Siamo andati al Parco Archeologico di Paestum dove da meno di due settimane si è insediato il nuovo direttore Gabriel Zuchtriegel che fa parte della squadra dei venti direttori dei principali musei italiani, scelti con la procedura di selezione internazionale. Proprio a lui abbiamo chiesto di commentare la polemica sui direttori stranieri scoppiata questa estate dopo la pubblicazione delle nomine: “Non mi sento straniero – ci ha raccontato Zuchtriegel – ho svolto in Italia parte della mia formazione e lavoro qui già da diversi anni, prima all’Università in Basilicata e poi a Pompei. Rispetto alla polemica io credo che sia un fatto positivo, indice di un interesse molto forte verso i musei e i suoi direttori per questo ringrazio tutti quelli che hanno partecipato al dibattito”.

Gabriel Zuchtriegel, 34 anni, è un archeologo tedesco di Weingarten, nel Baden-Wurttemberg, Germania del sud. È stato professore a contratto di archeologia e storia dell'arte greca e romana nell'Università della Basilicata dove ha condotto un progetto di ricerca ad Heraclea, nel metapontino. Dal 2015 ha lavorato come archeologo nella segreteria tecnica del Grande progetto Pompei.

Tra le novità annunciate dal nuovo direttore quella di “aprire almeno uno dei templi del Parco Archeologico, oggi visitabili solo dall’esterno, anche all’interno per renderli fruibili a tutti offrendo un’esperienza unica ai visitatori”. Un altro aspetto a cui il neo direttore sembra tenere molto è quello di “raccontare la storia post antica di Paestum, quella medievale, il grand tour fino allo sbarco degli alleati. Questo è un sito molto importante, unico nel mediterraneo, per la riscoperta dell’antico”.

Un altro aspetto che Zuchtriegel ci ha tenuto a ricordare è quello legato alla didattica: “Bisogna ripensarla mettendosi nei panni dei bambini. Io ho dei figli piccoli e voglio che prima di tutto loro possano fruire di questo splendido sito. In generale la comunicazione museale fino a poco fa è stata sempre pensata per una élite, scritta da archeologi per altri archeologi. Dobbiamo ribaltare questo paradigma e rendere sia il Museo sia il Parco accessibile a tutti”.

Tra i problemi attuali evidenziati dal neo direttore ci sono quelli legati alle strutture “infiltrazioni, problemi di illuminazione, da risolvere subito per mettersi al passo con i grandi musei internazionali. Ma anche la comunicazione internet: fino ad oggi il sito di Paestum era solo in italiano, stiamo subito aggiornando anche in inglese e abbiamo già creato una fanpage su facebook poiché qui a Paestum vengono visitatori da ogni parte del mondo”.

Infine il progetto di realizzare poco fuori le mura antiche della città, dove oggi si trova la fabbrica ex Cirio, un nuovo progetto per rendere fruibile un santuario antico, dedicato a Venere e un nuovo spazio sia espositivo che di uffici, in modo da ampliare l’offerta”.