Le banche italiane crollano, la Consob indaga e la Bce avvia accertamenti su 6 istituti

Momento nero per le banche italiane che dopo un tracollo in Borsa che ha trascinato al ribasso Piazza Affari, sono ora nel mirino della Banca centrale europea sulla solidità del capitale. Vittima principale dei mercati ieri è stata Monte Paschi, che ha lasciato sul terreno quasi il 15% del suo valore dando il via però alla vendita indiscriminata di tutti i titoli bancari. Banco Popolare ad esempio ha lasciato sul terreno il 6,7%, Bper l'8,7%, Bpm il 5,5%. Non meglio sono andati gli altri grandi istituti di credito come Intesa Sanpaolo che ha registrato un ribasso del 5%, Ubi che è andata giù del 7,28% e Unicredit che ha fatto segnare – 5,37%. Una andamento assai anomalo tanto da far intervenire la Consob che ha deciso infatti di vietare temporaneamente le vendite allo scoperto sul titolo Mps per l'intera seduta di martedì. "Ci sono mani italiane ed estere sul titolo. Stiamo indagando e a fine giornata vedremo chi ha venduto effettivamente", ha spiegato il presidente dell'autorità Giuseppe Vegas.
La stessa Autorità di Borsa ha chiesto anche alle banche italiane vigilate dalla Bce di fornire al mercato tutte le eventuali informazioni sulle richieste dell'Eurotower sui crediti deteriorati. Per molti analisti infatti le vendite dei titoli bancari italiani sarebbe strettamente connessa alla sempre maggiore attenzione della Bce alla questione dei crediti per i quali la riscossione è incerta, sia come tempi sia per l'ammontare dell'esposizione. La notizia anticipata dalla stampa nei giorni scorsi aveva messo in allarme i mercati.
Dopo le indiscrezioni in effetti sei banche italiane hanno confermano che la Banca Centrale europea ha avviato o si appresta ad avviare una nuova valutazione sui loro portafogli di crediti. Oltre a Mps hanno annunciato i nuovi controlli anche Banca Carige, Banco Popolare, Bpm, Bper e Unicredit. Gli istituti nel mirino saranno soggetti, in questo mese e nel prossimo, ad attività di valutazione e indagini conoscitive su "strategia, governo, processi e metodologia adottati in ambito non performing loans" spiegano dalla Bce. Fino ad ora invece confermano di non aver ricevuto richieste da Francoforte Banca Ubi, Intesa, Mediobanca, Credem e Popolare di Sondrio.