200mila lavoratori che hanno fatto domanda di Cassa Integrazione entro lo scorso 7 luglio non hanno ancora ricevuto un euro. È questo quel che emerge dall’ultimo comunicato in merito pubblicato dall’INPS, che presenta tutti i numeri della misura di integrazione al salario e di salvaguardia contro la disoccupazione messa in campo dal governo e dall’ente previdenziale per mitigare gli effetti del lockdown e della crisi da Coronavirus.

La prima evidenza che balza all’occhio è il numero “monstre” di cassintegrati che sono ormai più di 7 milioni, poco più di un terzo dei 23 milioni di occupati in Italia. Tradotto: quasi un lavoratore dipendente su tre oggi è in cassa integrazione, che vuol dire stipendio ridotto dal 20% al 40%. Per molte di queste persone, tuttavia, alla riduzione salariale si somma anche il ritardo nei pagamenti. Relativamente alle 7,3 milioni di lavoratori pagati da INPS, ce ne sono infatti quasi 10mila che hanno presentato la loro domanda prima del 31 maggio e che al 7 luglio non avevano ancora ricevuto un euro.

Si tratta di una piccolissima percentuale, rispetto al totale, ma che cresce se si aggiungono le 165.576 persone che avevano presentato la loro domanda entro il 31 maggio e sono state pagate solo in parte. E che cresce ulteriormente se a loro si sommano le 89mila persone che hanno presentato domanda dopo il 31 maggio ancora non hanno ricevuto un euro. E soprattutto le 109mila domande di persone che hanno richiesto la cassa integrazione, ma la cui domanda è ancora in corso di accertamento.

Facendo due rapidi conti ci sono 365 mila persone circa che hanno fatto richiesta o che l’hanno ottenuta, con le quali l’INPS ancora non è in pari: circa 100mila che non sono ancora state pagate, circa 100mila le cui domande sono ancora al vaglio dell’ente previdenziale e circa 165mila che stanno avendo problemi nella puntualità dei pagamenti.

In una fase di profonda emergenza economica e sociale, una brutta gatta da pelare per il governo e per l’INPS del presidente Pasquale Tridico, che aveva promesso il pagamento di tutti i lavoratori in Cassa Integrazione entro il 10 giugno, giusto un mese fa. Una promessa non mantenuta anche solo per i lavoratori che avevano fatto domanda entro il 31 maggio, visto che ancora al 23 giugno risultavano 25mila persone che non avevano ancora ricevuto nulla. In due settimane abbondanti, poco più di un terzo di quelle persone sono ancora a bocca asciutta.