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Grande Fratello Equitalia: da novembre accesso ai movimenti di denaro degli italiani

L’accesso ai dati bancari dei cittadini permetterà di combattere con maggiore efficacia l’evasione fiscale. Che in totale ammonta a 545 miliardi di euro (un quinto del debito pubblico).
A cura di Davide Falcioni
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Non solo società di riscossione di tributi dovuti allo stato. Equitalia dal prossimo 31 ottobre diventerà sempre più una sorta di "Grande Fratello" del fisco: riuscirà infatti a controllare i movimenti di denaro dei cittadini: il totale delle entrate e delle spese dell'anno registrate sul conto bancario, degli investimenti e degli smobilizzi di fondi comuni, azioni, obbligazioni, depositi a risparmio, buoni postali. Insomma, come spiega il direttore Attilio Befera: "Avremo tutte le banche dati necessarie a disposizione. Tante e ricche di informazioni. Dall'incrocio delle banche dati riusciremo a ottenere risultati molto migliori. Garantendo comunque la tutela della privacy dei cittadini".

L'obiettivo è quello di combattere in modo più efficace l'evasione fiscale: "Anche se non è che incrociando i dati viene fuori il nome di chi evade. Non è che premendo un bottone si risolve tutto. L'incrocio dei dati è solo la base per l'accertamento. Ci aiuta a individuare con più precisione chi è a rischio di evasione, ma se poi davvero non paga le tasse, o paga meno del dovuto, dovremo sempre dimostrarlo con tutti gli strumenti che abbiamo. E dobbiamo essere più che sicuri perché poi, se necessario, dovremo difendere la nostra pretesa davanti a un giudice" spiega Befera. Che tuttavia ammette che "da ora l'incrocio delle banche dati diventa uno strumento formidabile".

A proposito dell'evasione fiscale pochi giorni fa era stato il presidente della Corte dei Conti a denunciare come la mancanza di una visione comune nel parlamento abbia finito per fare il gioco dei più furbi, naturalmente facendola scontare a chi le tasse le ha sempre pagate puntualmente. Di particolare importanza il tema dell'evasione dell'Iva, per cui le banche dati aiutano solo fino a un certo punto anche perché nel 2008 governo e Parlamento fecero sparire l'elenco dei clienti e dei fornitori, che ogni partita Iva doveva tenere e trasmettere al Fisco. Era uno dei tre caposaldi dell'accertamento sull'Iva, insieme ai dati sulle dichiarazioni e sulle compensazioni. È stato riattivato dal 2010, ma intanto l'ammontare dell'evasione è stato di 46 miliardi di euro. Ma a sconvolgere è la cifra totale che Equitalia è tenuta a riscuotere: 545 miliardi di euro, pari ad almeno un quinto del debito pubblico italiano.

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