Strage Altavilla, partecipò alle torture su madre e fratelli: assolta perché “temporaneamente incapace”

È stata assolta dall'accusa di avere partecipato insieme con il padre alle sevizie sui fratellini e sulla madre ad Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. La giovane, oggi ventenne, avrebbe ucciso la madre Antonella Salamone, 41 anni, e i fratelli Kevin, 16 anni, ed Emanuel, 5 anni, ma secondo i giudici della sezione per i minorenni della Corte d'Appello di Palermo lo avrebbe fatto mentre era "temporaneamente incapace di intendere e di volere", e per questo non può essere imputabile.
Una sentenza che ribalta quella di primo grado quando il Tribunale per i minorenni l'aveva condannata con rito abbreviato a 12 anni e 8 mesi di reclusione. Nel febbraio 2024, la giovane, all'epoca 17enne, era stata trovata a pochi metri dai letti in cui giacevano i corpi senza vita dei fratelli, e all'inizio era stata ritenuta dagli investigatori anche lei una vittima della strage di Altavilla. Successivamente, però, aveva confessato di avere partecipato alle sevizie e poi agli omicidi della madre e dei fratelli più piccoli. Un ruolo attivo che le era valsa la prima condanna, oggi ribaltata in appello. Per lei non si apriranno quindi le porte del carcere, ma inizierà un percorso in una struttura protetta.
A scagionarla sono state le perizie relative al suo stato mentale al momento della strage e anche l'età. La giovane, al momento della strage era 17enne, quindi pur essendo imputabile i giudice l'hanno ritenuta non responsabile per quello che gli adulti intorno a lei, tra cui il padre, avrebbero messo in atto.
Quello alla giovane è solo una parte del più ampio processo sui fatti avvenuti nel 2024 nella villetta in provincia di Palermo. Secondo le ricostruzioni, l'imbianchino Giovanni Barreca per una settimana avrebbe seviziato moglie e figli perché ritenuti posseduti dal demonio. Insieme all'uomo sono imputati anche due amici della coppia che sarebbero stati presenti in casa al momento degli omicidi ma che negano il coinvolgimento nei delitti.