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Confcommercio: gli italiani tornano a spendere, balzo dei consumi a luglio

Per l’associazione dei commercianti a luglio picco nei consumi con un incremento del 2,1% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.
A cura di Antonio Palma
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Dopo i discreti risultai sul fronte del Pil e della disoccupazione, buone notizie per l'economia italiana arrivano anche sul fronte dei consumi. Stando alle rilevazioni di Confcommercio, infatti, nel mese di luglio si è registrato un picco nei consumi a livello nazionali, con incrementi che non si registravano da ben cinque anni. Secondo i calcoli del Centro Studi dell'associazione dei commercianti, l’indicatore dei consumi a luglio ha registrato una crescita dello 0,4% rispetto al mese di giugno e un incremento addirittura del 2,1% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Si tratta dell'aumento tendenziale più alto registrato dal 2010. "Attrattori dei consumi nei primi 7 mesi del 2015 sono i beni e i servizi per la mobilità, complici, anche gli aumenti dei carburanti e del trasporto pubblico (+6,2%)" spiegano da Confcommercio, aggiungendo: "Inoltre aumentano i consumi di beni e servizi per le comunicazioni, dunque apparecchi tecnologici come telefonini e computer (dei quali cresce anche l’import) e i consumi legati al turismo, alberghi e consumazioni fuori casa (+ 1%). Mentre l’aumento di alimentari, bevande e tabacchi è di solo lo 0,5%".

"I segni meno ormai sono archiviati, c’è un risveglio dei consumi e la fiducia delle famiglie è su livelli massimi" ha commentato soddisfatto Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, aggiungendo: "La ripresa c’è, ma la prudenza è d’obbligo perché dopo molti anni di crisi tornare a crescere è difficile". "Dopo molti anni di crisi il governo deve vincere la scommessa di trasformare la ripresa in una crescita robusta, duratura, diffusa tagliando le tasse su imprese e famiglie" ha esortato ancora Sangalli chiedendo al Premier Renzi di insistere in particolare sul versante delle imprese piuttosto che sulle tasse sulla casa. Del resto l'annuncio del taglio Ires nel 2018 "riguarda un tempo troppo lungo" ha ricordato ancora il leader di Confcommercio , sottolineando che invece "non c'è tempo da perdere, bisogna avere il coraggio di aggredire la spesa improduttiva e tagliare l'Ires già nel 2016".

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