Afghanistan: le torrette sui Lince che possono salvare i militari

Fin dal suo esordio il blindato Lince in dotazione al nostro esercito e impiegato nelle missioni all'estero soprattutto in Afghanistan è stato molto apprezzato per la sicurezza che garantiva ai militari rispetto ad altri veicoli, ma allo stesso tempo criticato soprattutto per un punto debole, la torretta scoperta. La stessa torretta da dove pochi giorni fa è entrata la bomba a mano che ha ucciso il capitano dei bersaglieri LaRosa. Il pericolo maggiore in realtà è per il mitragliere che si trova sopra la torretta e che rimane per tutto il tempo esposto agli attacchi. Una soluzione al problema in realtà già c'è da tempo, una torretta telecomandata con un joystick dall'interno del mezzo che rende il Lince definitivamente blindato anche nella parte superiore.
Le mitragliatrici telecomandate a distanza con uno schermo Lcd dall'interno del Lince sono tutt'altro che un prototipo visto che sono già largamente utilizzate sugli stessi mezzi Lince in dotazione ad altri eserciti impegnati in Afghanistan tra cui quello britannico. Per quanto riguarda l'Italia invece le nuove torrette devono ancora essere montate visto che i primi 40 esemplari sono attualmente "in consegna" e difficilmente tutti i Lince saranno dotati della nuova arma per mancanza di soldi anche perché ognuna costa circa 250mila euro. In realtà l'Italia avrebbe potuto risolvere diversamente il problema affidandosi ad un sistema più spartano di torretta automatizzata meno costoso, circa 40mila euro, prodotto sempre da un'azienda italiana che aveva vinto un concorso indetto dal "Polo di mantenimento delle armi leggere" delle Forze Armate ma poi tutto è saltato e la commessa è andata ad una controllata di Finmeccanica.