Non solo questioni economiche e finanziarie, l‘effetto Brexit per la Gran Bretagna significa anche dotarsi di regolamenti appositi in diverse materie della vita quotidiana che dovranno sostituire quelli ora validi nell'ambito dell'Unione Europea. Un compito non di poco conto che da giorni sta tenendo banco nel Parlamento inglese con risultati a volte molto contestati. È il caso ad esempio di una recente risoluzione che in sostanza nega che gli animali possano essere senzienti e avere la capacità di provare “dolore o emozioni”. Il via libera a questa nuova impostazione nella normativa britannica è arrivato dal Parlamento di Londra nell’ambito del dibattito sulla Brexit in cui i deputati devono adottare, modificare o cancellare dall’ordinamento giudiziario nazionale 40 anni di leggi dell’Unione Europea.

Durante il dibattito su quali leggi saranno in vigore dopo marzo 2019, ovvero dopo l’uscita effettiva dall’Unione Europea, i verdi infatti avevano chiesto di inserire la norma Ue secondo cui gli animali “sentono il dolore e le emozioni” in modo simile agli esseri umani.  In effetti la maggior parte della legislazione locale sul benessere degli animali proviene dall'UE. La richiesta però è stata rigettata dalla maggioranza composta dai conservatori secondo i quali gli animali sono già sufficientemente protetti da un'altra norma, l’Animal Welfare Act del 2006. Una decisione, come scrive l’Independent, fortemente criticata dagli animalisti che parlano di "fatto estremamente grave" e "sostanziale passo indietro"

Secondo le associazioni animaliste, infatti, la legge del 2006 non copre la questione della sensibilità per gli animali selvatici e gli animali da laboratorio ma solo per quelli domestici, lasciando ad esempio via libera alle violenze sulle volpi. "Nell'Unione europea, sappiamo che il riconoscimento degli animali come esseri senzienti è stato efficace nel migliorare il benessere degli animali in tutta ‘area, se il Regno Unito deve raggiungere l'obiettivo di raggiungere il più alto livello possibile di benessere degli animali dopo la Brexit, deve fare lo stesso" hanno spiegato gli animalisti.