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Cosa ci sarà nell’accordo sulla Groenlandia tra Trump e la Nato: Danimarca e Ue restano preoccupate

Trump ha annunciato una “cornice per un futuro accordo” sulla Groenlandia, raggiunto con il segretario della Nato Rutte. Ma ci sono parecchie incognite che non lasciano tranquilla l’Ue e la Danimarca. Tra i temi, una maggiore presenza militare USA sull’isola e le terre rare. Più lontana l’ipotesi di un referendum per spingere i groenlandesi ad avvicinarsi agli americani.
A cura di Luca Pons
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La crisi non è risolta, ma se non altro è rinviata. Ieri, proprio mentre le tensioni tra Stati Uniti ed Europa sembravano prossime a un punto di rottura sulla questione della Groenlandia, Donald Trump ha annunciato che un accordo c'è. O meglio, si tratta di una "cornice per un futuro accordo" emerso dopo l'incontro con il segretario generale della Nato Mark Rutte, già da tempo evidentemente molto accondiscendente nei confronti del presidente statunitense.

Non è chiaro quali paletti siano stati fissati, quali condizioni già concordate, insomma cosa ci sia davvero in questa "cornice". Sembra quasi certo che ci sarà un aumento della presenza militare degli Usa in Groenlandia. Al momento gli States hanno una sola base militare sull'isola, anche se negli anni della Guerra fredda erano arrivati ad avere oltre 10mila soldati nella regione. Allo stesso modo, è probabile che nell'accordo finiranno anche le risorse naturali groenlandesi: su tutte le terre rare, che Trump vorrebbe per sé.

I conti però andranno fatti anche con la Danimarca, che esercita la sovranità sull'isola, e con l'Unione europea. Le alternative sarebbero solo due: un attacco militare – cosa che il presidente, allo stato attuale, ha escluso – oppure convincere la Groenlandia ad entrare anche politicamente e legalmente nella sfera statunitense. Il Daily Mail ha riportato l'ipotesi che Trump voglia offrire un milione di dollari a ciascuno dei 57mila abitanti groenlandesi per indire e approvare un referendum che li faccia avvicinare agli Usa.

Ma per ora sembra quantomeno un piano remoto. Il segretario della Nato Rutte, l'unico presente all'incontro con Trump, ha detto che il tema della sovranità groenlandese "non è stato discusso con il presidente. Abbiamo fondamentalmente discusso di come possiamo attuare la visione del presidente sulla protezione della Groenlandia, ma ovviamente non solo della Groenlandia, di tutto l'Artico".

Trump ha dichiarato a Cnbc che la Nato sarà coinvolta "nel Golden Dome", cioè il nuovo piano di protezione missilistica statunitense che dovrebbe allargarsi anche alla Groenlandia, "e nei diritti minerari" dell'isola. Per il momento tutto resta in aria. Alla domanda su un possibile inizio delle discussioni, il presidente ha risposto semplicemente: "Non ne ho idea". E infatti la stessa Casa Bianca ha confermato che i dettagli vanno ancora definiti.

L'Europa per il momento non ha mostrato grande entusiasmo (con l'eccezione del governo italiano e di pochi altri), anche perché molte incognite restano. Questa sera il Consiglio europeo si riunirà, come da programma, per un vertice straordinario sulla Groenlandia. La minaccia dei dazi – o di un intervento militare – da Washington è saltata, ma potrebbe essere solo rinviata.

In Danimarca la prima ministra Mette Frederiksen ha chiarito che ci sono dei paletti da rispettare: il Paese "desidera continuare a intrattenere un dialogo costruttivo con gli alleati su come rafforzare la sicurezza nell'Artico", ma "nel rispetto della nostra integrità territoriale", ha affermato. Si può "negoziare su tutto ciò che è politico: sicurezza, investimenti, economia", ma non "sulla nostra sovranità". Per poi concludere con un passaggio significativo: "Ovviamente solo la Danimarca e la Groenlandia stesse possono prendere decisioni su questioni riguardanti la Danimarca e la Groenlandia".

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