Non sarà lui a chiedere un nuovo referendum sulla Brexit, ma nel caso in cui i Conservatori dovessero decidere di chiedere di nuovo ai cittadini di esprimersi sulla permanenza del Regno Unito nell’Ue, il leader dei Labour, Jeremy Corbyn, ha già deciso quale dovrà essere la linea del suo partito: votare per il ‘remain’, ovvero per rimanere nell’Unione europea. La decisione è stata comunicata in una mail inviata agli esponenti del partito in cui ha indicato una posizione chiara sul tema Brexit: se il nuovo primo ministro, al posto di Theresa May, decidesse di ridiscutere l’uscita dall’Ue i Labour sarebbero a favore del remain. Una scelta che deriva anche dal confronto con le sigle sindacali vicine ai Labour, che sembrano essere sostenitrici del remain.

Nel suo messaggio agli esponenti del partito Corbyn scrive: “Chiunque diventi il nuovo primo ministro dovrebbe avere la fiducia di mettere il suo accordo di nuovo nelle mani dei cittadini con un voto pubblico. In queste circostanze, voglio rendere chiaro che i Labour farebbero una campagna per il remain contro l’eventualità di un no deal o di un accordo che non protegge l’economia e il lavoro”. Corbyn riconosce che la Brexit è stata divisiva all’interno di tutta la comunità e anche dello stesso partito laburista, ma difende comunque quanto fatto dai Labour negli ultimi tre anni, sostenendo che sia stato giusto rispettare il risultato del referendum del 2016.

In un’intervista alla Bbc, Corbyn ha parlato anche del suo partito, rispondendo a domande sul fatto che sia pro o contro la Brexit: “Noi daremo alle persone la possibilità di scegliere sul tema. Si tratta di qualcosa di davvero importante. Noi rispettiamo il risultato del referendum. Siamo passati attraverso questo lungo processo parlamentare durante gli ultimi tre anni e abbiamo reso molto chiaro che faremo tutto ciò che potremo fare per levare dal tavolo l’opzione no deal o evitare che l’accordo possa essere danneggiato”. C’è però un aspetto su cui Corbyn non chiarisce le sue intenzioni: cosa farebbe sul tema Brexit nel caso di una sua vittoria alle elezioni generali. Il leader laburista non spiega la posizione del suo partito in caso di elezioni generali, ma assicura che la renderà nota “molto velocemente”, se l’evoluzione della vita politica britannica lo richiederà.