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Alternative fur Deutschland è un problema ancora più serio di quanto pensiamo, con Tonia Mastrobuoni

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Cosa succede adesso che AfD ha trionfato alle elezioni in Sassonia Anhalt? Dalle dimissioni di Merz all'ipotesi di una vittoria nazionale di AfD, dalle accuse di neonazismo alla possibilità di mettere in mano all'estrema destra l'esercito più potente d'Europa. Affrontiamo tutte le questioni aperte, con la corrispondente di Repubblica da Berlino Tonia Mastrobuoni

Oggi rispondo alla domanda di Letizia:

“Cosa dobbiamo aspettarci da Alternative fur Deutschland in Germania?”

Intanto, partiamo dalla fine, cioè da quel che è accaduto domenica scorsa, il 6 settembre del 2026. Quando alle elezioni in Sassonia Anhalt, uno dei quattro lander tedeschi dell’ex Germania Est ha vinto un partito di estrema destra chiamato Alternative fur Deutschland, alternativa per la Germania. Messa così, sembra quasi una non notizia, perché in fondo l’estrema destra vince un po’ ovunque, in Europa e in Occidente. Che volete sia un piccolo Lander tedesco dove votano, contate male, due milioni di persone? Ecco: non è proprio così. E chi parla di una svolta storica non sbaglia.

Primo: perché la Germania è la Germania, la culla del nazismo, della tragedia della Seconda Guerra Mondiale, della Shoah. Un Paese, che dopo il 1945, fino al 2017, non ha mai avuto un partito di estrema destra, o anche solo post fascista come poteva essere il nostro Movimento Sociale Italiano, in parlamento. E che oggi, per l’appunto, ha un partito di estrema destra in cima a tutti i sondaggi.

Secondo: perché, come dicevamo, AfD è stabilmente in testa a tutti i sondaggi di opinione in Germania, con un consenso tra il 28 e il 29 per cento. E nei lander dell’est riceve un consenso che supera il 30%  ormai da anni. Ma questa vittoria in Sassonia Anhalt è stata diversa da tutte le altre: AfD ha preso più del 43%, doppiando il secondo partito, la CDU, il partito cristiano democratico, quello del cancelliere Friedrich Merz, l’equivalente del nostro presidente del consiglio.

Terzo: perché per la prima volta, il consenso raccolto da AfD sarà sufficiente per governare. Fino a ora, infatti a frapporsi tra AfD e il governo c’era quello che i tedeschi chiamano brandmauer, la linea tagliafuoco: ci si può alleare con tutti, tranne che con loro. Una regola, questa, fatta propria da tutti i partiti, tranne uno. È un partito sovranista di sinistra che si chiama BSW,  acronimo di Bündnis Sahra Wagenknecht – Alleanza Sahra Wagenknecht, dal nome della sua fondatrice – che ha preso il 5,3% dei consensi ed ha annunciato che darà ad AfD i voti necessari a conquistare il potere.

Quarto: perché AfD non è semplicemente un partito di estrema destra. È un partito pieno zeppo di neonazisti, espulso da ogni famiglia politica europea, sia da quella di cui fa parte Fratelli d’Italia, sia da quella di cui fa parte la Lega, che ha idee politiche talmente estreme da non avere eguali in tutto il continente. E che ha sfondato là dove l’estrema destra non aveva mai sfondato, nel cuore della grande potenza europea per eccellenza, la Germania.

Di domande ne rimangono comunque tantissime. Da dove viene questo successo di AfD? Che succederà adesso? La Sassonia Anhalt sarà la prima tessera del domino per la presa di potere di AfD? Il cancelliere Merz si dimetterà? E AfD riuscirà davvero a realizzare il suo programma senza che nessuno li argini? Per rispondere a tutti questi quesiti ho chiesto una mano alla giornalista italiana che meglio conosce la Germania, l’inviata da Berlino de La Repubblica, Tonia Mastrobuoni.

A cui la prima domanda che pongo, in realtà, è un’altra: ma la vittoria di AfD in Sassonia Anhalta è stata davvero una sorpresa?

La vittoria dell'AfD in Sassonia-Anhalt non è una sorpresa. In tutti i sondaggi da molti mesi era data oltre il 40%. È un partito che in questa regione è stato già bollato nel 2023 come di estrema destra. Ad aprile ha pubblicato un programma che ha scioccato tutta la Germania, ne hanno parlato tutti i giornali, un programma fatto appunto di scuole separate per disabili e migranti, di remigrazione, quindi di un impegno futuro a insomma a cacciare molti migranti dal Paese. Già solo questo ha avuto un effetto di deterrenza ovviamente su tanti anche accademici, anche medici, anche insomma personale sanitario che lì è indispensabile che sta già seduta sulle valigie. Ci sono appunto anche cose abbastanza incostituzionali, vogliono istituire una guardia civile, vogliono minimizzare il nazismo nei programmi scolastici, lo slogan è più “Bismarck meno Hitler”, insomma tutti sapevano cosa stavano andando a votare eppure l'AfD ha preso oltre le aspettative, ha preso il 44% dei voti, insomma è proprio una cesura.

Tutti sapevano cosa stavano andando a votare, dice Tonia Mastrobuoni. Ma soprattutto, tutti sapevano perché stavano andando a votare. E ognuno, in fondo, aveva dei motivi diversi dagli altri. Stavano andando a votare l’unico partito autenticamente Ossi, cioè radicatosi nell’ex Germania Est. Ma stavano anche andando a votare un partito ferocemente xenofobo, che vorrebbe remigrare milioni di stranieri residenti in Germania. Ma stavano anche andando a votare un partito che nega il cambiamento climatico e che non vuole ridurre le emissioni di gas serra, in un Paese in cui l’industria dell’auto è stata affossata dall’avvento delle automobili elettriche. Ma stavano anche votando un partito filorusso, che vorrebbe che la Germania cessasse di sostenere la resistenza ucraina. Insomma: ognuno aveva almeno un motivo valido per votare AfD. E AfD è stato abile a prendersi tutti quei voti.

L'AfD è un fenomeno complesso, nel senso che nasce come un partito anti euro, però in realtà già dall'inizio ci sono dentro delle pulsioni, diciamo, di estrema destra, tant'è vero che quando il partito sta per morire, insomma, quando passa la crisi dell'euro, che era un po' il motivo che l'aveva che aveva spinto dei professori ordoliberali e molto radicali a fondare questo partito, è arrivata la crisi dei profughi e ancora prima, nel 2014, l'AfD ha cominciato a marciare con Pegida, con queste manifestazioni molto molto estremiste, islamofobe, che hanno cominciato a sfilare a Dresda. Insomma, è un partito che si è buttato abbastanza rapidamente sul tema dell'immigrazione, perché è arrivata la crisi, che è stata una una mano santa per questo partito, un partito che si stava radicalizzando sempre di più e che stava diventando un crogiolo di pulsioni di estrema destra, neonaziste, e völkisch, che oggi hanno preso totalmente sopravvento. Qualcuno disse una volta, e non era una cosa del tutto stupida, ormai puoi mettere puoi candidare una scopa blu e la votano in tante aree della Germania.

Di sicuro, oggi, la scopa blu prenderebbe più voti del cancelliere Friedrich Merz. Perché se è vero che, da un lato, AfD è stato il partito che più di altri ha saputo interpretare lo spirito del tempo in Germania – lo zeitgeist: almeno stavolta non uso il tedesco a sproposito -, va detto anche che si è trovata a fronteggiare, negli ultimi anni, due tra i cancellieri più impopolari e meno carismatici della Germania post unificazione, il socialdemocratico Olaf Scholz e per l’appunto il cristiano democratico Friedrich Merz. Entrambi col fardello della pesantissima eredità di Angela Merkel, la più longeva e popolare cancelliera della storia tedesca. Entrambi nel bel mezzo di una crisi energetica, figlia della guerra in Ucraina e dalla stop alle forniture di gas dalla Russia, di una crisi da spiazzamento tecnologico, soprattutto nell’industria dell’auto. E, infine, di una crisi commerciale, figlia dei dazi di Donald Trump e del blocco dello stretto di Hormuz. La CDU di Merz, in particolare, era al 28% solo un anno fa e ora è al 19%. AfD ha seguito un percorso speculare: era al 20% un anno fa, e ora è al 29%. Difficile non vedere un chiaro travaso tra queste due forze politiche. Difficile non credere che la vittoria di AfD sia l’altra faccia della medaglia della crisi della CDU.

“Il cancelliere Merz, diciamo, è stato un po' la causa anche di questa di questo exploit della AFD, ma anche del crollo della CDU. La CDU è scesa al 17% è un disastro storico di proporzioni veramente epiche e il cancelliere che si era insediato nel 2021 dopo Merkel promettendo di dimezzare la AFD sostanzialmente ha fatto sì che il suo partito fosse dimezzato dalla AFD. Questo è il risultato in Sassonia, il 44% di AFD che 5 anni fa era il 20%, quindi raddoppiato e la CDU è sotto al 20%. Anche a livello nazionale i sondaggi ormai pare sia sotto al 20. Il cancelliere e il suo governo, soprattutto, hanno avuto un effetto negativo sulla campagna elettorale, tant'è vero che il governatore uscente ha cercato di tenerlo lontano e e gli ha detto anche in un' intervista che ha fatto a me prima delle elezioni che ha una parte di responsabilità in quello che è successo. Però sicuramente opo le prossime elezioni che sono previste il 20 a Berlino e in Meclemburgo Pomerania, potrebbe esserci una resa dei conti. Ho scritto tante volte, si è parlato tante volte del fatto che Merz fosse in bilico, stavolta credo che sia veramente seriamente a rischio per non far andare a casa il governo perché adesso né la CDU né la SPD hanno alcun interesse a elezioni anticipate. Si sta pensando a un cambio in corsa, potrebbe prendere il posto di Merz Hendrik Wüst, che è il governatore del Nord Reno Westfalia e quindi il governo potrebbe continuare a guidare diciamo la Germania, ma con un cancelliere diverso che non sia così tremendamente impopolare”

Andiamo però al vero nodo della questione: AfD è un partito neonazista? Ha senso il brandmauer, il cordone sanitario che le forze politiche hanno costruito attorno a questa forza, rifiutando ogni alleanza, anche a costo di accrescerne a dismisura il consenso? O fa bene Sahra Wagenknecht a offrirle i suoi voti per governare, col rischio di permettere ad AfD di realizzare politiche come le classi separate per stranieri e disabili, o i suoi piani di remigrazione? E ancora: se sono neonazisti, ed essere neonazisti è reato, in Germania, perché AfD non è stato messo fuorilegge? È normale che il consenso diventi una specie di “tana libera tutti” per una forza che si pone al di fuori della Costituzione Tedesca?

“È più complicato di così. L'AfD oggi è un partito che è diventato che raccoglie, diciamo, una serie di movimenti estremisti, neonazisti. Certo, è anche intriso di correnti neonaziste. È sufficiente guardare chi è entrato adesso in Parlamento della Sassonia-Anhalt per rendersi conto che sono tanti sono ex neonazisti dichiarati, insomma, che poi dicono ovviamente adesso che è una fase della loro vita, ma comunque è è un partito che appunto raccoglie movimenti völkisch, cioè neo rurali, antisemiti, anti urbanisti e fortemente razzisti e basati su una identità etnica della Germania, identitari anche molti No Vax, per esempio, votano AfD gente filorussa questi anni ho capito che il Covid, per esempio, è stato un un un grandissimo acceleratore dell'AfD del successo dell'AfD perché ha fatto convergere anche vari movimenti di estrema destra, tra tra cui i Reichsbürger, che sono questi negazionisti della Repubblica che si producono i si fanno i documenti da soli, insomma, fanno tutta una serie di ribellioni contro lo Stato che non riconoscono e quindi in qualche modo l'AfD è appunto un un contenitore. Dal punto di vista dell'orientamento è un partito che oggi esprime molte posizioni che sono o incostituzionali o al limite all'incostituzionalità, insomma, antidemocratiche, revisioniste. Neonazista è addirittura riduttivo perché è molto più ampio il fenomeno che si poi viene assorbito dall'AfD. È un'ampia rete bruna, diciamo, estremista che viene raccolta in questo partito”.

Riassumendo la posizione di Tonia Mastrobuoni, insomma, c’è da preoccuparsi sul serio. Siamo al cospetto di una forza che davvero sta sul crinale dell’incostituzionalità e la cui classe politica, in buona parte, ha idee neonaziste. Ma se possibile c’è di più ed è ancora peggio. Perché anche dimenticandoci di cosa accadde nella prima metà del secolo scorso, tutto questo avviene in Germania, nel Paese più popoloso d’Europa, nella sua economia più forte, nel cuore della nazione che esprime buona parte della classe dirigente dell’Unione Europea, a partire dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. E questo dice molto sullo stato di salute dell’Europa.

Non solo: perché la Germania, complici la minaccia russa, le richieste di Trump e pure la crisi della sua industria automobilistica, si sta anche riarmando come mai aveva fatto dal 1945 a oggi. 100 miliardi di fondo per la spesa militare, con l’obiettivo di superare il 2% di spesa per la difesa, per arrivare al 3,5% americano entro il 2030. Non solo: per la prima volta la Germania ha messo un suo contingente armato in Lituania, fuori dai suoi confini, come deterrente per gli appetiti imperialisti russi. Zeitenwende, svolta epocale, viene chiamato questo piano di riarmo. Che, ironia della sorte e della Storia, è stato ideato dal governo socialdemocratico nel 2022, implementato da un governo crisitiano democratico tra il 2024 e il 2026. E di cui potrebbe beneficiare un ipotetico governo a guida AfD, tra qualche anno. Proviamo a dirla tutta d’un fiato. Nel 2029 si terranno le elezioni federali in Germania e il fato – o l’elettorato, meglio – potrebbero consegnare a un partito di estrema destra, con idee neonaziste, e una smaccata simpatia per Mosca, uno degli eserciti più potenti del mondo.

Quindi, ricapitolando: la crisi dell'auto ha spinto la crescita di AfD. E la crescita della spesa militare potrebbe consegnare ad AfD – se mai andrà al governo – l'esercito più potente d'Europa: è reale il timore che la Germania torni a essere una potenza militare aggressiva?

“Guarda, io penso che in generale ci sia in Germania adesso una paura, ovviamente molto alimentata dalla crisi dell'auto, perché l'auto è il cuore dell'industria manifatturiera tedesca, quindi è il cuore della Germania, del Made in Germany. Questa crisi sta dando a molti tedeschi la sensazione che la Germania sia al crepuscolo, che siamo in una fase di tramonto, di una grande economia che è stata trascinata in questi anni soprattutto, come sappiamo, dalle esportazioni, dal fatto che avesse della dell'energia a basso costo, ma anche da una serie di pigrizie che si vedono che stanno emergendo adesso nei nei nei nei nei piani alti delle aziende, anche delle aziende automobilistiche, no? In questi in queste settimane ci sono state delle riunioni molto molto drammatiche tra sindacati e Volkswagen, per esempio, sul futuro dell'azienda e da queste riunioni in queste riunioni i sindacati hanno detto "Ma insomma, voi avete sbagliato tutto, non avete visto che in Cina stavano crescendo mostruosamente dei concorrenti che che che avevano puntato tutto sull'elettrico, siete stati spinti fuori dalla Cina, avete sbagliato completamente la vostra la vostra strategia e avete sbagliato la strategia in Nord America, avete puntato troppo sul Nord America, avete sbagliato una serie di  scelte sui software". Insomma, come dire, ci sono state tutta una serie di scelte sbagliate che hanno che che stanno portando sostanzialmente in una profondissima crisi l'automotive e quindi questa atmosfera crepuscolare credo che stia molto alimentando l'AfD. Quando sono andata a seguire le elezioni regionali in Baden-Württemberg, che è l'autoland, dove ci sono appunto Daimler, Porsche, eccetera. Mi ricordo che sono arrivata alla stazione e c'era un cartello dell'AfD che era che rappresentava solo una macchina e sotto c'era una una scritta "Lei voterebbe per noi". Ecco, perché naturalmente l'AfD fa tutta una propaganda per il motore a scoppio, per un ritorno al passato. La domanda sulla pericolosità di una Germania che al o stesso tempo si riarma e dove un partito di estrema destra sta diventando molto forte, a questa domanda io non so rispondere. In questo momento, diciamo, gli anticorpi sono ancora forti, come sappiamo i partiti tradizionali stanno cercando di mantenere la Brandmauer, il cordone sanitario sanitario e anche Merz ha detto che non lo vuole non lo vuole spezzare, però ecco, cosa ha in serbo il futuro non lo so e una difficile è una domanda a cui è difficile rispondere”

E già solo che la risposta sia difficile fa capire quanto la situazione rischi di diventare ancora più complicata di così.

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