giusta.
Se questo è quel che vorremmo evitare, beh, facciamoci qualche domanda.