Il 2 aprile ricorre la giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo, più semplicemente chiamata giornata mondiale per l'autismo. L'ONU ha fissato questa giornata di sensibilizzazione verso le tematiche dell'autismo, che riguarda milioni di persone nel mondo, dal 2007. Al fine di far collaborare le singole organizzazioni dedicate all'autismo esistenti in tutto il mondo riguardo a ricerca, diagnosi, trattamento e accettazione generale per le persone portatrici di questa varianza neurologica. Ecco un libro, un film e un saggio scientifico che vi sentiamo di consigliarvi per capire meglio questa malattia e la vita delle persone che ne soffrono.

"Se ti abbraccio non aver paura" di Fulvio Ervas

Pubblicato nel 2012 dall'editore Marcos yMarcos, quella scritta da Fulvio Ervas in "Se ti abbraccio non aver paura" è la storia di Andrea Antonello, sofferente della sindrome dello spettro autistico, che grazie alla “comunicazione facilitata” attraverso il computer oggi è uno scrittore. E attraverso semplici poesie riesce ad arrivare al cuore delle persone. Libro dell’anno 2012 di Fahrenheit Rai Radio 3 Vincitore del Premio Anima 2012 e del Premio Viadana (giuria giovani) 2013. La sinossi è la seguente:

Il verdetto di un medico ha ribaltato il mondo. La malattia di Andrea è un uragano, sette tifoni. L’autismo l’ha fatto prigioniero e Franco è diventato un cavaliere che combatte per suo figlio. Un cavaliere che non si arrende e continua a sognare. Per anni hanno viaggiato inseguendo terapie: tradizionali, sperimentali, spirituali. Adesso partono per un viaggio diverso, senza bussola e senza meta. Insieme, padre e figlio, uniti nel tempo sospeso della strada. Tagliano l’America in moto, si perdono nelle foreste del Guatemala. Per tre mesi la normalità è abolita, e non si sa più chi è diverso. Per tre mesi è Andrea a insegnare a suo padre ad abbandonarsi alla vita. Andrea che accarezza coccodrilli, abbraccia cameriere e sciamani. E semina pezzetti di carta lungo il tragitto, tenero pollicino che prepara il ritorno mentre suo padre vorrebbe rimanere in viaggio per sempre. Se ti abbraccio non aver paura è la storia di un’avventura grandiosa, difficile, imprevedibile. Come Andrea. Una storia vera.

Float, corto Pixar su Disney+ per capire l'autismo

Anche Disney+, il servizio di streaming dedicato ai film e ai prodotti di intrattenimento di Disney, Pixar, Marvel, Star Wars, National Geographic, sbarcato lo scorso 24 marzo nel nostro Paese, offre un contenuto per avvicinare adulti e bambini alla tematica: "Float".

Un padre scopre che suo figlio è diverso dagli altri bambini in un modo davvero singolare. Per sfuggire al giudizio altrui, il padre cerca di tenere il bambino lontano da sguardi indiscreti, ma quando le capacità di suo figlio diventano pubbliche, deve decidere se continuare a nasconderle o accettare suo figlio così com’è.

Scritto e diretto da Bobby Rubio e prodotto da Krissy Cababa, Float è un cortometraggio che fa parte del progetto SparkShorts di Pixar, voluto dallo studio di animazione, per trovare storie uniche e nuovi talenti. La storia di Float nasce dall’esperienza personale di Bobby Rubio e racconta di un padre e di un figlio, del loro amore e del percorso che porta all’accettazione reciproca. La diversità è rappresentata in modo immediato ma positivo, con il bambino che vola mentre gli altri camminano.

Capire la malattia con la scienza

Per capire invece cosa ci dice la scienza, uno dei testi migliori per capire questa sindrome è "I disturbi dello spettro autistico in adolescenza e in età adulta". Questo testo, nato con il contributo e la collaborazione di oltre cinquanta autori che si occupano da anni di questi disturbi, prende in esame la situazione dell’autismo in età adolescenziale e adulta nella sua complessità per affrontare con esaustività e visione d’insieme queste difficili situazioni, al di là di facili stereotipi e diagnosi improprie.

Troppo spesso assistiamo, con soggetti già in età adulta, alla mancanza di una corretta diagnosi e all’assenza di un intervento specifico per l’autismo; troppo spesso vediamo famiglie lasciate sole con la fatica di avere un figlio o un fratello autistico e la mancanza di progetti individualizzati specifici.  Fondamentale nel volume è la prospettiva di un effettivo miglioramento della qualità della vita del soggetto, che tenga conto non solo delle sue problematiche cliniche, ma anche e soprattutto dei suoi fondamentali bisogni ed esigenze quotidiane.