Nessun giudizio negativo né correzioni richieste, ma nel giudizio della Commissione europea sulla manovra dell’Italia ci sono anche sottolineature importanti, riguardanti soprattutto alcune misure che sembrano non avere una copertura finanziaria. L’esecutivo europeo fornisce il giudizio sulla bozza Italiana del Documento programmatico di bilancio (Dpb), sostenendo che “è in linea con le raccomandazioni” del Consiglio Ue. “Molte delle misure stanno sostenendo l’attività economica di fronte a una considerevole incertezza. Ma alcune misure non sembrano temporanee o finanziate da misure di copertura”, sottolinea la Commissione.

Le misure temporanee e quelle non finanziate

Nel documento italiano le misure temporanee pesano per lo 0,3% del Pil, ma per le misure che “non sembrano temporanee o finanziate da misure di copertura” l’incidenza è dell’1,1%. Le misure contestate “in particolare includono il taglio nella contribuzione sociale nelle regioni povere, l'estensione della detrazione d'imposta sui redditi da lavoro, l'introduzione del bonus famiglia e risorse più alte ai ministeri e altri servizi pubblici”. La Commissione sottolinea come i rischi per alcuni Paesi come l’Italia, che “già aveva squilibri macroeconomici eccessivi”, siano maggiori, soprattutto dopo la crisi Covid. L’esecutivo ha quindi deciso di preparare analisi approfondite per l’Italia e per altri 11 Paesi “per identificare e valutare la severità di possibili squilibri macroeconomici”. Per avere quest’analisi, però, bisognerà aspettare fino alla primavera.

Ue, Gentiloni: no giudizio negativo su proposte Italia

Il commissario all’economia, Paolo Gentiloni, sottolinea che il parere dell’Ue “non comporta un giudizio negativo sul merito delle proposte per l’Italia”. E che, quindi, non si “richiede in questa fase nessuna forma di correzione, perché non siamo in una fase di obiettivi quantitativi da rispettare”. Il commissario all’Economia sottolinea ancora: “Il messaggio della Commissione non riguarda il contenuto di queste misure che possono essere pienamente giustificate, ma riguarda il loro impatto sulla finanza pubblica a medio e lungo termine”.