Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano ucciso nella Repubblica Democratica del Congo, lascia la moglie Zakia Seddiki e tre figli. Originaria di Casablanca, in Marocco, aveva conosciuto il futuro consorte quando era console in quella città. Anche lei era impegnata in Afriva: aveva fondato nel 2017 a Kinshasa la ong Mama Sofia, un’organizzazione che aiuta i bambini di strada con diversi progetti in Rdc (Kinshasa e Congo Centrale). “Sognare un mondo più bello insieme è possibile”, si legge sul sito dell’organizzazione. Parole attribuite proprio a Zakia.

“Le necessità di assistenza in RDC sono così numerose che Mama Sofia ha deciso di operare secondo due diverse modalità. La prima è costituita da ‘Iniziative ed eventi’ ad hoc che intendono dare una risposta immediata a richieste di aiuto per situazioni di grave disagio e difficoltà. La seconda, attraverso la realizzazione di ‘Progetti’ duraturi che, ove possibile, possano auto-mantenersi nel tempo e creare reddito per chi ha più’ bisogno, soprattutto mamme e famiglie in difficoltà in RDC”, si legge sempre tra gli obiettivi del sito dell’ong.

E in tal ottica, Zakia stava per costruire una casa per i bimbi meno fortunati con dei fondi messi a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana. La donna era stata premiata con il marito lo scorso ottobre con il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace 2020. "Non si può essere ciechi davanti a situazioni difficili che hanno come protagonisti i bambini. È necessario agire per dare loro un futuro migliore. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di ridisegnare il mondo", aveva dichiarato in quell'occasione.