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Ultime notizie su Sara Pedri, ginecologa scomparsa a Trento

Sara Pedri, riprendono le ricerche della ginecologa scomparsa 5 anni fa: “Ci basterebbe trovare qualcosa di lei”

Riprenderanno a breve le ricerche di Sara Pedri, la ginecologa scomparsa a Trento a marzo del 2021. La conferma dalla sorella Emanuela dopo la richiesta al prefetto: “Mi basterebbe ritrovare gli occhiali di Sara. O una sua scarpa o qualunque cosa, anche la più piccola che lei aveva addosso quel giorno”.
A cura di Ida Artiaco
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Riprenderanno ufficialmente le ricerche di Sara Pedri, la ginecologa scomparsa quasi cinque anni fa a Trento. Era, infatti, il 4 marzo 2021 quando della ragazza, originaria di Forlì e che dal 2022 lavorava all'ospedale Santa Chiara, si sono perse le tracce. Il corpo non è ancora stato trovato.

Ancora non c'è una data per la riprese delle operazioni, sospese nel 2024, ma secondo la sorella della ragazza, Emanuela Pedri, potrebbero cominciare presto, probabilmente a marzo, in occasione dell'anniversario della sparizione di Sara. "Mi basterebbe ritrovare gli occhiali di Sara. O una sua scarpa o qualunque cosa, anche la più piccola che lei aveva addosso quel giorno", ha detto al Corriere della Sera, aggiungendo: "Ci commuove sapere che tanti trentini hanno pensato a Sara. In molti da Trento e dintorni ci hanno scritto per dirci di non mollare e tornare a cercarla".

Era stata proprio Emanuela a fine gennaio a comunicare sulla propria pagina Facebook che qualche giorno prima era stata presentata dalla famiglia al prefetto di Trento, Isabella Fusiello, una richiesta formale per riattivare le ricerche di Sara nel lago di Santa Giustina, già battuto in passato, attraverso l’associazione Penelope Trentino ALTO Adige/suedtirol. Richiesta che è stata evidentemente accolta e che potrebbe aiutare i familiari della giovane.

"Stando alle indagini si sarebbe buttata. Il corpo sarebbe arrivato al Lago Santa Giustina. Io credo che sia angosciante per tutti sapere che una ragazza di 31 anni potrebbe essere rimasta congelata lì sotto", ha detto ancora la sorella Emanuela, che sempre sui suoi profili social non ha mancato di commentare la notizia del risarcimento che l'azienda sanitaria dovrà a Saverio Tateo, ex primario dell'Ospedale Santa Chiara, assolto insieme alla vice Liliana Mereu dalla accuse di maltrattamenti in concorso.

"Parallelamente al processo penale – ha spiegato Emanuela – , che è ancora in corso a seguito dell’appello della Procura, si stava svolgendo una causa civile personale tra il Primario e l’Azienda Sanitaria. Due procedimenti diversi. Due aule diverse. Due piani che non vanno confusi.Il giudice del lavoro ha stabilito che il licenziamento era illegittimo. Questo riguarda il rapporto tra un dipendente e il suo datore di lavoro. Non riguarda il caso di Sara. Non chiude domande. Non cancella responsabilità. Il processo penale va avanti, e noi continuiamo ad affidarci alla Procura". L’Azienda sanitaria Trentina dovrà risarcire Saverio Tateo con 240mila euro pari a 24 mensilità: secondo il giudice del lavoro il licenziamento successivo alla scomparsa di Sara Pedri era illegittimo.

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