Istat: calano nuovamente le vendite al dettaglio, resistono solo i discount

Ancora notizie negative per il commercio al dettaglio in Italia visto che i consumi degli italiani restano al palo confermando che la crisi economica è tutt'altro che passata. Secondo i dati Istat, infatti, nel mese di maggio l'indice per il commercio al dettaglio ha fatto registrare una nuova flessione dello 0,7% rispetto al mese precedente e dello 0,5% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Una battuta d'arresto pesante soprattutto se raffrontata con il mese di aprile, dove l'indice Istat aveva segnalato un rialzo del commercio al dettaglio dello 0,3% su base mensile e addirittura del 2,7% su base annua. Ovviamente sono numeri che risentono del dato stagionale perché dovuti soprattutto all'effetto Pasqua quando ovviamente i consumi al dettaglio degli italiani di moltiplicano, soprattutto nel settore alimentare. Sempre secondo i dati dell'istituto di statistica nazionale, infatti, a maggio diminuiscono in particolare proprio le vendite di prodotti alimentari, che fanno segnare un -1,2% rispetto ad aprile, mentre scendono in misura più contenuta quelle di prodotti non alimentari che fanno segnare un -0,3% sempre rispetto al mese precedente.
Positivi solo i discount
In generale, come segnala l'Istat, i discount invece sono gli unici esercizi alimentari che danno segnali positivi. Questo tipo di negozi, infatti, nello stesso periodo hanno fatto segnare un aumento tendenziale delle vendite del 2,4%. Nel suo complesso tiene anche la grande distribuzione, con vendite al dettaglio invariate rispetto al 2013, mentre soffrono sempre di più i negozi di piccole superfici con un crollo delle vendite al dettaglio del 1,1%. Nella media del trimestre marzo-maggio 2014, l’indice del commercio al dettaglio mostra una leggera flessione rispetto ai tre mesi precedenti dell0 0,1%, mentre ancora più negativo il dato dei primi cinque mesi del 2014: -0,5%. Nel dettaglio, mettendo a confronto i consumi di maggio 2014 con quelli dello stesso mese 2013, i cali più consistenti sono nell'informatica con un -3,8%, ma non se la passano molto meglio la cartoleria, i libri e i giornali con un -3,1%. In discesa anche gli elettrodomestici (-1,8%) e i prodotti farmaceutici (-1,3%).