Debito pubblico, la Commissione Ue “grazia” l’Italia: no a procedure d’infrazione

In Italia ci sono squilibri macroeconomici “eccessivi”, come anche in Bulgaria, Croazia, Francia e Portogallo. Tuttavia per nessuno di essi scatta, per il momento, una procedura con richiesta di correzione. Lo rende noto la Commissione Ue, precisa come il nostro Paese sia soggetto alla regola del debito e non ha raggiunto l'obiettivo di medio termine, ovvero il pareggio strutturale di bilancio. Nella parte relativa all'Italia, la Commissione ricorda dunque che "l'alto debito e la protratta debole produttività implica rischi per il futuro, con rilevanza transnazionale". Inoltre, "la lenta risoluzione delle sofferenza bancarie pesa sui bilanci delle banche e l'alta disoccupazione a lungo termine sulle prospettive di crescita. La riduzione del debito richiederebbe avanzo primario e crescita sostenuta". I tecnici UE ci ricordano poi che "sono state prese misure per riformare il mercato del lavoro, le istituzioni, per affrontare i crediti deteriorati, la P.a., giustizia ed istruzione. Ma restano dei ‘gap' da colmare, specialmente su privatizzazioni, contrattazione collettiva, spending review, misure per aprire il mercato, fisco e lotta alla corruzione".
"L'Italia "continua a far registrare degli squilibri" e i Paesi che hanno questo problema "possono essere inseriti nel braccio correttivo della procedura per squilibri macroeconomici eccessivi in qualsiasi momento: questo dipenderà da quanto sarà ambizioso il programma di riforme che sarà presentato dall'Italia e naturalmente dalle nostre valutazioni" ha specificato il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis.. "È chiaramente necessario che continui lo sforzo di riforme in Italia", ha aggiunto il commissario lettone durante la sua conferenza stampa nel pomeriggio a Strasburgo.
A proposito dei giudizi di Bruxelles, Pier Carlo Padoan si è detto molto ottimista. "Vedremo la lettera – ha detto in merito alle osservazioni della Commissione UE – ma non mi sembra che il punto sia chiedere qualcosa in più all'Italia", ha affermato il ministro dell’economia. "Stiamo dialogando molto bene con l'Ue e la valutazione della flessibilità non è un prendere o lasciare: bisogna entrare nel merito delle misure che l'Italia sta prendendo. E comunque sono convinto che l'ok arriverà" ha aggiunto Padoan, assicurando che il governo non farà una manovra bis.