Quattro giorni di lavoro a settimana e weekend lungo. L’esperimento in Giappone

Lavorare meno, lavorare tutti: è stato uno degli slogan storici della sinistra radicale in Europa, che negli scorsi hanno ha più volte scandito sostenendo la necessità di ridurre l'orario di lavoro per dare la possibilità a più persone di essere impiegate, quindi percepire uno stipendio e – per finire – far "circolare" l'economia. Le cose stanno però molto diversamente e quasi ovunque si lavorano le 40 ore canoniche settimanali, dal lunedì al venerdì, anche se non pochi sono impiegati anche il sabato e la domenica. Ebbene, in Giappone sta per partire una sperimentazione assai interessante: il marchio di moda Uniqlo proporrà a 10mila lavoratori del settore commerciale di essere operativi non 5, bensì quattro giorni alla settimana, in modo tale da poter godere di un weekend lungo tre giorni. Attenzione però: i dipendenti dovranno comunque coprire le 40 ore canoniche di lavoro allungando i turni da 8 a 10 ore. Ciò consentirebbe di concentrare gli sforzi per poco più di metà settimana ma essere completamente liberi i restanti tre giorni. L'esperimento riguarderà i lavoratori dei negozi del marchio Uniqlo ma se i risultati saranno positivi verrà esteso anche agli impiegati e alle altre figure professionali.
Quella della settimana breve è un'idea che prende sempre più piede tra gli studiosi, ma fatica a fare breccia nelle aziende. Già nel 1928 John Maynard Keynes preconizzò che nel 2028 la giornata lavorativa "tipo" durerà "circa tre ore al giorno". Difficile che la "profezia" si avveri: intanto però fior di ricercatori sostengono i benefici di una settimana lavorativa breve, tanto che persino l'ufficio delle nazioni Unite che si occupa di lavoro ha promosso la svolta: ne beneficerebbero l'ambiente, la salute e la produttività dei dipendenti. Insomma, a quanto pare sarebbero molti più i pro che i contro. Non resta che attendere i feedback dell'esperimento giapponese.