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Famiglia che vive nel bosco

“Scatti d’ira e non seguiva le regole”: perché la mamma dei bimbi nel bosco è stata allontanata secondo l’ordinanza

Scatti d’ira, svalutazione delle educatrici e continue opposizioni alle regole della comunità. L’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila racconta la convivenza impossibile della madre Catherine Birmingham all’interno della comunità.
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Catherine Birmingham è stata allontanata dai figli perché ritenuta dannosa per il loro benessere in comunità
Catherine Birmingham è stata allontanata dai figli perché ritenuta dannosa per il loro benessere in comunità
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A partire dal 19 febbraio si è verificata una "escalation di reazioni" tra la famiglia nel bosco e il personale della comunità per minorenni di Vasto dove si trovano dal novembre 2025. È il quadro che emerge dall'ordinanza con cui il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto l'allontanamento dalla struttura e la separazione della madre dai piccoli. Nel documento, che Fanpage.it ha visionato, emerge come la "persistente e costante presenza materna" sarebbe "pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori".

L'ordinanza impone l’allontanamento dei minori dalla comunità di Vasto e il loro collocamento in un'altra struttura, senza la madre, la quale potrà vederli in incontri sorvegliati. Inoltre, vista la fortissima ingerenza dei media, il Tribunale chiede, se necessario, l’assistenza della forza pubblica.

I bambini – una femmina di 8 anni e due gemellini di 6 – verranno allontanati dalla struttura nella quale vivevano e dovranno ricominciare. Questo allungherà i tempi del processo, e certo non depone a favore della madre, Catherine Birmingham.

La donna viveva nella casa famiglia di Vasto con i suoi bambini e avrebbe dovuto vederli solo a orari programmati, come durante i pasti o le lezioni con la maestra che si recava regolarmente nella struttura. Il personale però racconta una storia diversa, da cui emerge una figura fortemente "oppositiva alle indicazioni del personale", e caratterizzata da "frequenti scatti d'ira", incline a non seguire le regole nonostante le fossero state spiegate molte volte.

Questo riguarderebbe episodi di vita quotidiana come, ad esempio, l'orario della cena che la madre avrebbe voluto mantenere alle 17.30, mentre da dicembre è stato deciso che avrebbero dovuto mangiare alle 19 insieme a tutti gli altri ospiti.

Anche le lezioni con la maestra sarebbero state un problema, e in più di un'occasione avrebbe giustificato la riottosità dei bambini a seguire le lezioni con la "stanchezza" dovuta proprio alla cena in orario troppo tardo, e il trauma per la situazione vissuta.

Birmingham avrebbe inoltre utilizzato "modalità comunicative svalutanti" verso le educatrici, chiamandole “cattive persone” anche davanti ai bambini, atteggiamenti che poi i piccoli hanno ripreso ed emulato. Anche questo avrebbe pesato nella scelta di spostare i bambini, alla luce del "clima di totale sfiducia" che ormai si era creato con gli operatori  della comunità.

L'episodio più grave riferito dagli operatori, risale al 19 febbraio, quando i piccoli avrebbero staccato i bastoni di alcune persiane per creare dei "bastoni da lanciare" con cui hanno provocato "piccoli tagli sotto il mento e nel palmo della mano di un’educatrice".

L’umore della donna, nella ricostruzione dei giudici, sarebbe andato peggiorando anche per l'infrangersi della "illusione di una  permanenza in comunità molto breve". In realtà, proprio a seguito di questo nuovo provvedimento, il tempo del ricongiungimento appare ancora più lontano.

La madre si sarebbe dimostrata insofferente anche rispetto a uno dei temi cardine che avevano determinato l'allontanamento originario, cioè il completamento del ciclo vaccinale, requisito fondamentale per i servizi sociali. I vaccini però sarebbero stati somministrati solo grazie alla collaborazione del padre, Nathan Trevallion, che ha supportato e calmato la moglie, la quale invece ha "visibilmente espresso la sua contrarietà e non condivisione dei vaccini".

Il marito di Birmingham è raccontato come estremamente positivo in ogni fase del procedimento, "utile a rasserenare i figli e la madre", e per questo i giudici hanno consigliato di "intensificare la frequentazione".

L'esatto opposto di Catherine. "Ogni cosa o regola di convivenza,  viene fortemente criticata, rendendo il tutto di difficile gestione", si legge in una delle ultime relazioni dei servizi sociali finite nel fascicolo dei giudici. Questo minerebbe non solo il benessere dei bambini ma anche la serenità di tutti i minori ospitati.

Ad aver cambiato la vita e l'umore di tutti è anche la costante attenzione mediatica e soprattutto la presenza dei giornalisti al di fuori della struttura. A causa delle telecamere e degli obiettivi puntati  all’interno del cortile tutti i minori ospiti sono stati costretti a non frequentare più gli spazi esterni. E lo stesso avveniva anche ai tre bimbi che per questo sono passati dalla vita nella natura alle quattro mura della casa famiglia. La stessa tutrice dei piccoli ha sollevato il problema dei giornalisti richiamando anche la Carta di Treviso, documento pensato per proteggere i minori.

Secondo i giudici, in un nuovo contesto privo di ogni interferenza, i bambini potrebbero riappropriarsi del loro equilibrio mentale.

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