È un domenicano di ventinove anni con problemi psichici l'uomo che ha ucciso a Trieste l’agente Pierluigi Rotta, trentaquattrenne di Napoli, e l'agente scelto Matteo Demenego, trentunenne di Velletri, entrambi in servizio all'upgsp della questura. Alejandro A. S. M. è rimasto ferito non in modo grave e suo fratello trentaduenne è stato bloccato nei sotterranei. Entrambi sono titolari di permesso di soggiorno per motivi familiari. I due domenicani erano stati fermati a seguito di una rapina e, secondo quanto ricostruito finora, una volta scesi dalla volante hanno avuto una colluttazione con gli agenti e il ventinovenne è riuscito a sottrarre una pistola con cui ha sparato a entrambi. A quel punto anche il fratello maggiore, Carlysle S. M., si è impossessato dell'arma e si è rifugiato nei sotterrai della questura, dove è stato catturato poco dopo. I poliziotti colpiti sono stati soccorsi immediatamente, il massaggio cardiaco è stato inutile, le ferite erano troppo gravi.

Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha dichiarato il lutto cittadino dopo l'uccisione dei due agenti. "I poliziotti devono rendersi conto che siamo in guerra, c'è questa gentaglia in giro e dobbiamo aumentare le risorse a disposizione", ha detto il sindaco a una emittente locale aggiungendo di aver deciso, appunto, di proclamare il lutto cittadino. "Ho appreso con profonda tristezza la notizia della barbara uccisione dell’agente scelto Matteo Demenego e dell’agente Pierluigi Rotta, feriti mortalmente presso la Questura di Trieste mentre erano impegnati in una operazione di servizio. In questa dolorosa circostanza, desidero esprimere a lei ed alla Polizia di Stato la mia solidale vicinanza, rinnovando i sentimenti di considerazione e riconoscenza per il quotidiano impegno degli operatori della Polizia al servizio dei cittadini. La prego di far pervenire ai familiari degli agenti le espressioni della mia commossa partecipazione al loro dolore", il messaggio al Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Di Salvatore Garzillo