Le cartelle di Equitalia inviate per posta sono nulle

La decisione presa solo qualche giorno fa da un giudice di pace di Genova è una di quelle che rischia di fare molto rumore e gravita intorno al mondo di Equitalia, mai come in questi ultimi mesi al centro di polemiche e tensioni. Accogliendo il ricorso di una ex impiegata, il giudice ha stabilito che le cartelle esattoriali notificate via posta, senza cioè il passaggio di un ufficiale giudiziario o di un messo comunale, vanno considerate nulle. Dunque, è come se non fossero mai state recapitate e il contribuente non è tenuto a pagare le notifiche di ciò che riceve via posta. Secondo la sentenza non può essere un impiegato dell’agente riscossore ad eseguire il recapito ma c’è bisogno di un soggetto terzo, ufficiale giudiziario o un messo comunale, un soggetto dunque abilitato dalla legge.
Il ricorso della ex impiegata colpita dalla crisi – Secondo quanto rivela il quotidiano genovese Il Secolo XIX, la persona che ha portato a tale sentenza su Equitalia è una ex impiegata di Sampierdarena che, con l’inizio della crisi economica aveva accumulato spese su spese e, dopo essere finita in cassa integrazione, avrebbe smesso di pagare le multe finendo per ricevere dei verbali lievitati fino a circa 8000 euro. Senza pagare, Equitalia le aveva sequestrato la macchina. Da qui il suo ricorso che ha portato alla storica sentenza: l’utilizzo della corrispondenza è accettato ma ad effettuare l’operazione devono essere solo soggetti autorizzati. Va comunque detto che la sentenza è del giudice di pace di Genova e quindi non è automaticamente estesa a tutti i cittadini/contribuenti.