Lavoro, retribuzioni in aumento a maggio dell’1.3%

Le retribuzioni contrattali orarie hanno registrato a maggio un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente e dell'1,3% su base tendenziale. È quanto ha comunicato l’Istat. Rispetto al corrispondente periodo del 2013, nei primi cinque mesi dell’anno in corso la retribuzione media è cresciuta dell’1.4%. L'andamento su base annua, anche se vicino al minimo storico segnato ad aprile (+1,2%) resta comunque superiore all'inflazione, salita a maggio dello 0,5%. La rilevazione, secondo quanto comunicato dall’Istat, non tiene inoltre conto del Bonus Irpef da 80 euro in quanto non considera la dinamica fiscale del costo del lavoro. Con riferimento ai principali macrosettori, nel mese di maggio le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,6% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.
Istat: i settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori
Nello specifico, i settori che a maggio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono telecomunicazioni (3,1%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,0%) ed estrazione minerali (2,9%). Nulle, dice l’Istat, le variazioni nel settore edile e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Tra i contratti monitorati dall'indagine, nel mese di maggio è stato recepito un solo accordo e nessuno è scaduto. Alla fine del mese, precisa ancora l’Istat, la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 61,5% nel totale dell'economia e al 50,2% nel settore privato. In media, l’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è di 29,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 15,5 mesi per quelli del settore privato. Sempre alla fine di maggio i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 38,5% degli occupati dipendenti e corrispondono al 37,7% del monte retributivo osservato.