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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Perché la spazzatura di casa Poggi sarà analizzata di nuovo e cosa sappiamo sui primi risultati

Ci sono i primi risultati sulle analisi sulla spazzatura di Chiara Poggi: ci sarebbero i dna solo della vittime e di Alberto Stati. Ma i periti super partes non hanno fatto ancora nessuna comparazione. Ecco cosa sappiamo sui primi dati.
A cura di Giorgia Venturini
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Chiara Poggi
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Sono usciti i primi risultati sulle analisi effettuate durante l'incidente probatorio sui rifiuti trovati nella villetta di Garlasco il giorno dell‘omicidio di Chiara Poggi e sequestrati ufficialmente otto mesi dopo. Sui reperti c’è quasi esclusivamente il dna della vittima e l’unico profilo genetico maschile rilevato finora sarebbe quello di Alberto Stasi: il suo dna sarebbe stato trovato sulla cannuccia dell'Estathé e in nessun altro oggetto. Ma andiamo per ordine: cosa c'era all'interno della spazzatura di casa Poggi?

C'era un piattino, un contenitore di Fruttolo e uno di Estathé, un sacchetto con all'interno i resti della buccia di una banana e il sacchetto di una confezione di cereali trovati nel salone di casa dove la vittima il giorno dell'omicidio, ovvero 13 agosto 2007, stava facendo colazione pochi minuti prima di essere uccisa.

Ed è necessario a questo punto farsi un'altra domanda: da dove arrivano questi primi risultati ottenuti comparando vari dna con quanto emerso su questi reperti? Perché le prime indiscrezioni non arrivano dai periti incaricati dal gip per fare incidente probatorio, ovvero il Commissario Capo Tecnico Biologo Denise Albani e il sovrintendente tecnico sarà Domenico Marchigiani.

Chi ha svelato i primi risultati

I due periti avrebbero inviato nel pomeriggio di ieri 25 giugno a tutti i genetisti delle parti interessate al caso (i consulenti del condannato Alberto Stasi, dell'attuale indagato Andrea Sempio, della parte civile della famiglia di Chiara Poggi e quelli della Procura) i primi dati grezzi ottenuti dopo aver aperto i plichi dei rifiuti lo scorso 19 giugno, dopo aver eseguito la campionatura e successivamente le prime analisi. Nella email i periti super partes – stando a quanto avrebbero svelato fonti di Fanpage.it – avrebbero svelato il quantitativo di dna trovato sugli oggetti. Sarebbe stato quasi nullo o molto risicato, come ci si aspetterebbe dopo 18 anni. Per questo motivo i periti avrebbe comunicato che i test verranno fatti due volte, tranne che sui reperti dove non è stato rinvenuto nessun materiale genetico. Ufficialmente nell'incidente probatorio verrà eseguita la comparazione con il dna trovato e quello dei protagonisti del caso solo dopo il 4 luglio, giorno in cui è stato fissato il prossimo incontro dell'incidente probatorio. Solo allora i periti super partes per la prima volta avranno in mano il dna di Chiara Poggi, Alberto Stasi e Andrea Sempio. E quindi solo allora potranno procedere con la comparazione.

Questo vuol dire che i primi risultati arrivano dalla comparazione fatta dai consulenti delle parti: i vari genetisti incaricati infatti hanno a disposizione il dna di Stasi, Sempio e Chiara Poggi, il cui materiale genetico è presente negli atti di questi 18 anni. E da ieri i dati grezzi dei periti super partes.

Le prime comparazioni arriverebbero quindi da loro e le indiscrezioni sono state divulgate ieri in tv da Antonio De Rensis, legale di Stasi. Ma si ipotizza che sulla base degli elementi grezzi inviati dai periti tutte le parti faranno, o hanno già fatto, le loro comparazioni e le loro considerazioni.

Cosa ha detto l'avvocato di Alberto Stasi sui primi risultati

L'avvocato De Rensis ha spiegato che "sulla cannuccia" del brick di tè freddo "potrebbe, dobbiamo usare il condizionale ancora, esserci traccia" del Dna di Stasi, mentre "solo sulla pellicola del Fruttolo potrebbe esserci il Dna di Chiara, come anche sul piattino e sulla confezione dei cereali". E poi ha aggiunto: "Diciamo che relativamente alla spazzatura potrebbero esserci delle indicazioni che, lette nel modo giusto, sono interessanti". Ribadendo che in questi 18 anni Alberto Stasi avrebbe sempre detto si aver bevuto l'Estathè.

Infine il difensore di Stasi  conclude: "Questo vuol dire che tutti coloro i quali hanno fatto analisi parascientifiche, e che dicevano che sulla spazzatura non c'era nulla, potrebbero aver detto cose inesatte e vuol dire anche che questo, come tutti gli altri accertamenti in corso come quelli sulle ‘para-adesive' delle impronte, potrebbero aiutarci a riscrivere la storia di quella mattina".

Il consulente dei Poggi a Fanpage.it: "Non sono gli esiti ufficiali dell'incidente probatorio"

A Fanpage.it ha spiegato nel dettaglio quanto è successo in queste ultime ore il consulente della famiglia Poggi, Dario Redaelli: "Non sono informazioni che arrivano dai periti perché non hanno ancora formalmente a disposizione il materiale genetico di confronto. Che cominceranno ad analizzarlo, esempio quello di Chiara Poggi, solo il 4 luglio. Solo dopo potranno esprimersi. Presumo che i consulenti tecnici della difesa Stasi sono quelli che hanno seguito il caso nel tempo e avevano a disposizione i profili genetici sia di Alberto Stasi che di Chiara Poggi. Ma non quelli ufficialmente prodotti dai periti. I risultati emersi finora quindi non sono gli esiti ufficiali dell'incidente probatorio". E poi ha aggiunto: "Oggettivamente i periti non possono fare le attribuzioni del dna perché non hanno il materiale di confronto".

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