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“Ha abusato 459 bambini in tutto il mondo, 360 li abbiamo già identificati”: indagato un uomo australiano

Un 27enne in Australia è accusato di 596 reati online. Secondo la Polizia avrebbe adescato minori su social e giochi in almeno 16 Paesi collezionando migliaia di immagini di abusi.
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Avrebbe abusato di centinaia di bambini e ci sarebbe riuscito sfruttando le piattaforme di gioco online e i social. Questa è la ricostruzione della polizia del Queensland secondo cui un uomo avrebbe abusato di 459 bambini in Australia e in altri 15 paesi.

Si tratta di un 27enne di Maryborough, Australia, arrestato nel febbraio 2025 che giovedì prossimo comparirà in Tribunale a Brisbane. Sui suoi dispositivi elettronici sono stati trovati oltre 23 mila video e immagini di presunti abusi. Le vittime sono tutte minori di età compresa tra i sette e i quindici anni. La maggior parte di loro, circa 200, si trovava in Australia ma gli agenti stanno collaborando con le autorità internazionali per risalire all'identità anche di quelle all'estero. Al momento, infatti, ne sono state identificate 360.

Il 27enne avrebbe preso di mira i bambini nel periodo compreso tra il 2018 e il 2025 attraverso una quantità di profili falsi usando l'identità sia di uomini che di donne. La Polizia non ha riferito quali fossero i siti utilizzati, ma ha fatto sapere che si tratta di piattaforme molto popolari. Nel corso di una conferenza stampa organizzata con i media locali, il capo della polizia del Queensland, Denzil Clark, ha spiegato che le vittime sono state identificate allo scopo di fornire un supporto adeguato dopo il trauma dell'abuso.

Ora l'uomo dovrà rispondere di 244 capi d'imputazione per produzione di materiale pedopornografico, 163 capi d'imputazione per utilizzo di un servizio di trasporto per procurare persone di età inferiore ai 16 anni e 87 per aver avuto rapporti sessuali con un minore.

La grande quantità di materiale da analizzare ha richiesto tempo, spiega la Polizia, e questo spiega la distanza di un anno tra l'arresto e l'avvio del processo: "A causa del volume di immagini e video di bambini presenti sui dispositivi del presunto aggressore, il processo di identificazione ha richiesto tempo, competenza e impegno". In tutto questo tempo, all'uomo è stata rifiutata la libertà su cauzione.

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