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Disoccupazione giovanile? Ci salverà l’agricoltura. In arrivo 160 milioni

Nel 2015 sono stati quasi 20mila i nuovi posti di lavoro nel settore. Da qui la decisione di varare il piano “Generazione Campolibero” da parte del ministero delle politiche agricole coll’obiettivo di creare nuovi sbocchi occupazionali.
A cura di Biagio Chiariello
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Mutui a tasso zero, crediti di imposta sul commercio elettronico di prodotti agroalimentari, fondi per supportare la nascita e lo sviluppo di start up agri-food. Sono solo alcune delle novità del piano ‘Generazione Campolibero' promosso dal ministro delle politiche agricole,  Maurizio Martina: 160 milioni a disposizione dei giovani che vogliono intraprendere un'attività nel settore dell'agricoltura con l'obiettivo di favorire il ricambio generazionale, sostenendo il settore e creando nuovi sbocchi occupazionali. Del resto, se negli ultimi anni c’è stato un comparto che ha tenuta testa alla disoccupazione giovanile, è proprio quello dell’agricoltura: 35 mila posti in più fra settembre 2014 e 2015, di cui quasi 20 mila fra gli under trenta (in crescita del 12,7 per cento). “Sono numeri che ci dicono del potenziale di questo comparto e che vogliamo far crescere ancora. Il nostro obiettivo è anche quello di aumentare le imprese gestite da under 40. Oggi siamo al 5% del totale contro una media europea dell’8%. È una sfida cruciale, vogliamo liberare le energie giovani per dare forza alla nostra agricoltura” dice Martina.

I numeri del piano per l’agricoltura

Ci sono 20 milioni in un fondo Private Equity destinati a finanziare start up nel settore agricolo, agroalimentare e pesca. 30 milioni nazionali più 50 milioni dall'accordo BEI – ISMEA serviranno per dare mutui a tasso zero a copertura degli investimenti effettuati da giovani imprenditori agricoli. Sessanta milioni andranno invece a finanziare mutui a tasso agevolato fino a 30 anni di durata, per l’acquisto di aziende agricole da parte di giovani che vogliono diventare imprenditori (il bando sarà aperto a marzo). In più, fino a fine mese – e al di là dell’età – si può far domanda per ottenere il credito di imposta sul commercio elettronico di prodotti agroalimentari. Credito d'imposta, fino 50mila euro, che è fissato al 40% dell'importo degli investimenti realizzati per l'avvio e lo sviluppo dell'e-commerce.

Il commento del ministro Martina

"È una sfida cruciale, vogliamo liberare le energie giovani per dare forza alla nostra agricoltura – avverte il ministro Maurizio Martina – Dallo scorso anno abbiamo aumentato del 25 per cento, per 5 anni, gli aiuti europei destinati alle aziende condotte da giovani. Con questi strumenti interveniamo sul fronte cruciale del credito e del sostegno all'innovazione. Investire in agricoltura non significa guardare al passato, ma interpretare con strumenti nuovi il futuro. Avere i piedi nella terra e la testa al mondo".

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