Zoe Trinchero, analisi del Ris sotto le unghie della 17enne: serviranno a chiarire dinamica dell’omicidio

Procedono le indagini per capire nel dettaglio cosa sia successo a Zoe Trinchero, la 17enne trovata morta la notte tra il 6 e il 7 febbraio nel rio Nizza, a pochi metri da un distributore di carburante alla periferia di Nizza Monferrato. A trovare il corpo è stato un residente della zona: subito dai primi accertamenti del medico legale erano stati evidenziati segni di percosse, un trauma cranico e lesioni compatibili con strangolamento. L’attenzione degli investigatori si era concentrata subito su Alex Giuseppe Manna, il 19enne che l'aveva vista per l’ultima volta. Il giovane aveva provato ad attribuire la responsabilità prima a un'altra persona, per poi confessare l'omicidio. Per lui si sono aperte le porte del carcere. Secondo la ricostruzione preliminare, il movente sarebbe legato a un rifiuto. Quella sera Manna avrebbe tentato un approccio con Zoe, ma la ragazza lo aveva respinto. Subito era scattata la violenza. Ma a che punto stanno le indagini?
Stando a quanto riferito a Fanpage.it dal criminologo Marco Puppo, nonché consulente dell'indagato, giovedì 19 marzo al Ris di Parma si procederà con le analisi dei tamponi subungueali prelevati sul corpo della vittima. Sarà fondamentale in questo modo anche per capire la dinamica del femminicidio. Se infatti sotto le unghie ci fosse materiale genetico di Alex Giuseppe Manna questo vorrebbe dire che la ragazza avrebbe provato a difendersi prima di essere gettata nel fiume, se invece così non fosse non avrebbe avuto il tempo e sarebbe stata molto probabilmente immobilizzata durante lo strangolamento. Intanto si sta procedendo con tutti gli accertamenti del caso prima di una eventuale richiesta di processo da parte della Procura.
La madre di Zoe, Mariangela Auddino aveva precisato: "So bene di tutti quelli che ci hanno provato con mia figlia. Mi ricordo di questo (Manna, ndr), mi sono ricordata delle foto, perché io sono parecchio negata con i nomi. Ma è già da un po' che gli aveva detto di no, poi gli amici mi hanno detto: ‘No, ma un paio di settimane fa aveva ricominciato a riprovarci'". La difesa di Manna, rappresentata dagli avvocati Rocco Giuseppe Iorianni e Patrizia Gambino, ha precisato: "Come difesa chiederemo la perizia psichiatrica e cercheremo di farne disporre una tecnica sulla ricostruzione dei fatti".