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Groenlandia, Macron attacca Trump e il suo “imperialismo”: “L’UE ha delle armi, deve saperle usare”

“Non è il momento per un nuovo imperialismo”, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron al forum economico di Davos, attaccando apertamente Donald Trump: “Preferiamo il rispetto ai bulli”, ha aggiunto, dicendo che l’Europa ha delle “armi” politiche, diplomatiche ed economiche e “deve usarle quando non viene rispettata”.
A cura di Luca Pons
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Al World economic forum di Davos, in Svizzera, il tema più evidente per tutti erano le tensioni internazionali tra Europa e Stati Uniti, concentrate sulla Groenlandia. Ed è stato l'intervento del presidente francese Emmanuel Macron – che indossava un paio di Ray Ban per un problema agli occhi – ad affrontarlo nel modo più diretto.

Macron ha iniziato dicendo che "stiamo attraversando un grande momento di instabilità e squilibri, sia dal punto di vista della sicurezza e della difesa sia dal punto di vista economico", e ha concluso affermando che "non è il momento di perdere tempo con idee folli, di aprire il vaso di Pandora. Non è il momento per un nuovo imperialismo o un nuovo colonialismo". Tutte parole che, in modo più o meno diretto, sono state rivolte proprio a Donald Trump. E che hanno causato reazioni in tutto il mondo.

Macron contro Trump e i leader che lo seguono

Già dai primi momenti del suo discorso, il leader francese ha attaccato il presidente statunitense con una frecciatina: "Ci sono oltre cinquanta guerre in corso, anche se mi dicono che alcune sono risolte". Un riferimento a come Trump ripete ossessivamente di aver fermato numerose guerre (affermazioni spesso approssimative, equivoche o del tutto false).

Macron ha denunciato l'attuale fase di "instabilità", dicendo che sembriamo diretti verso "un mondo senza regole, dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie". Un mondo in "deriva verso l'autocrazia", in cui "il conflitto è diventato la norma".

Le critiche, peraltro, non sono state riservate solamente a Trump, ma anche a chi lo asseconda. "Accettare una sorta di nuovo approccio coloniale non ha senso. E tutti i capi di Stato e di governo e i leader aziendali troppo compiacenti con un tale approccio si assumeranno una grande responsabilità", ha detto il presidente parigino.

Il caso Groenlandia e l'Europa che deve diventare "più forte e più autonoma"

Una parte del discorso di Macron si è concentrata in modo più esplicito sulla crisi in corso, quella riguardante la Groenlandia. In particolare, l'inquilino dell'Eliseo ha detto che gli Usa "mirano apertamente a indebolire e subordinare l'Europa" e che i nuovi dazi imposti da Trump sono "fondamentalmente inaccettabili", soprattutto perché "vengono utilizzati come strumento di pressione contro la sovranità territoriale".

I dazi sono arrivati come reazione alla scelta di alcuni Paesi europei di inviare dei militari in Groenlandia, e con l'avviso che resteranno in vigore fin quando l'isola non sarà "venduta" agli Stati Uniti. Ma "la Francia e l'Europa danno grande importanza alla sovranità e all'indipendenza", e così si spiega il "dispiegamento di nostre forze in Groenlandia", secondo Macron. "Abbiamo dovuto prendere una decisione per quanto riguarda la Groenlandia, senza minacciare nessuno ma semplicemente per sostenere un alleato dell'Europa del Nord, ovvero la Danimarca".

L'appello si è poi rivolto all'Unione europea: "Preferiamo il rispetto ai bulli, e preferiamo lo Stato di diritto alla brutalità". L'Europa "a volte è troppo lenta, certo, e ha bisogno di essere riformata, certo, ma è prevedibile e leale". Ora deve anche diventare "molto più forte e più autonoma". "Di fronte alla brutalizzazione del mondo, la Francia e l'Europa devono difendere un multilateralismo efficace perché è utile ai nostri interessi e quelli di tutti coloro che rifiutano di sottomettersi alla legge della forza".

Questo va fatto con tutti gli strumenti possibili. "L'Europa dispone di armi e deve usarle quando non viene rispettata, quando l'ordine internazionale non viene rispettato". Ad esempio, "lo strumento anti-coercizione economica rappresenta uno strumento potente e l'Europa non dovrebbe esitare a usarlo" come risposta ai dazi. L'Ue deve "imparare a proteggersi", avere più "sovranità economica" e smettere di essere "ingenua". Non solo nei confronti degli Stati Uniti. La Cina, per esempio, "è benvenuta ma deve investire in Europa e trasferire tecnologie, non può solo esportare prodotti finiti che sono stati sussidiati". È necessario "difendere il multilateralismo" e rinforzare i rapporti internazionali per contrastare l'attuale "frammentazione".

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