in foto: "La grande onda di Kanagawa", dalla serie "Trentasei vedute del Monte Fuji"

L’attesissimo incontro con l’arte giapponese inizierà il prossimo 12 ottobre e proseguirà fino al 14 gennaio 2018 presso il Museo dell’Ara Pacis di Roma. Non un Giappone qualsiasi, ma quello di Katsushika Hokusai, il maestro divenuto celebre in tutto il mondo per la “Grande Onda”.

La mostra “Hokusai. Sulle orme del Maestro” esporrà circa 200 opere, molte delle quali mai viste in Italia, provenienti dal Chiba City Museum of Art e da importanti collezioni giapponesi come Uragami Mitsuru Collection e Kawasaki Isago no Sato Museum, oltre che dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova. L’esposizione, divisa in cinque sezioni, metterà in risalto la straordinaria pittura di Hokusai confrontandola con i pittori che da lui presero ispirazione creando una vera e propria scuola.

Primavera a Enoshima (1797) in foto: Primavera a Enoshima (1797)

A lui, infatti, si ispirò non solo la generazione di pittori giapponesi successiva, ma anche l’Occidente: artisti come Van Gogh, Monet e Toulouse Lautrec, protagonisti del movimento del “Japonisme”, ebbero proprio Hokusai come punto di riferimento indiscusso. L’ukiyoe, l’arte delle immagini del “mondo fluttuante”, entra così a contatto con la cultura europea, e oggi torna nella mostra dedicata ad uno degli artisti che la resero grande.

Dai paesaggi alle divinità, l’arte di Hokusai in cinque sale

Fuji rossoin foto: Fuji rosso

Si inizia con i paesaggi giapponesi, dove si troveranno alcune delle opere più famose del maestro come le “Trentasei vedute del monte Fuji” e un dipinto su rotolo del monte Fuji, esposto per la prima volta in Italia. Non mancherà la “Grande onda” ovviamente, vero e proprio pezzo centrale della collezione.

Dopo i paesaggi sarà la volta della bellezza femminile rivestita di pregiatissimi kimono e immersa nelle atmosfere affascinanti delle sale da tè, per poi passare alle divinità, alla potenza della natura e a tutti i soggetti tradizionali della cultura giapponese a cui Hokusai diede nuova vita e nuovo splendore.