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Allarme Coldiretti: “Nel 2015 in Italia +680% di pomodori importati dalla Cina”

Settanta milioni di chilogrammi di pomodori cinesi sono stati importati in Italia nel 2015.
A cura di Davide Falcioni
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Settanta milioni di chilogrammi di pomodori cinesi sono stati importati in Italia nel 2015, con un aumento del 680 per cento: i pomodori "made in Cina" rappresentano ormai il 10% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente. A dare l'allarme è Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi undici mesi del 2015. L'associazione di categoria denuncia il rischio concreto che venga spacciato come "prodotto in Italia" sui mercati nazionali ed esteri per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza. "Dalla Cina – sottolinea la Coldiretti – si sta assistendo a un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro".

Quello dei pomodori, spiega Coldiretti, è "un commercio che va reso trasparente con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro ma non per il concentrato o per i sughi pronti. A rischio c’è uno dei settori simbolo del made in Italy nel mondo a causa della concorrenza sleale del prodotto importato. Al nord come al sud non sono ancora state definite le condizioni contrattuali per il raccolto 2016 perché insieme ad un contenimento delle superfici coltivate viene proposta anche una riduzione anche superiore del 10-15% del prezzo pagato agli agricoltori che non è sostenibile. Aumento record delle importazioni, riduzioni dei prezzi pagati agli agricoltori e taglio delle superfici  prefigurano uno scenario preoccupante per il prodotto simbolo della dieta mediterranea".

La necessità di tracciare le materie prime è supportata da un dato allarmante, ricordato sempre dall'organizzazione dei coltivatori diretti: "Il gigante asiatico anche nel 2015 ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea, secondo una elaborazione della Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa ben 386 (13%) hanno riguardato la Cina".

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