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Conflitto in Ucraina
20 Maggio 2022
14:48

Perché il grano ucraino è bloccato nei porti e rischia di provocare una carestia globale

Il grano ucraino è bloccato dai russi nei silos dei porti di Mariupol, Kherson, Mykolaïv, Odessa. Ora il G7 sta provando ad elaborare strategie alternative per evitare la carestia globale.
A cura di Giacomo Andreoli
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Mariupol, Kherson, Mykolaïv, Odessa. La Russia ha imposto oramai da più di un mese un blocco navale nei principali porti ucraini nel Mar Nero per fiaccare l'economia di Kiev. La mossa, però, sta causando un effetto cascata che rischia di portare verso una vera e propria carestia globale, a partire dai Paesi dell'Africa (con l'Uganda in prima fila). Questo perché ad essere bloccate sono le esportazioni di grano, girasole e colza, causando inflazione e carenze in tutto il mondo.

Kiev e Mosca, infatti, coprono circa il 30% delle esportazioni di frumento e ora le catene di approvvigionamento sono ridotte dal conflitto in corso. L'Ucraina da sola produce fino alla metà dei semi di girasole del mondo, un decimo di grano (nei silos del Paese sono bloccate 25 milioni di tonnellate di grano) e quasi un quinto di orzo e colza. Ad aprile è stato esportato solo circa 1 milione di tonnellate tra cereali e semi, rispetto a oltre 5 milioni di tonnellate di grano e 700.000 tonnellate di semi oleosi al mese in un anno normale. In questo modo i prezzi sono saliti alle stelle, soprattutto in Africa, dove il prezzo del pane è già più che raddoppiato e ci sono Paesi in cui l'import di grano arriva a superare il 90%. A tutto ciò si aggiunge il fatto che l'India, che è il secondo produttore di grano al mondo, per proteggere il suo mercato ha bloccato le sue esportazioni di grano.

Per provare a risolvere il problema il G7 sta tenendo colloqui urgenti con i Paesi dell'Est Europa per provare ad aprire delle rotte alternative che superino il blocco russo. L'idea è di far viaggiare i beni su 10mila camion dall'Ucraina ai porti rumeni e baltici, per poi far partire da lì le navi per tutto il mondo.

In Ucraina si sta già provando a sostituire le esportazioni via mare con autocarri e treni che viaggiano via terra, ma i collegamenti sono ostacolati in tutto il Paese. Secondo il presidente della società ucraina Mhp, John Rich, però, strade e ferrovie potrebbero sostituire poco più di un quarto della capacità garantita dai porti ucraini. Non solo: ci sarebbe bisogno di troppo tempo per ristabilire i collegamenti, almeno in queste condizioni. Secondo Rich, quindi, "senza una soluzione molti sarebbero riluttanti a piantare per l'inverno".

La produzione di grano, olio di girasole e altri raccolti in Ucraina quest'anno dovrebbe diminuire di circa il 35%. Per il governatore della Banca d'Inghilterra il conflitto in Ucraina ha determinato l'inflazione più alta nel Regno Unito da trent'anni a questa parte. Andrew Bailey ha avvertito che i prezzi alimentari "apocalittici" che si stanno vedendo potrebbero avere un impatto disastroso a trecentosessanta gradi sull'Occidente e sui poveri del mondo. La situazione del grano, infatti, ha effetti pericolosi anche su tutto il resto della filiera alimentare. Il prezzo del riso, ad esempio, è salito del 21% nell'ultimo anno secondo un'analisi della Coldiretti. Il costo dei grassi vegetali è aumentato del 46%, quello dei cereali del 34%. Quindi ci sono i prodotti a base di latte (24%), lo zucchero (22%) e la carne (17%). In generale, così, i prezzi dei prodotti alimentari mondiali sono cresciuti del 30% rispetto ad aprile 2021.

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