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Roberta Siragusa uccisa a 17 anni a Caccamo
10 Giugno 2021
17:19

Roberta Siragusa, non fu suicidio secondo l’autopsia: “Colpita più volte e poi bruciata”

Esclusa l’ipotesi di suicidio secondo il consulente tecnico del gip di Termini Imerese chiamato ad effettuare l’autopsia sul corpo della 17enne Roberta Siragusa, arsa viva e poi gettata in una scarpata. La giovane sarebbe stata colpita diverse volte con un corpo contundente, poi cosparsa di benzina e data alle fiamme.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Roberta Siragusa uccisa a 17 anni a Caccamo

Il consulente tecnico del gip di Termini Imerese ha escluso la tesi del suicidio dopo l'autopsia effettuata sul corpo di Roberta Siragusa, la giovane di Caccamo trovata carbonizzata in un dirupo lo scorso gennaio. Gli esami smentiscono di nuovo la versione dei fatti fornita dall'ex fidanzato della ragazza, Pietro Morreale, accusato del suo omicidio. In un video che era stato mostrato in aula alla presenza dei familiari della vittima si vedeva la giovane prima ferita da alcuni colpi sferrati con un corpo contundente e poi arsa viva.

Rispondendo alle domande dei legali dell'indagato, il medico legale ha ribadito che Roberta sarebbe stata assassinata. La giovane è deceduta dopo una lunga agonia di almeno 5 minuti. La tesi del suicidio, invece, è quella sostenuta da Morreale, che ha raccontato di un violento litigio in auto che avrebbe portato la ex a cospargersi di benzina e darsi fuoco. Secondo l'accusa, invece, i due ragazzi avrebbero litigato mentre si trovavano nei pressi di un campo sportivo. Il giovane le avrebbe poi dato fuoco dopo averla colpita. Il corpo di Roberta sarebbe poi stato trasportato in auto verso la scarpata dove è stato ritrovato. Con l'esame del medico legale si è concluso l'incidente probatorio. La Procura di Termini Imerese dovrebbe ora chiudere l'indagine e chiedere il rinvio a giudizio di Morreale. 

La dinamica dei fatti

La tesi del suicidio era già stata smentita più volte nel corso delle indagini. A provare l'omicidio non solo il video nelle mani della procura, che comunque secondo la difesa non mostrerebbe il volto di chi ha dato fuoco alla giovane né il momento stesso in cui Roberta è stata cosparsa di benzina e arsa viva; ma anche le versioni discordanti fornite dall'accusato. Secondo la procura, infatti, sarebbero diversi i dettagli poco chiari nella verità raccontata da Morreale. Il giovane aveva detto di aver assistito al suicidio della fidanzata dopo una lite e di essere poi tornato a casa a dormire. Avrebbe comunicato l'accaduto ai genitori soltanto il mattino dopo il fatto. A quel punto il padre lo ha poi convinto a presentarsi davanti alle forze dell'ordine. Secondo gli inquirenti, però, vi sarebbe anche un complice ancora ignoto che avrebbe aiutato nell'occultamento del cadavere dopo l'omicidio. Le indagini si sono concentrate principalmente sui familiari di Morreale, ma a loro carico non è stata raccolta al momento alcuna evidenza.

Le parole della mamma

Sul suo profilo Facebook, Iana Brancato, mamma di Roberta, ha commentato gli ultimi sviluppi con un post accorato. "Oggi c'è stata una grande svolta – scrive la donna -. Sei e resterai la mia guerriera. Verità e giustizia per te, amore mio".

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